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Le parodie dei mostri e il Cinema

Mostri simpaticamente divertiti sono stati inconfondibili protagonisti di un prospero filone cinematografico a metà strada tra la commedia umoristica e l'horror. Dal Sito Linguaggio Globale.




La famiglia Addams




Tra le parodie di mostri una delle più note è quella della Famiglia Addams che risale agli anni ‘30, nata come serie a fumetti in un giornale. Negli anni ‘60 si è trasformata in una fortunatissima serie televisiva e, negli anni ‘70, ha dato origine a una serie di cartoni animati. Nel 1992 è diventata un film diretto da Barry Sonnenfield, con Angelica Huston nei panni di Morticia. E’ il parodistico rovesciamento dei valori della famiglia media americana, che vive in una diroccata catapecchia dall’aspetto stregato, incubo di postini e visitatori, con il cancello che si apre da solo e il maggiordomo-Frankenstein Lurch che riceve gli ospiti. Gomez è il ricchissimo padrone di casa che fuma un sigaro che conserva acceso nel taschino. E’ innamoratissimo della funerea e pallida Morticia, che, quando parla francese, gli fa perdere il controllo. Tra bizzarri trofei e piante carnivore che arredano la casa, simile a un museo degli orrori, gli altri componenti della famiglia sono lo zio Fester, che ricorda il Nosferatu di Murnau, un po’ più cicciotello, e i figli Patsy e Mercoledì, con la sua bambola decapitata.

Un’imitazione della saga è stata messa in scena negli anni ‘60 con la serie di telefilm I Mostri e il film del 1966 La dolce vita… non piace ai mostri!, di Earl Bellamy. In questo caso il padrone di casa, Herman, è una sorta di Frankenstein che lavora al cimitero. La moglie, acconciata con la capigliatura che ricorda quella de La moglie di Frankenstein, è interpretata da Yvonne De Carlo. Lo zio è il conte Dracula, mentre il figlioletto ha un aspetto licantropesco, con le orecchie a punta. Unico neo della famiglia è la figlia, una ragazza bionda e carina, dalle sembianze e dai gusti normali, considerata sfortunata e diversa dagli altri stravaganti membri della famiglia.

Tra le rivisitazioni parodistiche dei mostri, a cavallo tra gli anni ‘40 e gli anni ‘50, Bud Abbott e Lou Costello interpetano: Il cervello di Frankenstein (1948), di Charles T. Burton, Gianni e Pinotto contro l’uomo invisibile (1951), Gianni e Pinotto contro il dott. Jekyll (1953), Il mistero della piramide (1955), dove incontrano la mummia.

Nel 1963 tocca a Jerry Lewis dirigere e impersonare Le folle notti del dott. Jerryll, in cui il professor Kelp, timido pasticcione, si trasforma in fascinoso tombeur de femmes.

Nello stesso anno esce anche I mostri di Dino Risi, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi che in venti episodi interpretano una galleria di comportamenti cinici e mostruosi, denunciando ironicamente i vizi della società moderna.

Nel 1967 Roman Polanski ci regala un delizioso e comico Per favore non mordermi sul collo (1967), con l’indimenticabile scena del professore e dell’assistente che, confusi tra i vampiri in un gran ballo, si accorgono di essere gli unici invitati che vengono riflessi negli specchi del salone.

Nel 1974 è il geniale Mel Brooks a girare il cult burlesco Frankenstein Jr. interpretato da Gene Wilder affiancato dal bravo Marty Feldman.

Una delle pellicole più ricche di riferimenti parodistici di mostri è The Rocy horror picture show (1975), un divertente musical di Jim Sharman, infarcito di citazioni tratte dai film dell’orrore. E’ la storia di Brad e Janet (Susan Sarandon), futuri sposini che in una notte di pioggia bucano una gomma e trovano rifugio in uno spettrale castello, accolti da uno strano maggiordomo, Riff Raff. Qui si celebra una festa di extraterrestri del pianeta Transex, capeggiati dal bisessuale Frank (Tim Curry) che, novello dott. Frankenstein, ha creato Rocky, un muscoloso e meraviglioso prototipo di uomo dal fisico perfetto. Dopo varie peripezie i camerieri - Riff Raff e la bella sorellina Magenta acconciata come la moglie di Frankenstein - prenderanno il potere e, dopo aver ucciso Frank, torneranno sul loro pianeta. Rocky cercherà di difendere il padrone Frank, colpito dal raggio della morte, arrampicandosi sull’antenna della casa di produzione cinematografica RKO facendo il verso a King Kong che si inerpicava sull’Empire State Building.

Sempre nel 1975 una divertente parodia dello scienziato pazzo è contenuta nel quinto episodio di Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere di Woody Allen, dove l’esperimento fallito per potenziare la sessualità di una giovane ragazza provoca un incendio nel castello diroccato da cui si libera una gigantesca mammella che fugge mietendo vittime con esagerati spruzzi di latte, sino a quando sarà catturata attraverso un enorme reggiseno.

Nel 1979 è lo stesso Spielberg a regalarci una parodia di se stesso in una scena di 1941 allarme a Hollywood, quando una giovane donna nuda che nuota in alto mare, fa presagire l’attacco dello squalo, ma al suo posto compare invece un sommergibile giapponese, mostro marino meccanico.

E ancora, nel 1981 Nanni Moretti, regista e inteprete di Sogni d’oro, nel finale del film, mentre parla con Silvia seduto a un tavolino di un locale si trasforma lentamente in un licantropo.
Nel 1984 esce il celebre Ghostbusters di Ivan Reitman, con l’apparizione finale del gigantesco omino di marshmallow che come Godzilla imperversa tra gli edifici della città.
Nel 1985 escono Fracchia contro dracula di Neri Parenti, Ammazzavampiri di Tom Holland, Voglia di vincere di Rod Daniel, con un giovane licantropo che gioca a basket in una scuola.
Nel 1986 viene messo in scena il musical La piccola bottega degli orrori di Frank Oz, con una simpatica e mostruosa pianta carnivora.
Nel 1989 è la volta della galleria di mostruosi fantasmi di Beetlejuice di Tim Burton, di Scuola di mostri di Fred Dekker e di Stress da vampiro di Robert T. Bierman.