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Agenzia Creativa

Nata per mettere ogni autore in grado di presentare al meglio il proprio lavoro. Joubert sosteneva che:“ Le belle opere, il genio le comincia , ma è il lavoro che le completa”.

Gianluca Ferrara ci presenta questa interessante iniziativa dedicata a tutti gli scrittori esordienti del Web

Una breve storia della Vostra Agenzia Letteraria e della sua collocazione sul mercato italiano.

La nascita della nostra agenzia è recente, quindi non possiamo parlare di “storia”. Tuttavia alle spalle ci sono anni di lavoro e di studio. Kerouac per scrivere “Sulla strada” ci ha messo venti giorni, però sulla strada è stato per otto anni!

Quali sono al momento i Vostri punti di forza?

La competenza e l’onestà. Nessuna promessa fasulla, il sistema editoriale italiano è malato ed occorre molta pazienza.

Parlateci di una iniziativa cui volete dare il massimo risalto, e alla quale tenete molto.

Prossimamente sarà aperto un forum e uno spazio dove gli autori potranno liberamente pubblicare le loro poesie e i loro racconti. Più uno specifico settore dove si possono leggere articoli dedicati alla scrittura.

I Vostri servizi per gli autori esordiente?

Effettuiamo schede di valutazione, editing e abbiamo contatti con editori seri.

Un esordiente come deve presentarVi un manoscritto?

In word,può anche allegarlo ad una mail, per la stampa (tranne rare eccezioni) ce ne occupiamo noi.

Come può orientarsi un esordiente nella selezione delle agenzie letterarie a cui inviare il proprio lavoro?

Diffidare da quelle che promettono pubblicazioni facili, prezzi molto alti o molto bassi.

Vi sentite di indicare qualcosa di particolare a un emergente circa la revisione dei suoi testi?

Non esagerare con gli aggettivi e avverbi! Evitare le tautologie e i paroloni. Leggere il testo con attenzione, parola per parola non pensando solo alla trama.

P.S. Non fidarsi troppo dei giudizi di parenti e amici…

Quando è il momento per un autore esordiente di spedire la sua opera alle agenzie letterarie o agli editori?

Non credo che ci sia un momento in particolare. Bisogna essere felici di quello che si è scritto in quel determinato “periodo storico”. Poi, anche se ad un editore o ad un agente il testo non piace, ciò non significa che il testo debba essere per forza mediocre. I giudizi sono relativi. Anche se ci sono degli errori che possono valere in assoluto.

Ritenete che sia fondata l’utilità dei corsi di scrittura?

Dipende da come sono impostati e da chi li tiene. Se il messaggio è “Fai il nostro corso così diventi uno scrittore” allora è meglio stare molto attenti. La prima cosa che si dovrebbe dire ad un corso di scrittura è: leggere, leggere e scrivere.

E il ruolo delle Agenzie Letterarie nel panorama editoriale italiano quale è? Quali sono i servizi che offrite e in che maniera vengono espletati, c’è da firmare un contratto, da consultare un tariffario, vengono garantiti dei risultati?

I nostri servizi (come indicati sul sito: www.agenziacreativa.com) sono: le schede di valutazioni del testo in cui all’autore viene rilasciato un commento critico. Come è logico che sia, la valutazione realizzata dall’agenzia è un resoconto neutro circa il valore e il potenziale dell’opera. E’ priva di quel “coinvolgimento emotivo” che caratterizza i giudizi, dettati dall’affetto, espressi da parenti e amici. Molte volte accade che i pareri ricevuti possano determinare uno stato di eccitazione che fa credere al giovane autore di avere scritto la Divina Commedia del XXI secolo o in uno stato di depressione che lo induce a non voler scrivere più nemmeno la lista della spesa. I giudizi e i consigli per essere credibili devono essere “asettici” e “competenti”.

