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Mario Puzo e "Il Padrino"

Fedele a un modello narrativo di vigoroso e documentato realismo, con i suoi romanzi ha fotografato alcuni aspetti di grande rilievo della realtà americana, passando dal mondo della mafia e dell'immigrazione italiana ("Il padrino", "L'ultimo padrino", "Mamma Lucia", "Il siciliano"), agli abissi di Las Vegas e Hollywood ("I folli muoiono") fino al mito kennedyano ("Il quarto K").







Figlio di emigranti campani, penultimo di otto fratelli, Mario Puzo è nato a New York il 15 ottobre 1920. Dopo il servizio militare svolto durante la II guerra mondiale ha studiato alla Columbia University. Il suo nome è legato al successo planetario del romanzo “Il Padrino”, pubblicato nel 1969, poi diventato film di culto per la regia di Francis Ford Coppola; nella sceneggiatura del film, poi diventato una serie, c’è la mano di Puzo, per la quale ha vinto l’Oscar.

Cresciuto a Little Italy, la “cucina dell’inferno” (Hell’s kitchen), come ebbe a definirla lui stesso con frase efficacissima, è anche riuscito a descriverla benissimo in molte sue pagine.

Fedele a un modello narrativo di vigoroso e documentato realismo, con i suoi romanzi ha fotografato alcuni aspetti di grande rilievo della realtà americana, passando dal mondo della mafia e dell’immigrazione italiana (”Il padrino”, “L’ultimo padrino”, “Mamma Lucia”, “Il siciliano”), agli abissi di Las Vegas e Hollywood (”I folli muoiono”) fino al mito kennedyano (”Il quarto K”). Le sue ultime opere, apparse postume, sono “Omertà” e “La famiglia”, completato dalla sua compagna Carol Gino.

Grazie comunque alle ventun milioni di copie vendute in tutto il mondo del suo maggior best-seller si è potuto poi permettere una vita a ben più alti livelli.

“Il Padrino” rappresenta un affresco della società mafiosa e della sue logiche, senza eguali. I legami della “famiglia”, i rituali del “rispetto”, gli intrecci tra potere politico e malavita, gli spietati regolamenti di conti, la vita quotidiana dei boss e dei loro sicari, il ruolo dei consigliori, la capillare organizzazione degli affari illeciti, gli amori, i matrimoni, i funerali, i tradimenti e le vendette: Mario Puzo ha messo vita e verità in ogni più piccolo particolare realizzando un quadro narrativo di grande impatto.

Divenuto ormai un monumento, dopo aver collaborato con l’industria cinematografica per la scrittura di numerose altre sceneggiature, è scomparso il 2 luglio 1999 a Bay Shore, Long Island.


ultimo aggiornamento: 14/10/2004










«Un avvocato con la valigetta può rubare più di mille uomini armati di pistola.»

Mario Puzo

«Quello che identifichiamo come la nostra sensibilità è solo la più alta evoluzione del terrore di un agnello al suo sacrificio. Soffriamo per nulla. Il nostro desiderio di morte è la nostra sola vera tragedia.»

Mario Puzo

Mario Puzo (1920 - 1999)

The Dark Arena (L’arena oscura)
Walter Mosca avvertì una certa eccitazione e l’ultimo opprimente senso di malinconia prima del ritorno. Conosceva le poche rovine fuori Parigi ed erano punti di riferimento familiari, Nell’ultima parte del viaggio gli pesava l’attesa prima di arrivare alla sua destinazione nel cuore del continente devastato, alla città distrutta che non aveva mai pensato di rivedere. I punti di riferimento verso la Germania gli erano più familiari che non quelli verso la sua terra. Verso la sua città.
La velocità imprimeva al treno forti scossoni. Era un convoglio militare con rimpiazzi per il presidio di Francoforte, ma metà del vagone era occupato da personale civile proveniente dagli Stati Uniti. Mosca toccò la cravatta di seta e sorrise. Gli sembrava strano. Avrebbe dovuto sentirsi più in famiglia con G.I. all’altro capo del vagone e, logicamente, altrettanto la maggior parte dei venti civili che viaggiavano con lui.

(Traduzione: Mercedes Giardini Ozzola)