Questo sito contribuisce alla audience di

Collateral

A cura di Brivido Giallo.

COLLATERAL
di Michael Mann

Accade tutto in una notte, al giovane Max, conducente di taxi che sogna isola lontane e una sua agenzia di limousine….

La sua prima cliente è un’affascinante procuratrice legale, impegnata nella preparazione di un caso importante. Il secondo – e ultimo, in molti sensi – un killer che ha cinque vittime da eliminare e che lo trascinerà in una corsa drammatica per le strade di Los Angeles.
Michael Mann adora il giallo di ambientazione urbana. Dei suoi dieci lungometraggi, infatti, sei sono pienamente iscrivibili nel genere e un settimo (Insider), pur assumendo i toni dell’inchiesta su un fatto di cronaca reale, non trascura accenti da investigazione. Collateral è una sfida, narrativa e realizzativa, forse non pienamente riuscita, ma di grande interesse. Girato in digitale al novanta per cento, in una Los Angeles notturna che ha nell’indifferenza frenetica il suo carattere di minaccia, il film sembra partire con una certa fatica, come se la definizione dei due personaggi principali fosse ancora incerta. Ma a poco a poco, un omicidio dopo l’altro, uno scatto di tensione dopo l’altro, i due cominciano a conoscersi meglio e meglio li conosce lo spettatore.
Sono due grandi insoddisfatti, in fondo. Il professionista dell’eliminazione a pagamento ha alle spalle un’infanzia segnata da una figura paterna violenta e oppressiva. Il taxista è angustiato da una madre che, pur immobilizzata in un letto di ospedale, non manca di minarne puntualmente l’autostima. Fratelli di un pianeta freddo come le luci dei neon, si ritrovano accomunati in un viaggio a tappe forzate e con uscita limitata a uno solo dei due.
I momenti migliori del film stanno proprio nel rapporto fra due esseri contrapposti, il bianco e il nero, l’assassino e l’operaio del volante, il disincantato esistenzialista e lo psicologo del sedile davanti che continua a credere nell’esistenza di un’isola migliore che ci sia da qualche parte.
Non mancano, purtroppo, ed è un peccato, alcune incongruenze. La borsa coi ferri del mestiere troppo spesso trascurata e un finale in metropolitana con un accenno “mission impossible” eccessivamente sopra le righe, ad esempio.
Ma il cast di interpreti è sopraffino, da Tom Cruise all’astro nascente Jamie Foxx, che rivedremo nel film biografico su Ray Charles; da Jada Pinkett Smith (la procuratrice dell’accusa) a Mark Ruffalo; da Peter Berg a Javier Bardem, che si concede un cameo di classe nei panni del capomafia.
Senza che si gridi al capolavoro, Collateral risulta infine, a nostro parere, un solido film di genere, non del tutto convincente, ma di gran fattura.

COLLATERAL
(Usa, 2004)
regìa: Michael Mann
con: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Javier Bardem
sceneggiatura: Stuart Beattie
fotografia: Dion Beebe, Paul Cameron
montaggio: Jim Miller, Paul Rubell
musica: James Newton Howard
distribuzione: UIP
durata: 119’

Filmografia di Michael Mann
Strade violente (1981)
La fortezza (1983)
Manhunter – Frammenti di un omicidio (1986)
Sei solo, agente Vincent (1989)
L.A. Take Down (1989)
L’ultimo dei Mohicani (1992)
Heat – La sfida (1995)
Insider – Dietro la verità (1999)
Alì (2001)
Collateral (2004)

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • jrebek

    22 Jun 2009 - 13:49 - #1
    0 punti
    Up Down

    “Il professionista dell’eliminazione a pagamento ha alle spalle un’infanzia segnata da una figura paterna violenta e oppressiva”. Ma de’ che ?? L’avete visto il film o dormivate ??? Vincent racconta questa bufala a Max per prenderlo in giro. Poi ci fa una ricca risata sopra e dichiara di aver mentito: non ha avuto alcuna infanzia segnata. Forse il senso dello scherzare su questo è proprio “sfatare” il clichè dell’infanzia segnata del cattivo. Riguardatevi il film.. con un caffe prima..

Link correlati