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Cinema Giallo 2

Continua la veloce carrellata tra i capolavori noti e meno noti del Cinema Giallo per gli appassionati, i cultori del genere e i neofoti.

La Scala a Chiocciola The Spiral Staircase Regia di Robert Siodmak. Con George Brent, Kent Smith, Dorothy McGuire, Ethel Barrymore, Sara Allgood b/n Usa 1946 Ha lo stesso titolo di un bellissimo giallo classico vecchia maniera, ma non c’entra nulla. Come spesso accade i cinematografari tentano sempre di attirare il pubblico con titoli altisonanti e somiglianze volutamente ingannevoli. La storia è quella di un tipico serial killer che opera a inizio secolo, in una tranquilla e sonnolentta cittadina della provincia americana. Un maniaco terrorizza gli abitanti colpendo solo donne afflitte da un qualche tipo di menomazione fisica, forse con pretese di epurazione della razza. Ma sarà proprio una ragazza rimasta muta a seguito di uno choc a mettere fine alla lugubre serie. Ritrovando un cadavere in cantina, in fondo alla famosa scala a chiocciola, la prossima vittima designata per lo spavento riacquisterà il dono la parola, salvandosi così la vita. Una trama interessante giustamente collocata nell’inquietante provincia americana dei primi del ‘900.

L’altro Uomo - Delitto per Delitto(Strangers on a Train) Regia di Alfred Hitchcock. Con Robert Walker, Ruth Roman, Farley Granger, Laure Elliott.Giallo , b/n, 101 min. USA, 1952 Tratto da un celeberrimo romanzo di Patricia Highsmith e sceneggiato da quel grande giallista che è Raymond Chandler, questo film rappresenta una delle pietre miliari della carriera del grande regista Hitchcock. Un vero poker d’assi che unisce una trama geniale, una penna d’autore, uno sceneggiatore giallo e il grande regista del brivido. Poteva non essere un capolavoro? La storia è nota a tutti per essere stata oggetto di innumerevoli versioni cinematografiche e teatrali. Si basa sull’espediente di due sconosciuti che per non essere sospettati si scambiano i delitti uccidendo uno l’anima nera dell’altro. Ma al di là della trama gialla, la vicenda si tinge ulteriormente di mistero quando si evidenziano i profondi legami psicologici che si instaurano tra i due complici in una sorta di reciproca dipendenza morale. Dal punto di vista cinematografico rimane memorabile la scena finale della giostra, dove uno dei due assassini si redime e l’altro trova la morte.

L’Uomo Ombra(The Thin Man)Regia di Woodbrige Strong Van Dyke. Con William Powell, Nat Pendleton, Cesar Romero, Myrna Loy, Maureen O’Sullivan, Minna Gombell.Giallo , b/n, 93 min Usa 1934

Primo di un lungo filone che vanta un discreto successo L’Uomo Ombra è la storia di uno scienziato che ha scoperto il segreto dell’invisibilità, e che viene incolpato di alcuni delitti, sui quali è costretto ad indagare per potersi scagionare, scoprendo alla fine il vero assassino. Oggetto di un remake tematico con il recente film L’Uomo Invisibile con Kevin Beacon, questa pellicola anni trenta ci presenta un inossidabile William Powell e una fascinosa Myrna Loy abbinati in coppia perfetta. Amosfere retrò, cinema vecchia maniera, virtuosismi recitativi d’altri tempi e umorismo tipicamente britannico per questa serie inconfondibile.

8 Donne e un Mistero(8 Femmes) Regia di François Ozon. Con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Fanny Ardant, Virginie Ledoyen, Danielle Darrieux, Ludivine Sagnier,Richard Firmine Francia 2002 Colore

Una pellicola moderna che tenta di ricreare con un discreto successo le antiche atmosfere di un giallo classico all’inglese. Villa isolata, campagna francese, una famiglia al gran completo che si riunisce per le vacanze, il capostipite che viene trovato morto, assassinato. Per una volta la rosa dei probabili colpevoli è tutta al femminile. 8 Donne: anzi otto donne e un mistero. Tra le interpreti Catherine Denevue, Fanny Ardant, Isabelle Huppert, per un insieme veramente esplosivo. Si tratta di un testo teatrale adattato per il cinema, e il risultato si vede. Briosità, umorismo e colpi di scena si succedono incessantemente alternandosi ai pezzi di rara bravura delle attrici, fondendosi in un’opera fortemente persuasiva a metà perfetta tra satira e giallo, e dunque particolarmente attuale, capace di far apprezzare il genere giallo anche ai neofiti.

