Capolavori d'arte nelle Collezioni Private

Un capolavoro passato indenne attraverso i secoli indegnamente rubato dal Museo d'Arte di Vienna e sottratto all'ammirazione di amatori, appassionati ed estimatori per finire, forse, nelle oscure esposizoni di qualche collezionista privato senza tanti scrupoli.

Almeno due persone sono state necessarie per compiere il furto del secolo e sottrarre uno dei capolavori più noti del mondo, la pregevole Saliera di Benvenuto Cellini, realizzata su commissione nel 1543, che è stata rubata in modo nemmeno tanto rocambolesco l’11 Maggio dal Museo delle Belle Arti di Vienna. Stando alle ricostruzioni i ladri si sono semplicemente arrampicati su un’impalcatura, introdotti dalla finestra, rotto la teca, e impossessatisi dell’opera d’arte, ridiscesi velocemente per la stesa via, tempo massimo di esecuzione, due minuti.

 

Il 28 Agosto una nota società assicuratrice avrebbe ricevuto una lettera di riscatto per restituire la pregevole scultura, dietro corresponsione del valore nominale di oltre 50 Milioni di Euro. Successivamente appare sul web uno stranissimo sito denominato www.thesaliera.com, istituito per entrare in contatto con i ladri e per concertare un tentativo di scambio, al fine di rientrare in possesso di questo raffinatissimo oggetto.

 

Il sito contiene espliciti riferimenti alla lettera ricevuta per la richiesta di riscatto.

 

«Sara, per favore ritorna. Ci dispiace per tutto la confusione sollevata dalla lettera. Non sarebbe dovuto succedere»«C’è un indirizzo speciale solo per te preso dalla tua lettera: www. (le ultime cinque parole del secondo paragrafo, quinta riga, ma senza l’ultima parola).com».

 

Questa è l’enigmatica frase apparsa su un quotidiano locale, che riporta le indicazioni per raggiungere il sito.

 

Il messaggio e l’inserzione sono firmati “anonimamente” Rossi, ma è da rilevare che Benvenuto Cellini, il maestro argentiere esecutore della pregevole scultura, in gioventù ebbe un amico, il Monsignor De Rossi, con il quale, curiosamente, nel 1546 trascorse anche qualche settimana in carcere.

 

Gli ambienti bene informati riportano la concreta possibilità che al momento la Saliera del Cellini sia nella mani di personaggi residenti in Austria, in quanto alcune espressioni usate nella lettera di contatto, scritta in inglese, farebbero pensare che la madrelingua dell’autore sia il tedesco.

 

Ma se il sito è stato creato come specchietto per le allodole, per attirare l’attenzione degli autori della lettera, come mai è stato registrato ben due mesi prima che la stampa austriaca diffondesse la notizia circa il tentativo di riscatto?

 

La pista si fa ancora più intricata quando si scopre che la società che assicurava la Saliera è Austriaca, il sito è stato registrato a Londra, e il numero telefonico di riferimento è invece Francese. A detto numero risponde un messaggio registrato in lingua Inglese, che invita a lasciare indicazioni per un contatto, e per il ritrovamento della Saliera, da persona con un chiaro accento Tedesco.

 

Mentre il mistero si fa sempre più fitto, si affievoliscono le speranze di poter rientrare in possesso di uno dei capolavori artistici più rinomati ed eccelsi, che probabilmente non riapparirà mai più nella teca pubblica di un museo, per rimanere celato per sempre nelle più ristrette esposizioni di qualche collezionista privato, sicuramente eccentrico e multimiliardario.

 

E’ di oggi la notizia che la Saliera del Cellini è stata ritrovata, mentre auspichiamo che torni presto nei musei, contemporaneamente ci auguriamo che questa volta il sistema di sicurezza sia davvero a prova di ladro.

 

Sabina Marchesi

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