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La Setta dei Dannati

E’ un film che punta tutto sulle scene rese inquietanti da atmosfere tenebrose, completate da inquadrature prese dal basso verso l’alto per dare una nuova visione. Recensione di Miriam Ballerini

LA SETTA DEI DANNATI

USA/ Germania 2003

Regia Brian Helgeland

Un giovane sacerdote Carolingio, interpretato da Heath Ledger, viene avvisato della strana morte del suo mentore.

Lascia così l’America per recarsi a Roma dove è accaduto il fatto. Accompagnato da un suo confratello, Thomas, e da Mara, una ragazza che durante un esorcismo ha tentato di ucciderlo.

Qui si viene introdotti in oscuri antri e scene a volte non molto comprensibili; confuse fra scenari abitati

da demoni e dannati. Con qualche buon trucco cinematografico che ne salva spesso la visione.

Ciò che rialza di molto l’attenzione è la figura del divoratori di peccati. Uomo, o essere soprannaturale. Bella la scena nella quale il prete e lui si confrontano, per decidere chi dei due è un uomo, e cosa fa di loro un uomo.

Un essere che interviene a perdonare, là dove la chiesa punisce. Divora così i peccati del prete scomunicato, o dei suicidi.

Stanco del suo ruolo che interpreta da più di 500 anni, fa in modo di concedere il suo potere al prete.

Il quale, divenuto il nuovo divoratore di peccati, deciderà di perdonare chi lo merita, o farà soffocare nei propri torti chi verrà dannato.

© by Miriam Ballerini