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La Letteratura del Terrore

La tradizione gotica, con le sue storie ambientate nei cimiteri e nei tetri castelli della Transilvania, di fatto esaurisce la sua fase creativa con il Dracula di Bram Stoker, anche se opere che fanno riferimento a questo genere escono ancora oggi e con successo. Su gentile concessione di Linguaggio Globale.

La tradizione gotica, con le sue storie ambientate nei cimiteri e nei tetri castelli della Transilvania, di fatto esaurisce la sua fase creativa con il Dracula di Bram Stoker, anche se opere che fanno riferimento a questo genere escono ancora oggi e con successo.
Tuttavia, le opere successive spostano l’accento su nuovi scenari come le grandi città o i mondi antichi e sconosciuti.
Edgar Allan Poe (1809-1849) aveva sviluppato terrificanti racconti scrutando nelle profondità della psiche dove scovava figure altrettanto inquietanti. Analogamente anche Robert Louis Stevenson (1850-1894) ne Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde riprende la battaglia tra l’uomo e il mostro da un nuovo punto di vista, più interiore: il conflitto tra il Bene e il Male avviene nell’anima del protagonista, sdoppiata in una sorta di schizofrenica trasformazione.

Poe ebbe degni discepoli nei grandi “creatori” di mostri del XX secolo: Algernon Blackwood (1869-1951), William Hope Hodgson (1877-1918) e soprattutto H. P. Lovecraft (1890-1937). Ma i maestri dell’orrore non sono soltanto anglosassoni. Nel 1911 Gaston Leroux (1868-1927) fa vivere fra i palchi e le quinte di un teatro il misterioso Fantasma dell”Opera. Quattro anni più tardi l’austriaco Gustav Meyrink (1868-1932) esordisce come romanziere con Il Golem, una moderna versione del mito ebraico della statua vivente. H. G. Wells nel 1898 dà il via al filone della fantascienza con La guerra dei mondi, in cui mostruose macchine aliene invadono il nostro pianeta per distruggerlo.

Infine, l’ultima generazione di autori horror (Ramsey Campbell, Stephen King, Clive Burker) ha dato vita a un vasto repertorio di mostri diabolici e feroci che, usciti dalle pagine dei libri, hanno preso forma e colore nelle pellicole cinematografiche attraverso una serie di effetti speciali sempre più sofisticati. Mostri questi molto ben definiti sin nei più minimi particolari, e ben diversi dagli evanescenti mostri ottocenteschi, avvolti nel mistero e nella nebbia, appena abbozzati e spaventevoli proprio perché erano le paure e le fantasie dei lettori a completarne le descrizioni.

Il risultato delle trasposizioni cinematografiche è che nell’immaginario collettivo i mostri creati dagli scrittori sono oggi ricordati solo per le apparizioni sul grande schermo, spesso per nulla fedeli alla tradizione letteraria, arricchita di contaminazioni, invenzioni e snaturamenti.

(LB)