Ci siamo già occupari di questo libro qualche mese fa alla sua uscita. Ora vi proponiamo per intero il decalogo destinato ad ogni aspirante scrittore che si rispetti, tratto dal già citato volume in versione integrale gentilmente fornito dal link di riferimento. In fondo sembrano (e sono) regole piuttosto scontate, ma tra le righe si avverte qualcosa che va ben oltre la necessità del mestiere per abbracciare un intero ed auspicabile stile di vita: virtuoso, creativo ma, soprattutto, libero.
1 - Ti asterrai dal fumare, dal bere, dall’assumere droghe.
Per essere uno scrittore hai bisogno di tutto il cervello che hai.
2 - Ti asterrai dall’avere abitudini dispendiose.
Per fare uno scrittore ci vogliono talento e tempo; tempo per osservare, per studiare, per pensare. Il che significa che non puoi permetterti di perdere nemmeno un ora per guadagnare denaro destinato al superfluo. A meno di non avere la fortuna di esser nato ricco, val la pena che ti prepari a vivere senza disporre di troppi beni materiali. Alcuni scrittori immigrati di mia conoscenza hanno fatto i camerieri o i rappresentanti per risparmiare e crearsi una “base finanziaria” prima di provare a vivere di scrittura; uno di loro possiede oggi un’intera catena di ristoranti ed è più ricco di quanto potrei mai essere io ma né lui né gli altri si sono rimessi a scrivere. Sta a te decidere quale sia, per te, la cosa più importante: vivere bene o scrivere bene. Non tormentarti in preda ad ambizioni contraddittorie.
3 - Sognerai e scriverai e sognerai e riscriverai.
Non lasciare che nessuno ti dica che stai perdendo il tuo tempo se fissi il vuoto. Non esiste altro modo di concepire un mondo immaginario. Io non mi siedo mai di fronte a una pagina bianca per inventare qualcosa. Sogno a occhi aperti i miei personaggi, le loro vite e le loro battaglie, e quando una scena è stata recitata nella mia immaginazione e ritengo di sapere cosa provano, dicono e fanno i miei personaggi allora prendo carta e penna e cerco di riportare ciò di cui sono stato testimone. Una volta scritto e battuto a macchina il mio rapporto lo rileggo e scopro che la maggior parte di quanto ho scritto è oscuro o inesatto o pesante o semplicemente inverosimile. In tal modo la bozza che ho battuto a macchina funziona come una sorta di rapporto critico su quanto ho immaginato, e a quel punto mi rimetto a sognare il tutto per migliorarlo.
4 - Non sarai vanitoso.
Molti brutti libri sono tali poiché i loro autori sono impegnati a cercare di giustificare se stessi. Se un autore vanitoso è un alcolista allora nel suo libro il personaggio ritratto con maggiore simpatia sarà quello di un alcolista. Questo genere di cose è estremamente noioso per il lettore. Se pensate di essere saggi, razionali, buoni, una benedizione per il sesso opposto, una vittima delle circostanze, allora non vi conoscete abbastanza per scrivere.
5 - Non sarai modesto.
La modestia è una scusa per la sciatteria, la pigrizia e l’indulgenza nei confronti di se stessi; ambizioni ridotte chiamano sforzi ridotti. Non ho mai conosciuto un buono scrittore che non cercasse di essere un grande scrittore.
6 - Penserai senza tregua a coloro che sono veramente grandi.
“Le opere di genio sono bagnate di lacrime” scrisse Balzac nelle Illusioni perdute. Rifiuti, derisione, povertà, fallimenti, una lotta costante contro i propri limiti: questi sono gli eventi fondamentali nella vita della maggior parte dei grandi artisti, e se aspiri a condividerne la sorte dovrai fortificarti imparando da loro. Mi sono spesso fatto coraggio rileggendo il primo volume dell’autobiografia di Graham Greene, Una specie di vita, che tratta delle sue prime battaglie. Benché dichiari di aver scritto i suoi “passatempi” per denaro, Greene è uno scrittore mosso dalle proprie ossessioni, impermeabile al dilagare delle mode e alle ideologie, e tale libertà si comunica ai suoi lettori. Un risultato del genere è possibile solo a uno scrittore dai costumi spartani. Nessuno di noi ha la fortuna di incontrare di persona molti grandi scrittori, ma possiamo stare in loro compagnia se ne leggiamo le memorie, i diari e le lettere. Da evitare, tuttavia, le biografie, in particolar modo le biografie romanzate sotto forma di film o serie televisive.
