Questo sito contribuisce alla audience di

Il Cinema dei Morti Viventi

Zombie e mummie: i morti che tornano costituiscono personaggi particolarmente diffusi nella cinematografia dell'orrore. Dal Sito Linguaggio Globale.




La mummia, K. Freund, 1932 con Boris Karloff




I morti che tornano costituiscono personaggi mostruosi particolarmente diffusi nella letteratura dell’orrore. La figura del vampiro che vive nella bara e di notte succhia il sangue - la vita - degli uomini rientra in questa categoria. Così, anche la creatura del dottor Frankenstein, assemblata con pezzi di cadavere.

Ispirato a temi letterari, nel 1932 compare il film La mummia di Karl Freund con l’interpretazione di Boris Karloff. Il sacerdote egizio Im-Ho-Tep, morto da oltre duemila anni, ritorna in vita casualmente in seguito alla lettura di una formula magica contenuta in un papiro.

Tra le continuazioni del filone: nel 1955, Il mistero della piramide di Charles Lamont, parodia con Gianni e Pinotto; nel 1959, La mummia di Terence Fisher con Cristopher Lee e Peter Cushing, e Il risveglio della mummia di King Miller; nel 1964 Il mistero della mummia di Michael Carreras; nel 1967 Il sudario della mummia di John Gilling.

Un altro celebre morto che ritorna è lo zombie, che affonda le sue radici nella mitologia Vudu ma che la cinematografia contemporanea ha completamente snaturato dalla tradizione e ridisegnato come morto vivente assetato di sangue, con caratteristiche vampiresche. Come il vampiro e il licantropo, lo zombie contagia gli uomini che, dopo essere stati uccisi, risorgono come morti viventi. Tra i tanti film sul tema, nel 1942 I Walked with a Zombie di Jacques Tourneur; nel 1957 Il segreto di Mora Tau (Zombies of Mora Tau) di Edward L. Cahn; nel 1957 L’isola stregata dagli zombies di Reginald Le Borg; nel 1965 La lunga notte dell’orrore (Plague of the Zombies) di John Gilling in cui gli zombie sono impiegati nelle miniere per l’estrazione dei minerali.

Il capolavoro indiscusso è quello di George Romero La notte dei morti viventi (1968), girato in bianco e nero, che narra di un improvviso proliferare di morti viventi che risorgono come in un’epidemia a causa di strane radiazioni e girovagano uccidendo. Mentre le autorità si rivelano impotenti nell’arginare il fenomeno, i cittadini si organizzano in squadre di protezione e autodifesa. Gli zombie, intanto, aumentano a dismisura reclutando nuovi adepti attraverso il loro morso contagiatore. Proprio quando l’epidemia viene finalmente contenuta, tra i tanti barricati in una casa assediata, l’unico che si salva è un uomo di colore che mentre corre verso un gruppo di vigilantes che battono le campagne è scambiato per un morto vivente e abbattuto con una fucilata.

Il tema viene continuato in innumerevoli pellicole come Il cervello dei morti viventi (1972) di Peter Sasdy con Peter Cushing e Cristopher Lee, La rabbia dei morti viventi (1973) di David Durston, Paura nella città dei morti viventi (1980) di Lucio Fulci, I morti viventi sono tra noi (1987) di Jean-Claude Roy, La notte dei morti viventi (1991) di Tom Savini.