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Frenzy di Alfred Hitchcock

Fin dall’inizio lo spettatore viene messo a conoscenza di chi sia il vero assassino, di quali siano i suoi problemi e viene catturato dall’abilità dimostrata da quest’ultimo, che tesse la sua ragnatela intorno all’ amico, per farlo condannare al suo posto.

Anno: 1972

Nazione: Gran Bretagna

Regia: Alfred Hitchcock

Cast: Jon Finch – Vivien Merchant – Alec McCowen – Barry Foster

Il film, ambientato a Londra, subito ci introduce nella storia: c’è in giro uno psicopatico che uccide le donne, strangolandole con una cravatta.

La polizia brancola nel buio fino a quando, per una casualità, i sospetti si rivolgono verso un ex ufficiale della RAF.

Viene trovata morta la sua ex moglie e lui si trova sul posto sbagliato al momento sbagliato.

Dopo aver appena perso il posto di lavoro, con un caratteraccio che spesso lo porta ad atteggiamenti violenti, è la persona indicata sulla quale puntare tutte le ricerche.

Fin dall’inizio lo spettatore viene messo a conoscenza di chi sia il vero assassino, di quali siano i suoi problemi e viene catturato dall’abilità dimostrata da quest’ultimo, che tesse la sua ragnatela intorno all’ amico, per farlo condannare al suo posto.

Uno dei film che affrontano il tema del serial killer con le poche conoscenze psicologiche e di ricerca scientifica a disposizione in quegli anni. Per questo, a volte, confrontandolo con film odierni, ci si trova a guardare delle sequenze girate con ingenuità.

Quello che colpisce è che non ci sia stata censura nel mostrare corpi nudi e scene degli omicidi, di certo forti per il 1972.

Il tutto è stemperato da alcuni passaggi divertenti, soprattutto quando il commissario incaricato di indagare sugli omicidi, deve fare il conto con la passione della moglie per il suo corso di nouvelle cuisine, e si vede propinare dei cibi impossibili!

Certamente un film che precorre i tempi preparando il terreno ai moderni lungometraggi sui serial killer.

© by Miriam Ballerini