L’oggetto misura 26×33 cm. e rappresenta la Terra e il Mare dalla cui interazione ha appunto origine il sale, che è destinato a contenere.
Realizzata in materiale di pregiatissima fattura, in oro, smalto ed ebano, risale al periodo in cui le saliere apparivano nei banchetti più come pregiatissimi centri tavola che come oggetti di uso comune.
Sottratto dal Kunsthistorisches Museum di Vienna l’11 Maggio del 2003 con un furto clamoroso è considerato uno dei capolavori assoluti della scultura rinascimentale ed è l’unica opera di oreficeria del grande maestro italiano giunta fino ai noi.
I ladri, che riuscirono tramite un’impalcatura, a raggiungere il primo piano della sala espositiva del museo viennese, elusero il sistema d’allarme, e trafugarono indisturbati tra tante celebri opere d’arte conservate nella medesima sala, solo la Saliera di Benvenuto Cellini, dando adito alla supposizione che si potesse trattare di un furto appositamente commissionato da qualche eccentrico collezionista senza scrupoli.
L’opera è attualmente valutata, e parimenti assicurata, per un valore di oltre 50 Milioni di Euro.
Qualche mese dopo il furto i giornali diffusero la notizia dell’arrivo di una lettera contenente una richiesta di riscatto unita a polvere d’oro grattata dalla scultura per dimostrare l’autenticità del possesso.
Questo ha suscitato le speranze dei molti estimatori dell’arte rinascimentale, e degli sfortunati curatori del museo, di rivedere presto la scultura al sicuro nella sua teca blindata che, però, nonostante tutto, continua a rimanere ancora desolatamente vuota.
Si comincia a temere che per coloro che non hanno mai avuto occasione di vederla dal vivo, ormai resti solamente la possibilità di studiarla ed ammirarla sulle pagine dei cataloghi d’arte.
Realizzata in oro, ebano e smalto, questa spettacolare scultura non ha certo l’aspetto del contenitore domestico, essendo in realtà destinata a ricoprire il ruolo di centro tavola monumentale per i banchetti reali della corte francese.
Come si usava nel periodo artistico di riferimento è finemente lavorata, riccamente decorata, e giocata interamente sui simbolismi allegorici inerenti l’ origine metaforica del sale, che era destinata a contenere, attraverso la raffigurazione delle divinità mitologiche della Terra e del Mare.
E’ l’unica opera di oreficeria giunta fino a noi del grande scultore rinascimentale Benvenuto Cellini, drammaticamente sopravvissuta alla Rivoluzione Francese e a tutte le tragedie storiche successive, comprese due guerre mondiali, per essere poi tranquillamente sottratta a mezzo di un banalissimo furto in pieno ventesimo secolo.
Sabina Marchesi

Sabina Marchesi









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