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Il Nuovo Detective de Il Falcone Maltese

Con Il Falcone Maltese, Dashiell Hammet nel lontano 1930 presenta un nuovo genere di detective, poi definitivamente immortalato e consegnato alla storia con il successivo personaggio di Philiph Marlowe a firma di Raymond Chandler.

Fino ad allora gli investigatori o detective erano sempre stati incarnati come una sorta di semidivinità infallibili, praticamente esenti da dubbi e debolezze, immuni dalle incertezze, e vaccinati contro gli errori.

Per la prima volta Sam Spade ne Il Falcone Maltese è un uomo come tutti gli altri, che non compie miracoli, non ha intuizioni meravigliose, non si trova per così dire all’apice della catena sociale. Anzi tutt’altro, i nuovi detective sono personaggi normali, composti di vizi e virtù, e caduche caratteristiche perfettamente mortali, senza alcun alone di divino, persone che ragionano, che combattono, che sbagliano, che non sono dotate di caratteristiche fisiche particolari, per niente invincibili e totalmente sprovvisti di capacità mentali straordinarie che li possano guidare nella risoluzione del mistero.

Persone che guadagnano mediocremente, che non sempre lavorano nell’esclusivo interesse della giustizia, che osservano il mondo con la prospettiva dell’uomo comune.

Per la prima volta appare un detective di strada, che trasfonde nella letteratura tematiche che mai prima erano state toccate.

Ben lontani dal mondo dorato di Agatha Christie, tutto chiuso tra ville, navi da crociera e romantici castelli, distanti dalle atmosfere di Poe con il suo Dupin, diversissimi dai cerebrali investigatori modello Sherlock Holmes, i nuovi detective rispecchiano il punto di vista dell’uomo della strada, del lavoratore, facendo arrivare nelle pagine dei romanzi temi quali la politica, i complotti, il gangsterismo, la depressione economica, l’avidità, i lati oscuri e più meschini della vita di tutti i giorni.

Ecco come Dashiell Hammet ci presenta quello che sarà poi l’epigono di un genere di investigatore consacrato all’immortalità, poi ripreso dal grande Raymond chandler con il suo Philiph Marlowe, entrambi magistralmente interpretati sul grande schermo dall’indimenticabile Humprey Bogart, assolutamente perfetto per il ruolo.

«La sua mascella era ossuta e pronunciata, il mento era una V appuntita sotto la mobile V della bocca. Le narici disegnavano un´altra V, più piccola. Aveva gli occhi giallo-grigi, orizzontali. Il motivo della V era ripreso dalle spesse sopracciglia che si diramavano da due rughe gemelle al di sopra del naso aquilino e l´attaccatura dei capelli castano chiari scendeva a punta sulla fronte partendo da un´ampia stempiatura. Somigliava, in modo abbastanza attraente, a un diavolo biondo».

Nessuno avrebbe potuto dire di più, e l’investigatore stanco e depresso, demotivato e agnostico, cinico e duro, diventa un clichè che da allora in poi vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

La trama del romanzo per quanto appaia semplice e sulla falsa riga del giallo investigativo stile Spy Story, in realtà per l’epoca rappresenta una sorta di sprartizione delle acque, che relega per sempre nel mito del passato il classico giallo inglese. Non più omicidi di elite, blandi sospetti, ambienti sofisticati e geniali intuizioni, ma dura legge di strada. E’ il nuovo genere dei racconti polizieschi.

Sam Spade, investigatore privato a 50 $ al giorno viene ingaggiato da una misteriosa e bellissima donna, anche qui il prototipo di un nuovo personaggio, quello della Dark Lady, per rintracciare una statuetta antica che rappresenta l’effige di un falco.

In una California disincantata e ironica, piena di facili occasioni e in balia della malavita, la caccia all’oggetto si dipana attraverso colpi di scena, in diretta competizione con una misteriosa banda di malfattori, anch’essi fortemente motivati.

Omicidi, scontri, risse, il socio di Sam Spade finisce assassinato, egli stesso viene malmenato duramente, e tutto questo per un misterioso oggetto che si suppone essere di oro massiccio. Ma il gran finale ci aspetta con ben due colpi di scena a raffica, e Sam Spade viene consegnato all’olimpo, grazie anche alla celebre battuta del film, in cui Bogart nell’inquadratura finale, contemplando la statuetta alfine ritrovata, che non era niente affatto preziosa, mormora la celebre frase: ” Fatta della materia di cui son fatti i sogni…”

Eroi perdenti, mitici avventurieri di tutti i giorni, uomini cinici dal cuore d’oro, che si muovono con inconfondibile malinconia, sprezzo del pericolo, e una nota di sottofondo improntata a un rigorosamente non scritto codice d’onore.

Ma questa nuova scuola dei duri, che voleva rivoluzionare la letteratura gialla, lontano dal raggiungimento del vero scopo, che era quello di assassinare definitavamente le dolci vecchiette che tra pizzi e merletti investigavano all’ora del the, si ritrovò poi costretta a convivere ancora con le chiacchere da salotto, con la conversazione erudita e colta, con le deduzioni e le introspezioni psicologiche dei vecchi investigatori tra biblioteche e campi da golf,che continuarono a mantenere viva l’attenzione nonostante la polvere dei secoli, per lo meno nelle menti degli appassionati.

In ogni caso con Hammet il delitto non è più un fatto di elite, ma viene restituito alla gente di strada, diviene più brutale, aprendo la strada a uno spietato realismo tutto americano, dato in pasto alla voracità del pubblico. E’ la nascita del genere Hard Boiled, il primo vero antagonista del Giallo Classico all’Inglese.

Hammett all’epoca venne inquisito per le sue simpatie filocomuniste e fu condannato dalla commissione per le attività antiamericane a sei mesi di galera, che scontò regolarmente, uscendone forse arricchito di particolari che avrebbero poi condito e caratterizzato i suoi romanzi focalizzando realistici scorci di quella vita da strada che tanto popolerà in seguito tutta la letteratura successiva. Contrabbandieri e ladri, spacciatori e trafficanti, rapinatori e malviventi, piccoli delinquenti e gangster, in carcere Hammett frequentò una popolazione fino allora sconosciuta, che sarà poi fedelmente descritta e sapientemente riportata nelle sue pagine.

La vita da strada contro le chiacchere da salotto in quella che sarà l’eterna battaglia tra l’Hard Boiled e il Giallo Classico. Americani e Inglesi a confronto per la reinterpretazione di un genere comunque immortale. Romanzo Poliziesco o Investigativo che sia, la Letteratura Gialla sta conoscendo oggi il suo periodo migliore, dove ai classici di ogni tempo si stanno aggiungendo validissimi esperimenti delle nuove leve di scrittori, tornati inaspettamente a un genere per molti lunghi anni ingiustamente avversato, che ha invece dimostrato ancora una volta tutta la sua travolgente attualità.

Sabina Marchesi

Commenti dei lettori

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  • genesis

    13 Jan 2009 - 23:43 - #1
    0 punti
    Up Down

    e bello pero e un po troppo sintetico