Traendo sempre spunto da ciò che è scritto sul sito: Ormai è risaputo che sulle scrivanie degli editori ci sono plichi di testi spediti da aspiranti scrittori. Purtroppo, la poca serietà di alcune case editrici e l’eccesso di offerta da parte degli autori, fa sì che solo in pochi vedano realizzato il desiderio di pubblicare.
Tuttavia, occorre dire che sovente tra i testi che affollano le scrivanie degli editori, ci sono pagine e pagine contenenti una miriade di errori di vario genere che scoraggiano anche il più disponibile tra gli editori.
Spesso accade che un testo, seppur presenti una buona struttura e una storia avvincente, venga scartato perché di difficile lettura. Segni d’interpunzione buttati come coriandoli, refusi, aggettivi e verbi appesantiscono il testo. Per un insieme di motivi, l’intervento dell’autore non è sufficiente ad individuare gli errori (a volte anche banali) presenti nell’opera. Egli, probabilmente, avendo già “investito in creatività” non ha più la lucidità e la pazienza di “cesellare” il testo, che rimane grezzo.
Joubert sosteneva che:“ Le belle opere, il genio le comincia , ma è il lavoro che le completa”. Joubert voleva intendere l’importanza che svolge la correzione, quel lungo e paziente esercizio senza il quale anche un’opera valida potrebbe essere “cestinata”. Lo scopo del servizio editing consiste nell’analizzare frammento dopo frammento il testo al fine di valorizzarlo e privarlo di tutte le brutture che non gli permettono di fare quel salto di qualità che lo porti sullo scaffale di una libreria. Il lavoro di editing non snatura il testo ma ne migliora l’essenza al fine di rendere la lettura più piacevole aumentandone, di conseguenza, la probabilità di pubblicazione.

Ovviamente abbiamo contatti con editori di provata serietà, questo non significa che garantiamo pubblicazioni sicure.

Cosa consigliereste di leggere a un autore esordiente per migliorare la sua formazione?

Ovviamente i classici, ma anche i tanti bravi autori emersi negli ultimi anni.

Domanda cruciale: Scrittori si nasce o si diventa? In breve quanto conta il talento di base rispetto a quanto si può eventualmente acquisire in seguito a livello di tecnica?

Con lo studio si può apprendere tantissimo, anche se te il talento di base è un punto di vantaggio. L’importante è non scoraggiarsi ed avere l’umiltà di continuare con lo studio e l’apprendimento.

Si dice che l’aver vinto dei concorsi letterari a volte sia un’arma a doppio taglio nei confronti delle case editrici. E’ vero? Insomma, giova o gioca a sfavore?

Dipende dal concorso letterario. Oggi sembra che ci siano più concorsi che lettori.

Tra centinaia di manoscritti che una casa editrice esamina, quali sono i particolari che possono significare la differenza? Un testo inviato tramite un’Agenzia Letteraria ha maggiori possibilità di essere favorevolmente accettato?

Per quando riguarda la prima domanda, vale ciò che è stato detto per l’editing, circa la seconda dipende dall’agenzia e dall’editore.

Ultimamente quali sono gli autori esordienti sui quali avete deciso di investire particolarmente?

Alcuni romanzieri ed un poeta, stiamo valutando anche di contattare editori stranieri.

Quante persone si occupano della lettura dei materiali pervenuti in redazione e che procedure seguono per l’esame, la valutazione e il responso finale?

Dalle tre alle cinque persone. Vorrei precisare che i collaboratori sono tutti laureati e con esperienza in materia.

La Vostra posizione sul fenomeno oramai tanto diffuso della Pubblicazione con Contributo o a Pagamento?

Credo che sia un cancro che sta logorando il mondo letterario italiano. Una vergogna. Molti editori non sanno neanche cosa pubblicano, basta che incassano un assegno sostanzioso, il resto non è importante. Si specula sulla passione dei tanti ragazzi e ragazze che scrivono con amore, per comunicare, per fuoriuscire dalla massificazione culturale che in parte ci viene imposta dai grandi editori. Del resto anche questi ultimi, si possono definire “seri” se pubblicano i libri di Totti e di Alba Parietti? Si possono definire seri se, sei sconosciuto, pubblicano solo su raccomandazione?

Vincolate a Voi un autore qualora decideste di rappresentarlo? E per quanto tempo?

Noi non vincoliamo nessuno, dopo il contratto con l’editore, l’autore è libero. Essenzialmente il nostro lavoro è precedente, consiste nel rendere il testo presentabile, privarlo di quelle brutture che poi un giorno i nipoti ci possono contestare…

I vostri servizi sono a pagamento, oppure richiedete una percentuale sugli introiti?

Le nostre tariffe sono a preventivo. In base al lavoro richiesto.

Quale può essere una buona tiratura per un romanzo di esordio di un autore italiano?

Anche attorno alle cinquecento copie se distribuite bene.

E dopo che cosa succede?

Pubblicizzare il più possibile l’opera.

