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Il Filone Catastrofico Fantascientifico e i Mostri Giganti

King Kong, indimenticabile pellicola del 1933, capostipite del filone dedicato agli animali e ai mostri giganti, uno dei più fertili del genere catastrofico fantascientifico. Dal Sito Linguaggio Globale.

I mostri giganti








Il filone degli animali e dei mostri giganti è uno dei più fertili del genere catatrofico-fantascientifico.
Su questo tema il cinema ha prodotto una innumerevole serie multiforme di lucertoloni, insetti giganti, mostri preistorici.

Il capostipite del genere è sicuramente il mitico King Kong (1933) di Merian Cooper e Ernest Schoedsack in cui si intravede, rivisitato, il mito della bella e la bestia. L’enorme scimmione che si arrampica sull’Empire State Building ingaggiando una feroce lotta con gli aeroplani è entrata nella storia, ripresa con la variante degli elicotteri nel remake del 1977 di John Guillermin che si avvale degli effetti speciali del maestro Carlo Rambaldi e della avvenente Jessica Lane nei panni della bella. Di grande effetto, negli anni ‘30, doveva apparire anche la lotta furiosa tra King Kong e i dinosauri che popolavano anacronisticamente l’imprecisata isola in cui si svolge la spedizione.

L’epopea dello scimmione è stata successivamente ripresa e variata in innumerevoli produzioni. Lo stesso Schoedsack ripropone le continuazioni Il figlio di King Kong, e Il re dell’Africa (1949), mentre nel 1945 era uscito La sfida di King Kong di White Pongo. In tempi più recenti, sulla scia del remake del 1976, sono comparsi Super Kong (1976) di Paul Leder, King Kong 2 (1986), dello stesso Guilermin, e la parodia al femminile Queen Kong (1976) di Frank Agrama.

Bisogna anche tenere presente che il tema di King Kong è stato trasposto nella tradizione cinematografia giapponese specializzata nei monster movies.

Nel 1954, Ishiro Honda, riprende attraverso Godzilla il tema del mostro gigantesco e sproporzionato - in questo caso preistorico - che imperversa in una metropoli. Metafora della catastrofe nucleare che minaccia le città Giapponesi, Godzilla, dal fiato radioattivo, è riportato in vita dalle radiazioni atomiche. Emerge improvvisamente dagli abissi e si affaccia sulla baia di Tokio mentre, invano, cannoni, carri armati e aerei a reazione tentano di fronteggiarlo. Solo il dispositivo disintegratore di uno scienziato riuscirà a fermarlo.

Le continuazioni dell’epopea di Godzilla, negli anni seguenti si susseguono, mentre il regista Ishiro Honda e altri colleghi giapponesi mettono in scena anche versioni nazionali del King Kong americano. I due mostri finiranno inevitabilmente per incontrarsi nel 1969 in King Kong contro Godzilla di Noriaki Yuasa. Tra le produzioni giapponesi si possono ricordare Il figlio di Godzilla (1964) di Jun Fukuda, in cui alcune mantidi giganti cercano di aprire l’uovo con il figlio del mostro, salvato in extremis dall’intervento del padre; Il ritorno di Godzilla (1966) di Jun Fukuda; Godzilla contro i giganti (1973) di Ishiro Honda; Godzilla contro i robot (1974) di Fukuda; Godzilla furia di mostri di Yoshimitsu Banno. Sul fronte degli scimmioni, invece, Ishiro Honda ci regala King Kong il gigante della foresta (1967), ma anche Distruggete Kong la Terra è in pericolo e Kong uragano sulla metropoli.

La lunga saga di mostri giapponesi si rinnova con l’invenzione anche di altre creature come Rodan il mostro alato (1956) e Matango il mostro (1964) di Ishiro Honda, ma anche Gamera contro il mostro Gaos di Noriaki Yuasa, Gappa il mostro che minaccia il mondo di Haruyasu Noguchi, Yongary il più grande mostro di Kim Duke e così via.

Intanto anche negli Stati Uniti gli animali smisurati imperversavano: Il risveglio del dinosauro (1953) di Eugène Lourié; Assalto alla Terra (1955) di Gordon Douglas, con le formiche giganti, nate naturalmente dalle radiazioni nucleari, che terrorizzano il New Mexico; Tarantula (1955) di Jack Arnold con l’enorme ragno sfuggito dal laboratorio di uno scienziato; L’assalto dei granchi giganti (1956) di Roger Corman; Un milione di anni fa (1966) di Don Chaffey, con la bella e selvaggia Raquel Welch, donna preistorica alle prese con lucertoloni, tartarugoni e tirannosauri; L’invasione dei ragni giganti (1976) di Bill Rebane; L’impero delle termiti giganti (1977) di Bert J. Gordon.

Nel 1975 ha ottenuto un grande successo Lo squalo, tratto dal romanzo di Peter Benchley e diretto da Steven Spielberg, film incentrato sull’incubo mostruoso che viene dal mare, che come Moby Dick, appare improvvisamente, colpisce uccidendo e svanisce. L’enorme (ma non abnorme!) pescecane si aggira per Amity, tranquilla cittadina balneare sulle coste della California, perseguitando i bagnanti e le imbarcazioni. La scena che è rimasta nella storia a contraddistinguere il film è quella della donna nuda che nuota inconsapevole mentre sotto di lei il mostro sta per colpire. La scena sarà ripresa dallo stesso Spielberg in chiave parodistica quattro anni dopo nel film 1941 Allarme a Hollywood in cui la giovane donna viene improvvisamente assalita non più da un feroce pescione ma da un mostro meccanico: il sommergibile giapponese guidato da Toshiro Mifune.

Tra il proliferare delle continuazioni (Lo squalo 2, 3, 4, Il figlio dello squalo e via dicendo) apparivano anche le varianti sul tema: L’orca assassina (1977) di Michael Anderson, e Tentacoli (1977) di Oliver Hellman, con Henry Fonda, in cui una smisurata piovra assassina, impazzita a causa degli ultrasuoni emessi da alcuni sismografi, terrorizza Solana Beach, in California, e viene infine giustiziata da due orche ammaestrate.