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Risorse umane in tempo di crisi

Tutti parlano di crisi. Possiamo lamentarci della situazione. O analizzarla e agire.

Ciao a tutti e Buon 2009, ci risentiamo dopo un lungo silenzio dovuto un po’ ai miei impegni un po’ alle modifiche del sistema.

Parlare di risorse umane in questo periodo è veramente difficile, visto che i segnali che arrivano da ogni parte sono tutt’altro che incoraggianti: siamo in piena recessione, non si sente parlare di assunzioni, si annunciano licenziamenti in massa e nessuno è in grado di fare previsioni.

Tuttavia, una cosa è certa: lasciarsi prendere dallo sconforto e usarlo come pretesto per l’inazione non ci avvicinerà di un passo alla soluzione.

Varrebbe invece la pena di ristrutturare la percezione di quanto sa accadendo: invece di usare la parola “crisi”, potremmo semplicemente accettare il fatto che la situazione in cui ci muoviamo sta cambiando, come del resto è avvenuto durante tutto il corso della storia: guerre, epidemie, catastrofi, sconvolgimenti economici e sociali hanno sempre accompagnato l’esistenza di qualunqe società.

E, se questo ci ha insegnato qualcosa, è che chi è sufficientemente flessibile nell’adattare le proprie strategie alle nuove condizioni offerte dall’ambiente - per quanto difficili - sopravvive, chi invece insiste in comportamenti che hanno perso valore soccombe.

A questo punto, ricordando che l’ideogramma cinese per la parola “crisi” è composto dalle radici di “pericolo” e “opportunità”, e che in greco antico krysis significa “decidere”, cercherò di fornirvi settimanalmente qualche consiglio pratico per affrontare al meglio la situazione.

Con i piedi ben piantati per terra, ma senza perdere di vista il cielo.

Un saluto

Bruno Medicina