Assassinio a Bordo(Murder Ahoy) Regia di George Pollock. Con Lionel Jeffries, Margaret Rutherford, Charles Tingwell Giallo , b/n, 93 min Gran Bretagna, 1964

Studiato per passare come una delle riduzioni cinematografiche dei romanzi di Agatha Christie questo film ne conserva intatta tutta l’atmosfera e il classico impianto narrativo: ambiente circoscritto, colpevoli a portata di mano, forte numero di sospettati, possibili moventi e quantificabili occasioni. Un revival ben riuscito, anche se non autentico. È una trama gialla di quelle vere con una arrzilla vecchietta che investiga incontrastata interrogando amalbilmente i sospettati tra una tartina e una tazza di the. Buona confezione in pacco regalo, peccato che abbia poco a che spartire con la nostra cara Agatha. Tranne l’attrice protagonista, quella Margaret Rutheford che ha tante volte magistralmente interpretato sugli schermi l’inconfondibile Miss Marple.

Assassinio sul Nilo (Death on the Nile)
Regia di John Guillermin. Con Peter Ustinov, Bette Davis, George Kennedy, Jane Birkin, Mia Farrow, Jon Finch, Angela Lansbury, Lois Chiles.Giallo , colore, 140 min. Gran Bretagna, 1978

Tipicamente alla Christie questo film vede ingaggiati magnifici attori a costituire un cast d’eccezione. Peter Ustinov, a sua volta in altre pellicole magistrale interprete di un anomalo Hercule Poirot, Bette Davis, Mia Farrow e questa volta nei panni di Miss Marple la simpatica Angela Lansbury, della serie televisa Jessica Fletcher. Un battello che risale il pigro corso del nilo, uno stuolo di vacanzieri affascinanti e danarosi, il fascino di un’epoca ormai tramontata, una ricca signora che viene assassinata con modalità misteriose. Altri delitti che ne scaturiscono, il mistero che si infittisce fino alla soluzione finale. Un giallo di altri tempi, impeccabile e suggestivo, un finale a sorpresa vecchia maniera, un’atmosfera retò tutta pizzi e merletti, un vero classico per gli appassionati del genere, e una buona maniera per avvicinare gli increduli.

Assassinio sul Palcoscenico(Murder most Foul)Regia di George Pollock. Con Margaret Rutherford, Charles Tingwell, Ron Moody.Giallo , b/n, 90 min. Gran Bretagna, 1965

Qui lo scenario ristretto è la rappresentazione teatrale di una compagnia di attori che naviga in mezzo a gravi problemi, poche risorse economiche, fondi che scarseggiano, aspre rivalità, amori illeciti, relazioni clandestine e piccole meschinità quotidiane sono gli elementi che fanno da sfondo a un’altra pellicola tratta da uno dei romanzi di Agatha Christie. Miss Marple dopo i primi delitti decide di calcare le tavole del palcoscenico e si fa scritturare per una sostituzione, sferruzzando ed ascoltando assorbe segreti e difetti di ognuno dei sospettabili attori, fino ad arrivare come sempre alla soluzione finale. Molto carino e godibilissimo, un altro film della vecchia scuola a firma George Pollock con Margaret Rutheford.

Attenti a quei Due… ancora Insieme(Someone Like Me - A Death in the Family) Regia di Sidney Hayers, Roy Ward Baker. Con Roger Moore, Tony Curtis, Diane Cilento, Reginald Mars, Joanne Dayton. Giallo , colore, 92 min Gran Bretagna, 1971 Chi non ricorda i due sornioni e irridenti investigatori interpretati magistralmente dalla mitica coppia Tony Curtis e Roger Moore? Danny, l’americano arricchito con i pozzi di petrolio, moderno, arrogante, e un tantino prepotente, e il lungo, elegante, raffinato e titolatissimo Lord Sinclair, nobile erede di un ricco casato inglese di pura razza britannica. Raramente altra coppia di investigatori è stata meglio assortita di questa. I contrasti culturali e caratteriali tra i due sono il fulcro centrale di questa serie, che pur essendo senza infamia e senza lode per quanto riguarda le storie narrate, si è comunque consacrata un posto al sole negli annali del cinema giallo per la fortunata combinazione di questi due incredibili protagonisti.

