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Gordiano Lupi e Il Foglio Letterario

L'editore e direttore della casa editrice Il Foglio Letterario ci parla di sè e della linea editoriale, coraggiosamente rivolta verso il Noir e l'Horror. Su gentile concessione del Sito La Tela Nera.

Intervista a Gordiano Lupi
di Fabio Marangoni

[La Tela Nera]: Benvenuto ne “La Tela Nera” Gordiano, vuoi presentarti ai visitatori che ancora non ti conoscono? Dicci quando sei nato, dove vivi, che lavoro fai…
[Gordiano Lupi]: Sono nato nel 1960 e il lavoro che faccio conta poco perché non è la cosa che più amo della mia vita, quindi su questa aspetto glisserei. Vivo a Piombino, in provincia di Livorno. Pubblico libri dal 1998. Ho esordito con una raccolta di racconti (”Lettere da lontano”) e poi ho scritto alcuni romanzi e racconti ambientati a Cuba (il titolo più importante è “Nero tropicale” edito da Terzo Millennio nel 2003). Il mio lavoro di maggior spessore è “Cuba magica” edito da Mursia ed è un reportage narrativo nel mondo della santería cubana e sempre in questo campo sta per uscire per Bastogi “Un isola a passo di son – viaggio nella musica cubana”. La narrativa resta la mia passione ma pare che oggi si riesca a pubblicare meglio i lavori di non fiction. E infatti collaboro anche con Profondo Rosso di Dario Argento Luigi Cozzi e per loro scrivo saggi sul cinema di genere (Deodato, Joe D’Amato, Tomas Milian, la commedia sexy…). Collaboro con Mystero di Luigi Cozzi, sono capo redattore del Foglio Letterario e direttore editoriale delle Edizioni Il Foglio.

[LTN]: Parliamo del tuo ruolo di editore e direttore della casa editrice Il Foglio Letterario e omonima rivista. Quando nasce quest’idea e a chi è rivolta?
[GL]: Il Foglio Letterario nasce nel 1999 come rivista a carattere locale, fotocopiata e stampata dal Comune di Piombino. Fondatori siamo io, Maurizio Maggioni e Andrea Panerini. Adesso il gruppo si è molto allargato, basta visitare http://www.ilfoglioletterario.it per rendersene conto. La casa editrice nasce nel 2001. Scopo di rivista e casa editrice è quello di far avvicinare i giovani alla lettura, di pubblicare autori meritevoli e di dedicare attenzioni ai generi narrativi accanto a una buona selezione di narrativa di stampo tradizionale e generazionale.

[LTN]: Chiunque può inviare i propri scritti al Foglio? Si paga qualcosa per ricevere un “giudizio tecnico” sugli stessi?
[GL]: Tutti hanno diritto a inviare lavori in valutazione. Nessuno ha il diritto a essere pubblicato. L’abbonato ha il solo diritto a ricevere libri e riviste. Non si paga niente per il giudizio che però non ha niente di tecnico, diffido dei tecnici in narrativa, è il nostro giudizio di pubblicabilità o meno e vale quello che vale, cioè limitatamente al Foglio.

[LTN]: Come si inserisce dunque l’esperienza del Foglio nella realtà editoriale italiana d’oggi? Cosa e come si propone di fronte al «potenziale lettore»?
[GL]: Rivalutazione dei generi narrativi e attenzione alle forme di espressione giovanili. Siamo tra i pochi in Italia che pubblicano Horror.

[LTN]: Quali sono le difficoltà incontrate su questa strada? Tutti sanno che nel nostro Paese si legge poco e si compra meno…
[GL]: Difficoltà economiche soprattutto. Se fossimo editori a pagamento non ne avremmo, te l’assicuro. Difficoltà di comunicazione con tanta gente e di rapporti. Molti non comprendono quanto è difficile fare editoria indipendente oggi in Italia.

[LTN]: Cosa dovrebbe cambiare allora? Far ricredere il lettore medio è difficile, nutrito com’è dai talk show e dai Faletti&Vespa di turno. Prova a convincerlo…
[GL]: Non ci provo neppure. Il pubblico del Foglio me lo immagino lontano mille miglia dai talk show televisivi e dai Faletti&Vespa di turno. Cosa possono avere in comune con la letteratura?

