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Frankenstein al Cinema

Il Frankenstein di Whale (1931) ha fissato l'iconografia del mostro letterario. Dal Sito Linguaggio Globale.








La lunga serie dei film sul tema di Frankenstein - ispirata al celebre romanzo di Mary Wollstonecraft Shelley (1818) - ha inizio nel 1910 con una produzione della Edison, per la regia John Searle Dowley.
Successivamente escono Life without Soul (1915) e Il mostro Frankenstein (1920), pellicola italiana di Eugenio Testa, interpretata da Luciano Albertini.

Nel 1931 James Whale ci regala l’indimenticabile Frankenstein interpretato da Boris Karloff, con il capo tagliato orizzontalmente (ideato dal truccatore J. Pierce), che ebbe uno strepitoso successo e fissò il modo di rappresentazione di moltissimi film successivi.

Sulla scia dell’entusiasmo che la pellicola aveva suscitato, nel 1935, Whale decide di riprenderne il tema dando al mostro una compagna, La moglie di Frankenstein, interpretata da Elsa Lanchester che emanava una particolare bellezza accentuata dalla celebre acconciatura dei capelli con la duplice saettatura bianca.

Da allora, la serie delle pellicole di questo genere si è allungata ogni volta con nuove invenzioni e contaminazioni. Nel 1939 compare Il figlio di Frankenstein di Rowland V. Lee, in cui i due grandi dell’orrore, Boris Karloff e Bela Lugosi, recitano insieme. Nel 1942 Frankenstein contro l’uomo lupo di Roy William Neill con Bela Lugosi che interpretava il mostro. Tra le contaminazioni che fanno incontrare mostri di diversa provenienza vale la pena di segnalare anche lo spagnolo Dracula contro Frankenstein (1972) di Jesus Franco. La lista continua con Il terrore di Frankenstein (1942) di Erle C. Kenton che, nel 1944 produce anche Al di là del mistero (The House of Frankenstein) con la partecipazione di Dracula, l’uomo lupo e un gobbo assassino. Terence Fisher, nel 1956, gira La maschera di Frankenstein, interpretato da Christopher Lee. Lo stesso regista realizza in seguito La vendetta di Frenkenstein (1957), La maledizione di Frankenstein (1966), Distruggete Frankenstein (1969), Frankenstein e i mostri dell’inferno (1972). Dopo che al mostro erano stati attribuiti una moglie e un figlio, nel 1958 arriva anche La figlia di Frankenstein di Richard Cunha. Seguono nel 1958 Frankenstein 1970 di Howard W. Koch, nel 1963 La rivolta di Frankenstein di Freddie Francis e, nel 1965, una produzione giapponese del regista Inoshiro Honda (che ci aveva già regalato Godzilla) Frankenstein alla conquista della Terra. E ancora, Gli orrori di Frankenstein (1970) di Jimmy Sangster; Lady Frankenstein (1971) di Ernst Von Theumer; Frankenstein 80 (1973) di Mario Mancini; Il mostro è in tavola barone Frankenstein (1974) di Antonio Margheriti.

Al 1974 risale anche la celebre e geniale rivisitazione burlesca Frankenstein Jr. di Mel Brooks, girata in un suggestivo bianco e nero. Il dottor Frankenstein [pronuncia: frankenstìn] - interpretato da Gene Wilder - celebre medico e scienziato che rinnega il lavoro del suo antenato, giunto in Transilvania per ereditare i beni dell’avo, scopre l’antica biblioteca e decide di proseguirne gli esperimenti. Trafugato un gigantesco cadavere, vuole installargli il cervello di uno scienziato, ma per l’imbranataggine dell’assistente Igor [pronuncia: àigor] - Marty Feldman -, gli innesta quello di un individuo anormale. Il risultato è un mostro incontrollabile, terrorizzato dal fuoco, che si ammansisce soltanto al suono della musica. La creatura fugge, è catturata, è addomesticata e trasformata in un perfetto ballerino e dandy di città, poi fugge nuovamente e nel finale il mostro viene recuperato e sposa l’ex-fidanzata del suo creatore.

Tra le parodie, già nel 1948 era uscita quella interpretata da Bud Abbott e Lou Costello (alias Gianni e Pinotto), Il cervello di Frankenstein, per la regia di Charles T. Burton. Nel 1975, sulla falsariga del film di Mel Brooks, esce il pecoreccio Frankenstein all’italiana, di Armando Crispino. Non si può poi fare a meno di citare il maggiordomo della Famiglia Addams, la fortunata serie nata negli anni ‘30 nelle vignette di un giornale, continuata negli anni ‘60 come telefilm, negli anni ‘70 come cartone animato, e approdata sul grande schermo negli anni ‘90 con la regia di Barry Sonnenfield, con Carel Struycken nella parte del gigantesco maggiordomo Lurch.

Sempre a proposito di telefilm è da segnalare anche la serie I Mostri con Fred Gwynne e Yvonne De Carlo, in cui è il padrone di casa, Herman De Mostri, il parodistico Frankenstein. Anche in questo caso la saga è approdata al cinema nel 1966 con la pellicola La dolce vita… non piace ai mostri!, di Earl Bellamy.

In tempi recenti la produzione di film dell’orrore con Frankenstein come protagonista è continuata con La sposa promessa (1985) di Franc Roddam, con l’interpretazione di Sting, e Mary Shelley’s Frankenstein (1995) di Kennet Branagh.