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I Mostri nella Bibbia

Nella Bibbia si trovano numerosi riferimenti a figure mostruose: sono metafore per rappresentare ogni genere di male, per intimorire e dissuadere dal peccato, altre volte sono diavoli, altre ancora incroci mostruosi e terribili. Su gentile concessione di Linguaggio Globale.

Nella Bibbia si trovano numerosi riferimenti a figure mostruose: sono metafore per rappresentare ogni genere di male, per intimorire e dissuadere dal peccato, altre volte sono diavoli, altre ancora incroci mostruosi e terribili.
Letture:

Tra i passi più celebri ci sono per esempio quelli dell’Apocalisse, come quello che narra la battaglia tra Michele e il drago:
E un gran portento apparve nel cielo: una donna ravvolta nel sole, e la luna sotto i suoi piedi, e sul suo capo una corona di dodici stelle. Ed essendo incinta gridava tra le doglie e si travagliava di partorire. Ed apparve un altro portento nel cielo: ed ecco un gran drago rosso con sette teste e dieci corna, e nelle sue teste sette corone; e la sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo. E il drago si piantò di fronte alla donna che era per partorire, per divorare, quand’avesse partorito, il figliuolo di lei…
(…)
E ci fu una gran guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli guerreggiarono col drago. E il drago guerreggiò, e insieme con lui i suoi angeli. E non ce la poterono, ne si trovò più posto per loro nel cielo. E fu precipitato giù il gran drago, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutta la terra…
” (Apocalisse, 12, 1-5, 7-9).

E, ancora nell’Apocalisse, si ritrova la bestia che sale dal mare:
E vidi una bestia salir su dal mare, che aveva sette teste e dieci corna, e nelle sue corna dieci corone, e sulle teste nomi di bestemmia. E la bestia che io vidi era simile ad un leopardo, e i suoi piedi come piedi d’orso, e la sua bocca come bocca di leone…
E una delle sue teste la vidi come ferita a morte: ma la sua piaga mortale fu guarita. E tutta la terra fu rapita di ammirazione dietro la bestia…
(…)
E le fu data una bocca che proferiva vanterie e bestemmie, e le fu data facoltà di agire per quarantadue mesi” (Apocalisse 13, 1-3, 5).
“…una bestia scarlatta, riboccante di nomi blasfemi, che aveva sette teste e dieci corna
” (Apocalisse. 17, 5).

Sempre nell’Apocalisse, per fare un altro esempio, si ritrovano degli animali pieni d’occhi e con sei ali:
E subito fui rapito in ispirito, ed ecco un trono stava nel cielo, e sul trono uno che sedeva (…) E dal trono uscivano lampi e voci e tuoni…E di faccia al trono c’era come un mare di cristallo… e intorno al trono quattro animali pieni di occhi davanti e di dietro. E il primo animale era simile a un leone, e il secondo animale simile a un vitello, e il terzo animale con la faccia come d’uomo, e il quarto animale simile ad un’aquila volante. E i quattro animali avevano ognuno sei ali, e all’intorno e al di dentro son pieni d’occhi…” (Apocalisse 4, 2, 5-8).

Qualcosa di simile appare anche in Ezechiele (1, 5-15): quattro animali, uno dalle fattezze umane, uno di bue, uno di aquila e uno di leone. Queste creature sono provviste di quattro ali ciascuna, hanno piedi di vitello e mani umane sotto le ali. Vengono riconosciuti come angeli appartenenti alla classe dei cherubini.
Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, che avevano sembianza umana
e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali.
Le loro gambe erano dritte e gli zoccoli dei piedi d’un vitello, splendenti come lucido bronzo.
Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali,
e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava dritto avanti a sé.
Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toto a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d’aquila.
Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo.
Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro
” (Ezechiele, 1, 5-12).

Altri mostri terribili si ritrovano in Giobbe, per esempio Behemoth, un misterioso animale in cui alcuni hanno visto una sorta di mammut, mentre altri hanno cercato di identificarlo con un dinosauro africano:
Erba come un bove esso mangia,
la sua forza sta nei suoi fianchi,
la sua vigoria nell’ombelico del suo ventre.
Indura esso la sua coda come un cedro,
i tendini delle sue cosce sono avviluppati;
le sue ossa sono come canne di bronzo,
la sua cartilagine come lamine di ferro.
Esso è il primo dei prodotti di Dio;
(…)
Ecco, esso tracanna un fiume senza scomporsi,
e rimane tranquillo anche se il Giordano irrompe contro il suo muso
” (Giobbe, 40, 10-18).

Ma uno dei mostri biblici più terribili, sempre citato da Giobbe, è sicuramente il Leviatano, “il re su tutte le fiere più superbe“.

(AZ)