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I Detective Sudamericani: L'Investigatore Belascoáran

Il secondo romanzo di Paco Ignacio Taibo II con protagonista l'investigatore Belascoáran







Per Città del Messico si aggira “Il fantasma di Zapata”

Per gentile concessione della Guida Letteratura Sudamericana Federico Guerrini



 Héctor Belascoáran Shayne è il fratello sudamericano di una lunga serie di detective che hanno caratterizzato la narrativa del giallo, portandola a travalicare i propri confini di genere per entrare nella cosidetta Letteratura.

Héctor ha diverse peculiarità, a partire dal nome, un incrocio basco-irlandese derivatogli dai nonni. Più Marlowe che Hammer, usa la violenza solo quando è necessaria o per vendicasi di un torto subito, ma non come metodo di indagine. Un’altra differenza con gli investigatori hard-boiled di stampo anglosassone è che lui non è solo: ha una famiglia, quantomeno dei fratelli, perché i genitori sono morti, ha un amore lontano, una ragazza dai capelli con la coda che gli scrive lettere dall’Europa dove si è autoesiliata, forse alla ricerca di se stessa.

Divide l’ufficio con una serie di improbabili complici: un tappezziere, un idraulico e un esperto in spurgo delle fogne. In certi momenti sembra più la parodia di un detective che un investigatore vero e proprio. Ha una fede politica: è dichiaratamente di sinistra, come i suoi fratelli e il padre, che durante la guerra comandava una nave che combatteva una specie di guerra solitaria e pirata contro le milizie dell’Asse. Ha un passato da persona “normale”: una moglie, un buon stipendio come ingeniere specializzato in tempi e movimenti; finché un giorno qualcosa scatta dentro di lui e (nel precedente romanzo d’esordio) si mette in testa di trovare uno psicopatico che terrorizza la città. Tutto sommato, il nuovo mestiere che ha scelto gli piace.

In questo “Il fantasma di Zapata”, Héctor si trova a dover risolvere tre enigmi, che si intrecciano in un montaggio alternato che avvince il lettore e costringe il protagonista a fare i salti mortali per spostarsi nella immensa Città del Messico, personaggio e non sfondo della storia, amata e odiata. I tre incarichi sono: uno, ritrovare Emiliano Zapata, il leggendario condottiero che, secondo lo strano vecchio che contatta il detective, non è morto, ma, dopo aver combattuto con altre milizie rivoluzionarie, da Jaramillo a Sandino, si è ritirato in una grotta a finire i suoi giorni; il secondo incarico è quello di aiutare una studentessa adolescente che è in possesso di qualcosa per cui la vogliono uccidere; il terzo, è scoprire l’assassino di due ingenieri omosessuali, per conto della ditta per cui lavoravano.

In questa molteplice ricerca, Belascorán finisce per perdere un occhio e risolvere almeno due dei tre enigmi. A voi indovinare quali.