Black Rain - Pioggia Sporca (Black Rain) Regia di Ridley Scott. Con Andy Garcia, Michael Douglas, Kate Capshaw, Ken Takakura.Giallo , colore, 125 min. USA, 1989 Più un poliziesco che un giallo, ma tutto sommato una buona pellicola. Soffuso da atmosfere alla Blade Runner narra di un poliziotto americano che deve consegnare alle autorità nipponiche un gangster giapponese e si ritrova coinvolto a Tokio in una serie di rocamboleschi inseguimenti quando il suo prigioniero gli viene sottratto dalla banda di gangster locali che arriva perfino ad uccidere il suo partner. Questo scatena il desiderio di vendetta del poliziotto che prosegue da solo la sua caccia giungendo a sorprendere il colpevole durante un raduno al vertice della mafia giapponese. Ottima la coppia Andy Garcia e Michael Douglas, e la regia di Ridley Scott. Fim d’azione e di consumo ma tutto sommato a un buon livello di realizzazione.

Chi Protegge il Testimone(Someone to Watch over Me) Regia di Ridley Scott. Con Tom Berenger, Mimi Rogers, Jerry Orbach. Giallo , colore, 106 min USA, 1987
Ancora a firma di Ridley Scott un altro poliziesco teso e intrigante. Una ragazza dell’alta società è testimone di un delitto e viene posta sotto protezione in attesa di rendere testimonianza al processo. Ovvia la storia d’amore tra la testimone protetta e il poliziotto incaricato della sua custodia che fa da sfondo rosa alla serrata vicenda tra trappole agguati e inseguimenti.

Chiamata per il Morto (The Deadly Affair) Regia di Sidney Lumet. Con Harriet Andersson, Maximilian Schell, James Mason, Simone Signoret, Harry Andrews, Kenneth Haigh, Roy Kinnear. Giallo , colore, 107 min. Gran Bretagna, 1966 Regia di Sidney Lumet con una straordinaria interpretazione di Simone Signoret, questo film vede come protagonista un altro dei duri ma buoni tratti dai romanzi di John Le Carrè, come l’analogo La Spia Che Venne dal Freddo. Trama a metà tra il poliziesco e la Spy Story dove il nostro eroe è incaricato di scoprire se un agente del controspionaggio britannico trovato morto si sia effettivamente suicidato così come sembrerebbero dimostrare tutte le prove o non sia stato piuttosto soppresso per nascondere chissà quale oscura e diabolica macchinazione internazionale. Come in tutti gli intrecci a livello spionistico, che neanche la Christie in fondo disdegnava, la peggiore ipotesi si rivelerà essere quella giusta.

Colpo Grosso al Casino (Mélodie en sous-sol) Regia di Henri Verneuil. Con Jean Gabin, Alain Delon, Viviane Romance, Georges Wilson. Giallo , b/n, 117 min. Francia, 1963 Del genere Truffa con Estro Artistico un grande Alain Delon spalla a spalla con Jean Gabin tenta di organizzare il colpo del secolo al Casinò di Cannes. Grande organizzazione a vari livelli per portare a compimento i complessi preparativi preliminari. Esecuzione professionale caratterizzata da grande freddezza operativa. Il colpo riesce, ma a dimostrare che il male non paga ecco arrivare il classico e temutissimo colpo di scena.

Coma Profondo (Coma)Regia di Michael Crichton. Con Rip Torn, Richard Widmark, Michael Douglas, Geneviève Bujold Giallo , colore, 113 min. USA, 1978

Giallo a tema medico, come ce ne saranno in seguito molti altri, tutti ugualmente avvincenti, più vicino alla sfera del thriller che del giallo, è la storia di una giovane donna che va in coma durante un procurato aborto presso un’esclusiva clinica di Boston. La sua amica dottoressa non se ne capacita ed avvia le indagini. Si scopre così che il numero dei casi di stato comatoso durante gli interventi chirurgici è in costante aumento. Gli incidenti infatti non sono fortuiti ma provocati allo scopo di costituire una specie di banca organi clandestina. Nel corso delle indagini alla dottoressa viene provocato un violento attacco di appendicite con lo scopo di renderla innocua, inducendo anche lei al coma vegetativo. Salvataggio in extremis da parte del ragazzo della giovane donna che irrompe all’ultimo minuto in sala operatoria.

