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Il Gotico di Bram Stoker

Irlandese di Dublino, Bram Stoker nacque nel 1847 da una famiglia numerosa. Pur essendosi laureato in matematica, lavorò nel teatro con Sir Henry Irving,è passato alla storia come l'inventore di Dracula. Precursore di tutti i vampiri della letteratura.







Originario di Dublino, Bram Stoker nacque nel 1847 da una famiglia numerosa. Pur essendosi laureato in matematica, lavorò nel teatro con Sir Henry Irving, un famoso attore di cui Stoker divenne impresario e soprattutto inseparabile amico (per lui scrisse anche una biografia). Nel 1897 pubblica Dracula, frutto di un lungo lavoro di ricerca sui vampiri. Tanto impegno venne ricompensato perché quest’opera rese Stoker benestante e conosciuto. Fra le sue opere minori, oltre alle numerose pièce teatrali - naturalmente ispirate alla moda del Grand Guignol -, vale la pena di ricordare i quattro macabri racconti che poi costituirono L’ospite di Dracula (la raccolta uscì postuma nel 1914), La dama del sudario (1909) e soprattutto La tana del Verme Bianco. Il Verme Bianco è una creatura che vive da millenni nel sottosuolo ed è capace di prendere le sembianze di Lady Arabella, osceno incrocio tra donna e serpente. Il Verme Bianco uscì nel 1911, un anno prima della morte del suo autore, ma non ebbe certo il successo di Dracula

Bram Stoker (1847-1912)

Dracula
Diario di Jonathan Harker
3 maggio. Bistrita. Ho lasciato Monaco il primo maggio, alle 8.35 di sera, raggiungendo Vienna il giorno dopo, di prima mattina. Saremmo dovuti arrivare alle 6.46, ma il treno aveva un’ora di ritardo. Budapest mi sembra un luogo meraviglioso, almeno da quanto ho potuto vedere dal treno, e per quel poco che ho passeggiato per le strade. Non mi sono avventurato troppo lontano dalla stazione, poiché eravamo arrivati in ritardo e quindi il treno sarebbe ripartito appena possibile. Ne ho ricevuto l’impressione che ormai stessimo lasciando l’Occidente per entrare in Oriente. Il più occidentale tra gli splendidi ponti sul Danubio, che qui è di nobile ampiezza e profondità, ci ha riportati alle tradizioni della dominazione turca.

(Traduzione: Paola Faini)

The Burial of the Rats (Il funerale dei topi)
Lasciando Parigi per la strada di Orléans, se si attraversa la Enceinte e si prosegue sulla destra, ci si trova in una zona aspra, inospitale. A destra e a sinistra, dinanzi a voi e alle vostre spalle, da qualsiasi parte si alzano grandi cumuli di immondizie e di rifiuti accumulatisi con il passare degli anni.
Parigi ha una sua vita notturna al pari di una vita diurna e coloro che varcano la soglia del loro albergo in Rue de Rivoli o in Rue st.Honoré a notte tarda o ne riemergono il mattino presto possono supporre, avvicinandosi a Montrouge, se già non l’avevano intuito, lo scopo di quei grossi carri (che ricordano vagamente delle caldaie montate su ruote) in cui ci si imbatte continuamente procedendo nel proprio cammino.

(Traduzione: Lucia Usellini)

Crooken Sands (Le sabbie mobili)
Il signor Fernlee Markam che affittò quell’edificio noto come “La Casa Rossa” sopra a Mains of Crooken, era un uomo d’affari londinese e nella sua mentalità di piccolo borghese ritenne necessario, andando in vacanza in Scozia, procurarsi un costume completo da capo clan, così come lo si raffigurava nelle litografie e nelle operette. Una volta, all’Empire, aveva visto il Great Prince, “Il re burlone”, che faceva crollare il teatro dagli applausi al suo apparire in scena nelle vesti del “MacSlogan di detta famiglia”, cantando il famoso motivo scozzese: There’s naething like haggis to mak a mon dry! E da allora aveva sempre conservato vivido il ricordo di quella presenza pittoresca e marziale. In effetti, si fossero potute conoscere le vere ragioni che avevano spinto Markam a scegliere l’Aberdeenshire per le vacanze estive, si sarebbe scoperto che aleggiava nella fantasia dell’uomo, associata a quella località, la figura imponente di un famoso MacSlogan.
(Traduzione: Lucia Usellini)

