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Il Romanzo Poliziesco della Sonzogno

Tratto dall'antologia dell'Ing.Bartocci

E’ giunto ormai il momento di occuparci del più importante tra i precursori di Mondadori, cioè dell’EDITORE SONZOGNO, Milano, che abbiamo già avuto modo di citare in questo stesso capitolo. A partire dal 1914 questi pubblicò la serie de I ROMANZI POLIZIESCHI, che può essere a buon diritto considerata la prima collana gialla, nel senso stretto del termine, edita in Italia: sia per l’esplicita intestazione, sia perché propose, anche se solo parzialmente, diversi autori e diversi personaggi. In effetti, quasi tutti i romanzi della collana (fino al N. 24 compreso, su un totale di 31) sono opera dello scrittore francese George Meirs8, mentre solo i restanti sono di altri autori. Inoltre, i romanzi del Meirs sono anch’essi incentrati su un protagonista ricorrente, contenendo dapprima le “Avventure di William Tharps, il celebre poliziotto inglese”, quindi quelle di Walter Clarck, pure definito “Il celebre poliziotto inglese” (mentre, per esempio, nei successivi “gialli storici” del francese Rodolphe Bringer si parla de “I poliziotti dell’Imperatore”). Ciò conferma che siamo ancora nel periodo in cui si puntava su un solo autore e un unico “eroe”, anche se cominciava a darsi qualche avvicendamento all’interno della collana stessa. Il gusto è ancora quello che privilegia un filone che potremmo definire, in qualche modo, “realista”, ma la collezione nel complesso appartiene senz’altro a quella fase di transizione che possiamo considerare l’alba della storia delle collane gialle in Italia.
Abbiamo già detto che la serie consta di 31 numeri, più volte ristampati. Volumi di formato M, generalmente senza data, ma regolarmente numerati, alcuni degli ultimi recano l’indicazione degli anni 1923-1924, ma forse si tratta già di ristampe; copertina patinata illustrata con un disegno monocromatico, DA bianco:

1 - G. Meirs, Il cadavere assassino
2 - G. Meirs, Una mano nella notte
3 - G. Meirs, L’enigma del treno N. 13
4 - G. Meirs, La carta insanguinata
5 - G. Meirs, Il castello stregato
6 - G. Meirs, L’automobile rosso
7 - G. Meirs, L’opale tragico
8 - G. Meirs, Il segreto della mummia
9 - G. Meirs, Il fantino scomparso
10 - G. Meirs, Il mistero della casa bianca
11 - G. Meirs, La mano fantasma
12 - G. Meirs, L’ombra che uccide
13 - G. Meirs, L’antro spaventoso
14 - G. Meirs, Il dramma di Via Broca
15 - G. Meirs, Le perle fatali
16 - G. Meirs, La macchia di sangue
17 - G. Meirs, L’uomo dai due corpi
18 - G. Meirs, Passi sulla sabbia
19 - G. Meirs, Il dito tagliato
20 - G. Meirs, IL segno misterioso
21 - G. Meirs, Un grido nelle tenebre
22 - G. Meirs, Lo scheletro con le mani legate
23 - G. Meirs, La soglia insanguinata
24 - G. Meirs, L’X misterioso
25 - J.J. Renaud e E. Alary, Le dita che parlano
26 - G. Mantignac, La scomparsa di Mara
27 - T. Bernard, Il marchio sulla spalla
28 - R. Bringer, L’ombra di Fouché
29 - R. Bringer, Il mistero del 19 brumaio
30 - V. Mandelstamm, L’impero del diamante
31 - V. Mandelstamm, L’affare del teatro grande.

Qualche anno dopo “I Romanzi Polizieschi”, e precisamente nel 1922, ancora l’Editore Sonzogno propone I RACCONTI MISTERIOSI, una collana che presenta una notevole alternanza di autori, e viene dedicata quasi esclusivamente al genere giallo, seppur inteso in un’accezione un po’ più estesa, a comprendervi anche la connotazione semplicemente “avventurosa” (vi fu pubblicata per esempio una versione del romanzo di Bram Stoker, Dracula). L’esperimento editoriale ebbe però vita breve, fors’anche per l’eterogeneità dei testi che in esso vennero presentati. Ne sono usciti almeno 22 numeri, simili come aspetto ai “Romanzi Polizieschi”: formato M, copertina illustrata da un disegno a colori, DA bianco:

1 - P. d’Ivoi, Il pozzo del moro
2 - P. d’Ivoi, L’obice di cristallo
3 - P. d’Ivoi, Il Nilo insanguinato
4 - F.C. Rosensteel, 1 + 1 + 1
5 - G. Meirs, L’attimo terrificante
6 - G. De Quirielle, L’uovo di vetro
7 - L. Groc, La città stregata
8 - F. Aubier, L’orma allucinante
9 - P. Zaccone, Il segreto della camera d’ebano
10 - P. Giffard, Il violino fantasma
11 - E. Char, Joc il vendicatore del bagno
12 - B. Stoker, Dracula
13 - E. Char, Il morto che vola
14 - C. Sacchetti, Gli uomini dell’ombra
15 - M. Drake, W O2
16 - L. De Larmandie, Intorno a un mistero
17 - G. Hoche, Il segreto dei Patterson
18 - W. Le Queux, Sotto l’artiglio del mostro
19 - G. De Quirielle, La Gioconda rediviva
20 - G. Guesviller, Il collo bianco
21 - J.M. Escamez, La città dei suicidi
22 - L. d’Hée, Ombre nelle nubi.

Aggiungiamo che, nel N. 21, il successivo romanzo di L. d’Hée veniva annunciato come “Un fumo nella nuvola”; inoltre, sempre nello stesso numero si informava della prossima uscita di altri due romanzi: J. De Quirielle, L’uomo che fa parlare le bestie; M. d’Aghonne, La chiusa dei cadaveri, che non ci risulta però siano mai stati effettivamente pubblicati.

Una storia delle Edizioni Sonzogno in questo periodo non può non ricordare che, a partire dal 1924, esse iniziarono una nuova pubblicazione delle avventure di Arsenio Lupin, in fascicoli illustrati di grande formato, simili alle dispense popolari di cui si è più volte parlato. Di questa serie di romanzi torneremo a dire nel prossimo capitolo, in relazione alla ristampa che ne venne fatta (anche se in veste editoriale completamente differente) negli anni ’30 dallo stesso editore.
Citiamo infine, sempre facente parte delle medesime edizioni, la collana intitolata IL ROMANZIERE POLIZIESCO, per la quale videro settimanalmente la luce tra il 1921 e il 1924 ben 134 fascicoli (più volte ristampati), presto imitati da quelli di un’analoga serie della Casa Editrice Varietas, di Milano, avente però cadenza quindicinale, chiamata IL ROMANZO POLIZIESCO, 1921-1922 (informazione da FD, p. 27). La veste editoriale era quella di una comune rivista, soltanto otto pagine di grande formato, SD, prima pagina illustrata a tutto campo in funzione di copertina da un bel disegno a colori. Pur non trattandosi di veri e propri libri, la collezione prometteva di fornire in ogni fascicolo un romanzo completo. In realtà, si trattava generalmente soltanto di racconti brevi, ma vi fecero comparsa saltuariamente anche alcuni romanzi “normali”, ma allora sempre proposti a puntate. A rafforzare l’analogia con una vera e propria collana di libri, i racconti pubblicati recano quasi sempre il nome dell’autore; più precisamente, è soltanto dal N. 115, edito nel settembre del 1923, che i testi appaiono anonimi.
Aggiungiamo a titolo di curiosità che ogni numero era presentato come “assolutamente inedito”, precisazione questa quanto mai opportuna nel nostro campo di interesse, infestato da tante e diverse riedizioni delle stesse opere con titoli modificati, a volte attribuite perfino ad autori diversi. Per fare qualche esempio tra i più significativi, citiamo il caso di Donald Baron, con il suo “Guanto verde del ricatto”, edito negli anni ’70 da Longanesi, che era già apparso ne “I Gialli Mondadori”, N. 383 del 1956, come “Il delitto mi ha vinto”, con la firma del prolifico Franco Enna; e quello veramente grottesco di un Edward Ronns, Naufraghi dell’inganno, N. 490 de “Il Giallo Mondadori”, che riappare nella stessa collana, e all’insaputa dello stesso editore!9, con il vero nome dell’autore: Edward S. Aarons, e il titolo “Dollari maledetti dollari”, N. 1469.
Dopo questa digressione, diamo adesso qui di seguito i titoli dei 134 fascicoli della serie in parola.