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Autoconoscenza e carriera

"Gnoti sauton" era scritto sul frontone del tempio di Apollo a Delfi; "nosce te ipsum" dicevano i latini

La conoscenza di sé stessi è indubbiamente uno degli obiettivi più importanti dell’esistenza umana; forse, come sostengono alcuni, il più importante in assoluto, e l’unico che meriti realmente di essere perseguito: in fondo, tutto ciò che facciamo non è altro che un lungo viaggio alla ricerca di noi stessi; se in questa ricerca non riusciamo a entrare in contatto con la nostra parte più autentica, quella che ci rende unici, poco importa cos’altro troviamo.

Su un piano meno mistico, non c’è dubbio che la conoscenza di sè, dei propri talenti e dei propri limiti, sia fondamentale per raggiungere il successo nella carriera e nella professione.

Mi rendo conto che, in un periodo in cui il mercato del lavoro è quello che è, la tendenza - più che giustificabile - sia di precipitarsi sul primo posto disponibile senza fare troppo gli schizzinosi.

Tuttavia, nei limiti del possibile, credo sia importante non smettere mai di tendere verso una situazione professionale dove le nostre capacità si possano realizzare compiutamente.

Per me è una costante fonte di tristezza vedere la quantità enorme di persone, a tutti i livelli, che occupa una posizione alla quale - per varie ragioni - non è adatta: lo spreco di risorse per l’azienda, per il lavoratore, per l’utente è immenso.

Gli uffici di selezione del personale fanno quello che possono ma alla fin fine è il singolo che deve assumersi la responsabilità del lavoro che sceglie.

Ovviamente, non esistono soluzioni facili; tuttavia, nell’interesse di tutti, un sano esame di coscienza - e un approfondimento “concreto” del tipo di lavoro che ci verrà richiesto - prima di presentare una domanda o di rispondere a un annuncio possono riparmiare - a noi, all’azienda e agli utenti - molti dispiaceri.

un saluto

Bruno Medicina