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Lo sguardo del telescopio Keck sul passato del cosmo

Secondo gli astronomi potrebbe evolvere fino a diventare infine come la nostra Via Lattea

Gli astronomi del California Institute of Technology (Caltech) hanno effettuato un’osservazione senza precedenti di una galassia giovane in cui si stanno formando nuove stelle solo due miliardi di anni dopo il Big Bang e hanno stabilito che quella galassia potrebbe evolvere e diventare infine come la nostra Via Lattea.
Il gruppo ha effettuato le osservazioni accoppiando due nuove tecniche: l’effetto lente gravitazionale - in virtù del quale le grandi masse cosmiche moltiplicano e ingrandiscono l’immagine di galassie distanti poste dietro di esse rispetto alla direzione di vista - e l’ottica adattativa LGS, che corregge le distorsioni ottiche dell’atmosfera in tempo reale monitorando il segnale di una stella guida.
L’effetto lente gravitazionale ha ingrandito la galassia distante in dimensioni angolari di un fattore 8 circa in ogni direzione: insieme con l’incremento della risoluzione ll telescopio, ciò ha permesso di determinare la struttura della velocità interna di una galassia remota, posta a 11 miliardi di anni luce dalla Terra e anche la sua probabile evoluzione successiva.
I ricercatori hanno trovato che la galassia distante, che presenta molti aspetti tipici di oggetti dello stesso tipo e della stessa epoca, mostra chiari segni di una rotazione ordinata. La conclusione, associata alle osservazioni condotte nello spettro delle onde millimetriche, che sono sensibili al gas molecolare freddo (indicativo di una rotazione galattica), suggerisce che la sorgente si trovi nelle prime fasi dell’”assemblaggio” del disco a spirale con un nucleo centrale simile a quelli osservati attualmente nelle galassie a spirale.
Utilizzando il Telescopio spaziale Hubble, il gruppo ha localizzato distintamente una galassia battezzata “Occhio Cosmico” a causa della sua forma distorta a forma di anello dal campo gravitazionale di una galassia retrostante.
“La gravità ci ha fornito effettivamente un’ottica zoom aggiuntiva che ci permette di studiare questa galassia distante su scale di sole alcune centinaia di anni luce. Si tratta di un campionamento 10 volte più fine di quanto si è mai ottenuto finora”, ha spiegato Dan Stark ricercatore del Caltech, e coordinatore dello studio. “Come risultato, possiamo vedere per la prima volta, una galassia giovane di dimensioni tipiche che sta ruotando su se stessa ed evolvendo lentamente in una galassia a spirale simile alla Via Lattea.”
La ricerca, descritta nell’ultimo numero della rivista “Nature”, fornisce la dimostrazione delle potenzialità del Thirty Meter Telescope (TMT), il primo di una nuova generazione di grandi telescopi progettati per sfruttare l’ottica adattativa.
Quando saranno completate – presumibilmente nella seconda metà del prossimo decennio – la grande apertura e l’ottica avanzata del TMT produrranno immagini con una risoluzione angolare tre volte migliore rispetto al telescopio Keck da 10 metri e al Telescopio spaziale Hubble da 12 metri (a parità di lunghezza d’onda).
Grazie ai significativi miglioramenti nella risoluzione angolare garantiti dall’ottica adattativi, il TMT sarà in grado di studiare le proprietà interne di galassie distanti anche di piccole dimensioni, viste com’erano quando l’universo era giovane.
In modo simile, l’Atacama Large Millimeter Array (ALMA), un grande interferometro che sta per essere completato in Cile, fornirà un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione di una mappa delle emissioni estremamente flebili dell’idrogeno gassoso a bassa temperatura.

FONTE : REPUBBLICA

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