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Due 'buchi' nello scudo magnetico terrestre

La comprensione dei meccanismi della loro periodica formazione permetterà di fare previsioni sul livello di intensità degli effetti al suolo delle tempeste solari


Le osservazioni eseguite dalla strumentazione della NASA “CINDI” (Coupled Ion Neutral Dynamics Investigation) a bordo del satellite dell’Aeronautica militare americana C/NOFS hanno mostrato che il limite fra l’alta atmosfera e lo spazio si è spostato a un livello estremamente basso.
Il sistema CINDI-C/NOFS, progettato dall’Università del Texas e lanciato nell’aprile di quest’anno, è stato ideato per studiare i disturbi alla ionosfera terreste che possono interferire con le comunicazioni e i segnali GPS.
CINDI ha scoperto che la ionosfera non era dove avrebbe dovuto essere: nel corso dei primi mesi della sua missione ha infatti rilevato che la ionosfera si trovava a 420 chilometri di altezza durante la notte e a800 chilometri durante il giorno, laddove tipicamente si situa, rispettivamente, a 640 e 960 chilometri.
Un certo abbassamento della ionosfera, dicono gli scienziati, era atteso, dato che C/NOFS era stato lanciato durante il minimo del ciclo undecennale di attività solare, ma l’entità della contrazione ha sorpreso i ricercatori.
Un’altra sorpresa è venuta dai dati rilevati da un altra missione NASA, la THEMIS (Time History of Events and Macroscale Interactions during Substorms), che ha scoperto come il campo magnetico terrestre, che funge da schermo contro le particelle provenienti dalle tempeste solari, sviluppa spesso due “buchi” attraverso i quali possono incunearsi grandi quantità di raggi cosmici.
Contrariamente a quanto finora pensato, osservano i ricercatori, “venti volte più particelle solari attraversano lo scudo magnetico terrestre quando il campo magnetico solare è allineato con quello della Terra”.
“La scoperta - ha detto Vassilis Angelopoulos dell’Università della California a Los Angeles, che sovrintende alla missione - capovolge una vecchia convinzione sul modo e sui tempi in cui le particelle possono penetrare il campo magnetico terrestre e potrà essere sfruttata per prevedere quanto intense saranno le tempeste solari”.
Simulazioni al computer compiute da Wenhui Li dell’Università del New Hampshire hanno infatti permesso di comprendere il meccanismo con cui queste “porte si aprono, in dipendenza dei cambiamenti di direzione del campo magnetico solare durante i suoi cicli di attività, fornendo le basi per previsioni sul livello di intensità degli effetti al suolo delle tempeste solari”.
FONTE: REPUBBLICA

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