[LTN]: Da che mondo è mondo, un buon argomento è sempre la convenienza e nel caso specifico quella di fare ottime letture che vanno dalla poesia ai saggi sull’occulto, passando attraverso i gialli e l’horror, a un prezzo minimo se si è un abbonato al Foglio… ce ne parli?
[GL]: Proporrei la nuova formula dell’abbonamento librario. Un abbonato con 50 euro all’anno si prende circa 20 libri e 4 riviste. Molta buona narrativa di genere ma anche tradizionale.

[LTN]: “Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura” edito da Stampa Alternativa è un piccolo successo di vendite nonché caso letterario. E’ anche una «porta virtuale» tra la tua attività di scrittore e quella di editore. Contro chi punti il dito?
[GL]: Proprio oggi una giornalista del Tirreno mi ha scritto una letteraccia a proposito del mio libro, questo perché non l’ha capito. Secondo me più che un libro provocatorio è un manuale di autodifesa. Non solo per gli scrittori esordienti ma anche per i lettori. Metto il dito sulla piaga di un mondo che si autodefinisce Narrativa Italiana Contemporanea, composto da scrittori che da anni e anni scrivono sempre la stessa storia, cambiando titolo e copertina. Faccio tanto di nomi e cognomi, mica solo Baricco. Parlo pure di gente come Mozzi, Drago, Nori, Covachich, Brizzi e pure nomi di sconosciuti al grande pubblico, tutti autori che spesso mi hanno invitato a fare il bancario lasciando a loro la cultura.

[LTN]: Una curiosità: diversi tuoi libri sono ambientati nella terra di Cuba, tra cui ricordiamo l’ultimo “Cuba magica” (Mursia) e il fortunato “Sangue tropicale” (Ed. Il Foglio) diventato anche un fumetto (e recensito per voi da La Tela Nera, nda). Cosa ti lega a questi luoghi esotici?
[GL]: Una moglie, un figlio, un rapporto di amore e di scambio culturale dal 1998 a oggi.

[LTN]: Sei critico o soddisfatto nei tuoi confronti rileggendo una cartella appena ultimata? E i libri passati?
[GL]: Sono sempre critico, soprattutto per quel che riguarda i libri passati.

[LTN]: Che metodo di lavoro e approccio alla scrittura consiglieresti a un aspirante? E il tuo, qual’è?
[GL]: Leggere molto prima di mettersi a scrivere. Il mio approccio varia da materia a materia. Se si tratta di un saggio cerco di documentarmi con materiale di prima mano in lingua originale (vedi Cuba magica), se è un romanzo butto giù un’idea di trama e poi la sviluppo, ma spesso la cambio e il finale a volte sorprende pure me…

[LTN]: E in fatto di letture cosa consiglieresti? Un «must» i classici o c’è posto anche per altro?
[GL]: Io leggo di tutto, pure Aldo Nove. Però per consigliare non lo consiglierei. Faccio dei nomi: Culicchia (l’ultimo è stupendo), Buzzati, Calvino, Gutierrez, Arenas, Kundera, Bukowski, Carver… ma ce ne sono tantissimi… tra gli italiani per l’horror di sicuro Nerozzi.

[LTN]: Il tuo «libro sul comodino»?
[GL]: Cambia di volta in volta. Sono tanti i libri che mi hanno emozionato e che mi hanno lasciato qualcosa dentro. Però se devo dirne uno la “Trilogia sporca dell’Avana” di Gutierrez.

[LTN]: Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente influenzato da ragazzo e adesso?
[GL]: Da ragazzo Moravia e Pasolini. Adesso i cubani in genere (Gutierrez, Arenas, Lima…).

[LTN]: E infine, come ultima domanda, cosa ne pensi dell’importanza di leggere e acquistare libri di scrittori nostrani? Penso di conoscere già la risposta…
[GL]: E’ importante leggere molto e farsi una propria idea di tutto. Leggiamo pure anche Baricco ma non ci fermiamo lì, non è la sola narrativa che esiste, pure se lui va in televisione e lo pubblica Rizzoli.

[LTN]: Bene. Grazie Gordiano per la tua disponibilità e alla prossima.
[GL]: Grazie a te.