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I serial killer

Anche le città sono popolate da mostri. È molto più facile nascondersi nel buio, nella nebbia o nella folla che riempie le strade, piuttosto che nelle acque gelide di un Loch scozzese. Dal Sito Linguaggio Globale.








Anche le città sono popolate da mostri. È molto più facile nascondersi nel buio, nella nebbia o nella folla che riempie le strade, piuttosto che nelle acque gelide di un Loch scozzese. I mostri delle città sono umani, ma hanno molto in comune con i mostri della mitologia. Innanzitutto, come questi ultimi, colpiscono in modo atroce e bestiale. Ciò che spaventa in loro non è l’aspetto ma la violenza brutale, animalesca, peggio, umana. Sono spinti da un irrazionale istinto ad uccidere secondo rituali ripetuti e scelgono le loro vittime più o meno casualmente. Così, nell’immaginario collettivo l’assassino sconosciuto assume le caratteristiche, forse anche i tratti fisici della belva, del mostro. Chiunque può cadere tra le fauci delle creature della giungla d’asfalto.
In secondo luogo, il mostro della città è una creatura enigmatica - almeno finché non viene svelata la sua identità - e l’alone di mistero che avvolge la sua figura fa sì che susciti una curiosità morbosa, malata, ma irresistibile.

Nella storia della cronaca, il mostro che più di tutti seppe destare il clamore della stampa e del pubblico fu senza dubbio Jack lo Squartatore, il mostro di Whitechapel, che terrorizzava la Londra del 1888. Ancora oggi non si conosce la sua vera identità. La leggenda dello Squartatore rinacque negli anni Cinquanta, quando Scotland Yard si trovò davanti a una serie di omicidi che fecero pensare a un ritorno dello Squartatore (dall’Inferno?), o più realisticamente ad un suo macabro epigono.

In piena belle époque salì alla ribalta della cronaca nera europea il mostruoso monsieur Landru, incubo della Parigi di inizio secolo. Landru fu arrestato e condannato alla decapitazione.
Tuttavia, se vogliamo scoprire i più feroci serial killer della storia dobbiamo fare nomi meno conosciuti: lo strangolatore indiano Buhram, almeno 931 vittime tra il 1790 e il 1840; la contessa di Bàthory (1560-1614), 650 vittime; il “mostro della Colombia”, nome d’arte di Pedro Alonso López; Bruno Lüdke, infernale assassino nell’Europa stretta tra le due guerre.
Il tedesco Frederich Haarmann tra il 1918 e il 1924 fu condannato quale responsabile della morte di 27 giovani: per uccidere, assaliva la vittima e dopo averla letteralmente azzannata alla gola ne beveva il sangue, come un vero e proprio vampiro, (o forse un licantropo?).

La triste genia di criminali psicopatici, antropofagi e necrofili continua fino ai giorni nostri. È stato calcolato che attualmente, soltanto nelle carceri degli Stati Uniti siano custoditi circa 450 serial killer, autori complessivamente di un totale di più di 2.700 omicidi.
Ma il fenomeno non è soltanto americano. Per citare un triste esempio nostrano è sufficiente ricordare le vicende del mostro di Firenze.