7 - Non lascerai che passi giorno senza rileggere qualcosa di grande.
Durante l’adolescenza ho studiato per diventare direttore d’orchestra, e dalla mia formazione musicale ho tratto un’abitudine che ritengo essenziale per gli scrittori: lo studio costante e quotidiano dei capolavori. Quasi tutti i musicisti di professione, qualunque sia il loro livello, conoscono centinaia di partiture a memoria; quasi tutti gli scrittori, invece, dei classici possiedono vaghissimi ricordi; una delle ragioni per cui vi sono più abili musicisti che abili scrittori. Un violinista che disponesse delle competenze tecniche della maggior parte dei romanzieri che vengono pubblicati non troverebbe mai un’orchestra in cui suonare. Vero è che solo assorbendo opere perfette, solo assimilando le modalità specifiche inventate dai grandi maestri per sviluppare un tema, costruire una frase, un paragrafo, un capitolo, riuscirai forse a imparare quanto c’è da imparare sulla tecnica. Nulla di quanto è già stato fatto può suggerirti come fare qualcosa di nuovo, ma se capirai le tecniche dei maestri, avrai maggiore opportunità di sviluppare la tua. Essere bene informato ti permetterà di brillare alle feste ma non ti servirà assolutamente a nulla in quanto scrittore. Leggere un libro per poterne parlare non equivale a comprenderlo. È molto più utile leggere e rileggere pochi grandi romanzi finché non riuscirai a capire cosa fa sì che funzionino e il modo in cui gli scrittori li hanno costruiti.
8 - Ti asterrai dall’adorare Londra, New York o Parigi.
Mi capita spesso di incontrare aspiranti scrittori che vivono in posti fuori mano convinti che chi vive nelle capitali dei media disponga sull’arte di informazioni dall’interno che essi non posseggono. Costoro leggono le recensioni letterarie, seguono alla televisione i programmi dedicati all’arte per scoprire che cosa sia importante, cosa sia veramente l’arte e di che cosa debbano occuparsi gli intellettuali. Il provinciale è spesso una persona intelligente e dotata che finisce per seguire i consigli di giornalisti o universitari dalla parlantina facile su quanto costituisce l’eccellenza letteraria e che tradisce il proprio talento scimmiottando degli inetti il cui unico talento è far avanzare la propria carriera. Anche se vivi in capo al mondo non hai nessun motivo dì sentirti tagliato fuori. Non sprecare quindi il tuo tempo a preoccuparti di cosa sia in voga al momento, degli argomenti giusti o dello stile giusto o di quale sia la cosa che fa vincere i premi. Chiunque abbia avuto successo in letteratura c’è riuscito seguendo la sua strada.
9 - Scriverai per far piacere a te stesso.
Nessuno scrittore è mai riuscito a piacere a lettori che non avessero più o meno il suo livello di intelligenza, che non condividessero il suo atteggiamento di fondo nei confronti della vita, della morte, del sesso, della politica, del denaro. Oggi, scrivo solo su quanto mi interessa, non cerco soggetti; tutto quello a cui non posso smettere di pensare: ecco, il mio soggetto è quello! Nessuno ha voglia di leggere un romanziere che non pensa realmente quello che scrive. La “letteratura spazzatura” ha una cosa in comune con la grande letteratura: entrambe sono autentiche.
10 - Sarà difficile soddisfarti.
Quasi tutti i nuovi libri che leggo mi danno l’impressione di essere incompiuti. L’autore era soddisfatto di avere scritto qualcosa che andava più o meno bene e a quel punto passato ad altro. Scrivere diventa per me veramente appassionante quando riprendo in mano un capitolo un paio di mesi dopo averlo scritto. In questa fase lo esamino più come lettore che come autore, e non importa quante volte io abbia riscritto originariamente il capitolo in questione, posso ancora scoprire frasi che sono vaghe, aggettivi inesatti o ridondanti. Scopro addirittura scene intere che per quanto vere non aggiungono nulla alla mia comprensione dei personaggi o della storia. e che quindi possono e soppresse. È in questa fase che io rimugino il capitolo fino a impararlo a memoria - lo recito parola per parola a chiunque voglia ascoltarmi - e se è qualcosa che non riesco a ricordare, scopro di solito che questo qualcosa non un andava bene. La memoria è un ottimo critico.
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