Complesso di Colpa(Obsession)Regia di Brian De Palma. Con John Lightgow, Geneviève Bujold, Cliff Robertson.Giallo , colore USA, 1975

Di Brian De Palma, più che un giallo è un thriller incentrato sulla vicenda di un ricco e spavaldo industriale di New Orleans che viene ricattato da una banda che gli ha rapito moglie e figlia. Lui non vuole trattare ed avvisa le forze dell’ordine che tentano una trappola. Durante l’inevitabile scontro a fuoco gli ostaggi perdono la vita e per il resto della sua esistenza l’uomo è segnato da rimorsi più profondi. Anni dopo però incontra inopinatamente una sosia perfetta della defunta moglie. Quella che sembra essere una reincarnazione si trasforma invece in una forma di vendetta trasversale. La figlioletta in realtà è sopravvissuta ed una volta adulta vive solo per vendicarsi del padre, colpevole di avere condannato a morte lei e la madre. Dietro a tutto questo l’ombra inquietante del socio di affari dell’industriale che ha manovrato negli anni dietro le quinte per impossessarsi dell’azienda. Finale a sorpresa rigorosamente da non svelare.

Complotto di Famiglia USA, 1976

E’ l’ultimo dei film di Hitchcock incentrato sui temi antichi di un’inaspettata eredità e delle sedute spiritiche tanto care ai vecchi salotti vittoriani. Un’anziana signora in punto di morte affida a una giovane e avvenente medium il compito di ritrovare il suo unico parente per lasciare a lui tutti i suoi beni. La ragazza riesce a rintracciare il fortunato giovane ma nel contempo scopre che si tratta di un poco di buono specializzato in truffe e sequestri e naturalmente omicidi. La medium che sta per diventare la sua prossima vittima viene salvata in extremis in una sequenza mozzafiato dal suo fidanzato. Un altro grande esempio del cinema da brivido di Hitchcock

Concerto con Delitto (Etude in Black) Regia di Nicholas Colasanto. Con Peter Falk, Myrna Loy, James Olson, Blythe Danner, John Cassavetes Giallo , colore, 96 min. USA, 1975

Non poteva certo mancare in questa veloce carrellata cinematografica il grande Tenente Colombo, ironico e scanzonato investigatore, perennemente distrattro e con i vestiti stazzonati e in disordine. Ecco che lo vediamo indagare in un ambiente di classe, dove un celebre direttore d’orchestra giocando sulle pause televisive della diretta uccide la giovane amante durante l’intervallo di un concerto trasmesso in mondovisione. Il suo alibi naturalmente convince tutti, e come non potrebbe? L’atmosfera elegante e sofisticata, la famiglia potente alle spalle del maestro, la ricca moglie, e la ancora più potente suocera, che finanzia addirittura la filarmonica, non bastano di certo ad intimorire il nostro casalingo eroe e detective. Che imperterrito prosegue nei suoi ragionamenti fino ad incriminare il colpevole grazie al fiore all’occhiello, caduto durante il delitto, e che risultava mancante nel secondo tempo del concerto durante le riprese televisive. Gialli ineceppibili dal punto di vista dell’intreccio come questi del Tenente Colombo dovrebbero essercene di più, anche se forse sarebbe inimagginabile lo stesso successo con un protagonista diverso da questo affascinante italo americano confuso e distratto, che sa arrivare alla meta con la precisione di un’arma infallibile e una simpatia senza uguali.

Conflitto di Interessi (The Gingerbread Man) Regia di Robert Altman. Con Tom Berenger, Robert Duvall, Kenneth Branagh, Daryl Hannah, Embeth Davidtz, Robert Downey Jr..Giallo , colore, 115 min. USA, 1998 USA, 1996

Regia di Altman, soggetto di Grisham per un film a sfondo processuale forse non riuscitissimo interpretato da Robert Duvall e Daryl Hannah. La storia esce fuori un po’ confusa tra cause di divorzio, rapimento dei figli, misteriosi segreti, e proprietà terriere. Deludente per essere un Altman, scarso per essere un Grisham. Il che sta a dimostrare che Genio più Genio non sempre è uguale a Genio.

