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Joseph Sheridan Le Fanu L'Autore di Dracula

LeFanu' colpito da un grave lutto da cui non si riprendera' mai continuò a vivere in isolamento, dedicandosi esclusivamente alla scrittura ( da quil il soprannome di "principe invisibile") fino alla sua morte. Autore dell'investigatore tedesco Hesselius, indagatore dell'incubo antelitteram, ispiratore di molti altri autori successivi. Su gentile concessione di Progetto Babele.






JOSEPH SHERIDAN LE FANU
(1814-1873)

su gentile concessione di Progetto Babele

www.progettobabele.it

JSLF nasce il 28 Agosto 1814 a Dublino da famiglia di origine ugonotta, trascorre l’infanzia tra il villaggio di Chapelizod (vicino a Dublino) ed Abington (Limerick), entrando in contatto con la tradizione favolistica e fantastica della cultura contadina irlandese. Nel 1832 si iscrive al Trinity College e tre anni dopo esce sulla rivista Dublin University Magazine il suo primo racconto The Ghost and the Bonesetter. Molti altri racconti appariranno sulla stessa rivista fino al 1839, anno in cui si laurea in giurisprudenza: non esercitera’ mai, si dedichera’ invece al giornalismo diventando anche editore e proprietario di giornali. Nel 1844 sposa Susan Bennet, figlia di un avvocato di Dublino. La Bennet morira’ nel 1858, e’ un evento fondamentale nella vita di LeFanu’ che non si riprendera’ mail dalla perdita e continuera’ a vivere in isolamento, dedicandosi esclusivamente alla scrittura ( da quil il soprannome di “principe invisibile”) fino alla morte, avvenuta per collasso cardiaco il 7 Febbraio 1873 a 59 anni. La sua creazione piu’ famosa ( e alter ego letterario ) e’ il medico tedesco Martin Hesselius, investigatore dell’incubo ante-litteram (e ispirazione per Blackwood, Hodgson e altri scrittori posteriori). In Carmilla ( 1872 - raccolta In a glass darkly ) Hesselius incontra una creatura semplicemente straordinaria: una vampira seducente, affascinante e vagamente in odore di lesbismo, cosa, per l’epoca a dir poco scandalosa. Da Carmilla, vera summa della conoscenza tradizionale sui vampiri, avrebbe tratto ispirazione lo stesso Bram Stoker per il suo Dracula.
Numerose pellicole sono state ispirate da Carmilla, curiosamente, pero’, quasi sempre si e’ trattato di B-movies. Tra i tanti, citiamo:
Et Mourir de Plaisir (1960) - France - Italy. Director: Roger Vadim. ( Dove il carattere ‘lesbico’ di Carmilla viene, prevedibilmente, accentuato )
Vampyr (1931) - Germany. Director: Carl Theodor Dreyer.
La Cripta e l’Incubo (1964) - Italy - Spain. Director: Thomas Miller. con Christopher Lee

Joseph Sheridan Le Fanu (1814 - 1873)

Carmilla
Pur non essendo d’alto lignaggio, abitiamo in un castello, o schloss come dicono qui, della Stiria. Avere una piccola rendita in questo remoto angolo di mondo è qualcosa, e otto o novemila sovrane all’anno fanno miracoli. In patria la nostra rendita sarebbe a malapena bastata a far di noi gente facoltosa. Mio padre è inglese e inglese è il mio nome, sebbene non sia mai stata in quell’isola. Ma qui, in questo luogo selvaggio e solitario, ogni cosa è così meravigliosamente destituita di valore, che non vedo come altro denaro potrebbe aumentare la nostra agiatezza e perfino il nostro fasto.

(Traduzione: Attilio Brilli)

Madame Crowl’s Ghost (Il fantasma della signora Crowl)
Ormai, sono una donna avanti negli anni; ma non ne avevo più di tredici la notte in cui giunsi ad Applewale House. In quella dimora, una mia zia era la governante, e mandò una carrozza a cavalli per prendermi, insieme col mio bagaglio. Quando vidi la carrozza per Lexhoe, mi spaventai, e desiderai tornare a casa da mia madre, a Hazelden. Piangevo, salendo sul biroccio (così usavano chiamare, all’epoca, quel tipo di carrozza), e il cocchiere, il vecchio John Mulbery, un uomo cortese di buon animo, una volta giunti al “Golden Lion”, per tirarmi su mi regalò un sacchetto di mele. Poi mi disse che in quella grande casa, nella stanza di mia zia, c’erano ad aspettarmi un bel piatto di carne di maiale, poi torta di ribes e tè fumante. Era una notte vellutata, con una gran luna piena, e mi misi a sbocconcellare le mele, guardando dal finestrino.
(Traduzione: Gianni Pilo)

A Night in the Bell Inn (Una notte alla “Locanda della Campana”)
Pochi uomini sono in grado di asserire che ricevono delle visite dai loro antenati, ma quasi tutti conoscono un paio di storie di fantasmi sicuramente “vere”. Io credo fermamente nei fenomeni soprannaturali, e forse un giorno mi verrà la voglia di spiegare alla gente il perché: prima però dovrà essere ripristinato il sistema della stampa in folio. Nel frattempo, siccome questi ragionamenti non sopportano limitazioni di alcun genere, li tengo per me e mi accontento di raccontare una storia ogni tanto, lasciando che i fatti parlino da sé. Ritengo che i fautori dei fantasmi (se mi si passa questa dizione) siano sempre stati simili a chiunque è votato a portare a termine una missione, un po’ troppo affrettati nel tirare le loro conclusioni e che a volte abbiano accettato l’esistenza di un “fantasma vero”sulla base di prove troppo tenui per appagare l’incredulità della generazione di scettici alla quale apparteniamo.
(Traduzione: Gianni Pilo)

The White Cat of Drumgunniol (Il gatto bianco di Drumgunniol)
C’è una storia famosa su un gatto bianco che ci narrano da bambini e che conosciamo tutti molto bene. Quella che intendo raccontare io, parla di un gatto bianco molto diverso dall’amabile Principessa incantata che assumeva questo aspetto quattro mesi l’anno. Il mio gatto bianco è un animale molto più sinistro. Chi viaggia da Limerick verso Dublino, dopo aver superato le montagne di Killaloe sulla sinistra, mentre appare la Montagna del Guardiano sulla destra, si ritrova a poco a poco circondato da una catena di bassopiani. Una pianura ondulata degrada lentamente fino al livello stradale, e alcune siepi di cespugli rallegrano il suo aspetto malinconico e selvaggio.
(Traduzione: Gianni Pilo)