Dracula’s Guest (L’ospite di Dracula)
Partivo per una gita, il sole illuminava Monaco e l’aria vibrava dell’esultanza tipica degli inizi dell’estate. La carrozza era già in moto quando Herr Delbruck, il padrone della locanda delle Quattro Stagioni dove ero sceso, accorse ad augurarmi una buona passeggiata; prima di togliere la mano dallo sportello, si rivolse al cocchiere:
- Ritornate prima di sera, mi raccomando. Adesso il tempo è bello, però questo vento del nord potrebbe anche portarci un temporale. Ma i miei consigli di prudenza sono superflui: voi sapete quanto me che non è questa la notte più adatta per starsene in giro.
Disse le ultime parole mantenendo un sorriso a fior di labbra.
- Ja, mein Herr - fece Johann con aria d’intesa, si toccò con due dita il cappello e lanciò i cavalli a tutta velocità.
Usciti di città, gli feci segno di fermarsi, ero impaziente di chiedergli:
- Come mai, Johann, il padrone ci ha messo in guardia contro la prossima notte?
Si fece il segno della croce e rispose secco:
- Walspurgis Nacht! -

(Traduzione: Ornella Volta)

A Dream of Red Hands (Le mani insanguinate)
La prima opinione espressami nei riguardi di Jacob Settle altro non era che una semplice considerazione sul suo carattere: - È sempre allegro come un funerale! - Ben presto scoprii però che la frase era la traduzione esatta in parole di quel che i suoi colleghi pensavano di lui: lasciava intuire una certa tolleranza, la mancanza di un sentimento preciso di qualsiasi tipo, piuttosto che un parere deciso, il che delineava con un certo rigore il posto occupato dall’uomo nella società. Eppure vi era un contrasto fra tutto ciò e il suo aspetto, cosa che, sia pure inconsciamente, mi dava di che pensare; poco alla volta, a mano a mano che acquistavo maggior familiarità con quel posto e con quegli operai, il mio interesse nei suoi confronti si intensificò.
(Traduzione: Lucia Usellini)

The Judge’s House (La casa del giudice)
Quando si avvicinò l’epoca degli esami, Malcom Malcomson decise di andare da qualche parte a studiare in perfetta solitudine. Temeva le distrazioni del mare, e temeva anche un isolamento rurale assoluto, perché da molto tempo conosceva i fascini della campagna, e giunse così alla conclusione di trovare una qualche cittadina priva di pretese dove non ci fosse nulla in grado di distrarlo. Si fece un dovere di non chiedere suggerimenti ad amici, perché sapeva che ognuno di loro gli avrebbe raccomandato una località di sua conoscenza dove e esistevano persone che erano con lui in ottimi rapporti. E Malcom, che desiderava evitare non solo gli amici ma anche gli amici degli amici, giunse alla conclusione di cercarsi da sé un posto. Mise in valigia qualche abito e tutti i libri di cui aveva bisogno, poi, alla stazione, prese un biglietto per la prima località che, sull’orario, gli risultava assolutamente sconosciuta.
(Traduzione: Bruno Tasso)

The Squaw (La vergine di Norimberga)
A quel tempo Norimberga non era meta di tanti turisti come sarebbe invece avvenuto in seguito: Irving non vi aveva ancora recitato il suo Faust e ai più il nome della vecchia città non diceva nulla. Mia moglie ed io eravamo alla seconda settimana di luna di miele e come è naturale cominciavamo a desiderare la compagnia di qualcun altro; così, quando a Francoforte ci imbattemmo in Elias P. Hutcheson, un bontempone arrivato fresco fresco da Isthmian City, Bleeding Gulch, Maple Tree County, Neb, e venimmo a sapere per caso da lui che avrebbe proseguito fino a quel diabolico vecchio buco della vecchia Europa e che pensava che, alla lunga, quel viaggio da solo avrebbe finito per fare impazzire anche un attivo e intelligente cittadino come lui, non lasciammo cadere l’argomento e suggerimmo di far fronte comune.
(Traduzione: Lucia Usellini)