Copycat - Omicidi in Serie (Copycat) Regia di Jon Amiel. Con Holly Hunter, Sigourney Weaver, Dermot Mulroney, William McNamara. Giallo , colore, 125 min

Pietra miliare del genere Serial Killer questo film vede riunite due forze espressive del cinema femminile, la grande Sigourney Weaver, e una convincente Holly Hunter al suo esordio cinematografico. Una famosa criminologa vive segregata nel suo appartamento assisistita dal suo segretario gay, a causa di una fobia che le impedisce di uscire all’aria aperta senza soffrire di terribili capogiri e mancanze di equilibrio. Questo è il risultato di un trauma subito a suo tempo quando fu sequestrata e quasi uccisa da un mitomane durante una conferenza universitaria sui serial killer, suo terreno di specializzazione. Dopo quell’evento la criminologa nonostante il colpevole sia rinchiuso in carcere non è più apparsa in pubblico. A un tratto appare un altro serial killer che opera copiando il modus operandi di serial killer famosi del passato, da qui il titolo Copy Cat. Il nesso si scopre quando la criminologa si accorge che la sequenza con cui gli omicidi seriali vengono commessi ricalca l’ordine di esposizione da lei tenuto durante quella famosa conferenza. Le indagini cominciano serrate, ed Holly Hunter è una validissima ispettrice di polizia. Il colpevole sarà un pazzo maniaco guidato ed ispirato dall’uomo incarcerato per il precedente attentato contro la dottoressa, che dalla galera fornisce al suo uomo marionetta tutte le informazioni atte a realizzare la nuova catena di delitti, complice la rete universale e incontrollata di Internet. Un bel lavoro che si rivede sempre con piacere

Diabolique Regia di Jeremiah S. Chechik. Con Isabelle Adjani, Sharon Stone, Kathy Bates, Chazz Palminteri, Spalding Gray, Shirley Knight Giallo , colore, 107 min. USA, 1996

Un remake un po’ pasticciato ma premiato dal pubblico per il grande I Diabolici di Clouzot con Simone Signoret, qui interpretata dalla Stone e Vera Clouzot, impersonata da Isabelle Adjani. La trama originaria prevedeva che due diabolici amanti ordissero un complotto per disfarsi della legittima consorte di lui. Si inscenava un falso assassinio contando di far morire di infarto la debole e malaticcia moglie che sarebbe dovuta soccombere nel vedere riapparire il marito morto sotto i suoi occhi. Nell’originale la storia si conclude in questo modo, drammaticamente quando la donna muore vedendo il supposto fantasma del marito. Nella nuova versione la trama prosegue con le due donne che si alleano tra loro per soprrimere il marito. Guasta il tutto l’aggiunta di una donna poliziotto che si accorge del misfatto, ma non interviene perché con perfetta solidarietà femminile giudica che quell’uomo, tutto sommato, meritava davvero di morire. Nonostante non ci siano paragoni con la pellicola di origine, ovviamente, il successo di pubblico è stato buono, e il film è risultato molto apprezzato.

Dieci Piccoli Indiani (Ten Little Indians) Regia di George Pollock. Con Mario Adorf, Shirley Eaton, Daliah Lavi, Hugh O’Brian.Giallo , b/n, 98 min. Gran Bretagna, 1966

Tratto da uno dei capolavori assoluti di Agatha Christie, che nella sua versione teatrale vanta il record del maggior numero di rappresentazioni, è una pellicola inglese del 1966 che ripresenta il classico intreccio con alcune varianti. Ad esempio l’ambientazione che non è più una villa su una lingua di terra raggiungibile solo via mare, ma un castello isolato sulle montagne collegato a mezzo funivia. La sostanza però non cambia, casualmente la funivia si guasta proprio dopo l’arrivo dell’ultima vittima convocata dal misterioso giustiziere, e anche qui il fascino leggermente claustrofobico degli ambienti circoscritti alla Christie agisce da catalizzatore per i numerosi momenti drammatici. Suspense e Giallo allo Stato Puro per una versione cinematografica senza grandi attori ma squisitamente piacevole.

Doppio Taglio(Jagged Edge)Regia di Richard Marquand. Con Glenn Close, Jeff Bridges, Peter Coyote.Giallo , colore, 108 min. USA, 1986

Indimenticabile duetto di bravura tra Glenn Close e Jeff Bridges, un film che rispecchia una trama gialla assolutamente perfetta, con tanto di colpo di scena finale. Un magnate dell’editoria accusato di aver massacrato la moglie chiama in sua difesa un’agguerrita avvocatessa che lo difende con tale convinzione da innamorarsi di lui. Naturalmente le cose non sono affatto come sembrano e la tensione rimane alta per tutto il tempo, grazie anche all’interpretazione convincente degli attori. Particolarmente degne di nota, come sempre nel giallo che sconfina verso il legal thriller, le sequenze ambientate nell’aula di tribunale durante il dibattimento, che ci ricordano in vaga maniera Il Caso Paradine di Alfred Hitchcock.

Sabina Marchesi

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