Parliamo di percentuali, su centinaia di manoscitti inviati a una casa editrice quanti sono ragionevolmente proponibili e quanti di quelli accettabili giungono poi alla pubblicazione? Insomma su che numeri viaggia la selezione di un nuovo autore? I nostri lettori sospettano che la probabilità di riuscire sia paragonabile alla vincita dell’Enalotto, è davvero così? E in questo caso le Agenzie Letterarie operano una scrematura, o accettano di rappresentare tutti?

Le agenzie serie non dovrebbero rappresentare tutti. Anche perché volendo e potendo pagare non c’è bisogno di un’agenzia…

Non dovreste essere Voi a cercare gli autori, e non essere viceversa sottoposti da questi ultimi a un costante ed asfissiante corteggiamento?

Il fatto è che siamo un paese di scrittori…

Come fa un autore a sapere che sorte ha avuto il suo manoscritto inviato in lettura presso di Voi?

L’autore rimane sempre in contatto con noi.

Un’agenzia letteraria serve a rappresentare un autore anche dopo che ha conseguito il successo o serve solo per lanciarlo?

Tutte e due. Però il difficile è l’inizio.

In Italia il ruolo dell’agenzia letteraria è molto diverso da quello rivestito ad esempio negli Stati Uniti, a cosa è dovuto?

Cultura e sistema diverso.

Le vecchie e nuove collane editoriali dedicate al genere Giallo, Thriller e Noir, con qualche coraggiosa puntata verso il genere Horror, si stanno rivelando una scelta vincente. Quali sono i motivi di questo fenomeno di pubblico?

Probabilmente la qualità delle opere pubblicate. A differenza degli altri generi si pubblica con maggiore oculatezza e attenzione.

Come spiegate il grande successo editoriale delle opere allegate in vendita in edicola con quotidiani e periodici settimanali? Forse la gente ha paura di entrare in una libreria?

Probabilmente il libro fa anche arredamento (Ricordate i libri finti esposti alle spalle di importanti leader politici?)e se esce allegato con un giornale costa poco. Insomma, purtroppo ho la sensazione che si legga poco. La settimana scorsa sono stato in Francia e nella metropolitana ho notato tante persone che leggevano libri. Da noi non è lo stesso, anche i giornali hanno difficoltà a vendere, ecco che esce l’idea dell’allegato.

Parlando delle basse medie di lettura del nostro paese, si assiste invece a un forte incremento degli aspiranti scrittori, forse perché è più facile essere un abile scrittore che un buon lettore?

Non direi, un abile scrittore è soprattutto un buon lettore.

Diceva Oscar Wilde che non esistono libri “buoni” e libri “cattivi” ma molto più semplicemente libri scritti “male” o scritti “bene”. Fondamentalmente è una grande verità, ma ancora assistiamo al fenomeno, francamente preoccupante per il nostro panorama letterario, di assoluti sconosciuti scrittori “famosi” in qualche altro campo che si cimentano con la scrittura. Al di là degli indiscussi ritorni economici dovuti a una sensazionale campagna promozionale, come si può ragionevolmente ritenere che comici, attori, calciatori, cantanti e uomini politici si possano cimentare validamente con la scrittura? E’ come se un meccanico decidesse di emulare Rembrandt, tanto per fare un esempio, senza mai essersi cimentato prima con un’analoga esperienza artistica. Però in cambio questi ultimi non hanno certo bisogno di ricorrere ai servigi di una buona agenzia letteraria.

Hanno amicizie più importanti, altro che agenti letterari. Poi bisogna dire che l’errore lo commette il consumatore che acquista certe ciofeche che le case editrici dovrebbero evitare di pubblicare.

Il lettore italiano è un animale evoluto, o una fragile creatura inerme in balia delle manovre politiche ed economiche del Merchandasing?

Purtroppo è solo un animale se fa vendere migliaia di copie al libro di Totti o della velina di turno e poche centinaia a testi validi.

Cosa si aspetta infine oggi un autore da una Agenzia Letteraria?

La possibilità di avere persone competenti che migliorino l’opera, che diano consigli e non illudano speculando sul grande desiderio inconscio di pubblicare.

E ce ne sono di poco affidabili? Come può un autore districarsi nella scelta?

Come tutti i campi… Però il mondo letterario è irto di pericoli nascosti.

Ha risposto alle domande Gianluca Ferrara

A cura di Sabina Marchesi

Guida Gialla Noir