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Argentina, La Caduta degli Dei

Dicembre 2001, la popolazione di Buenos Aires, inferocita e impoverita da anni di malgoverno, in balia di una classe politica inetta e corrotta, si riversa nelle strade per saccheggiare i supermercati alla ricerca di cibo.

Fino a una decina di anni prima l’Argentina era il mito dei soldi facili, il paese delle privatizzazioni, il bacino preferito per gli investimenti miliardari delle multinazionali, era insomma uno dei paesi più ricchi della terra.

 

Questo miraggio è finito improvvisamente travolgendo nel crollo migliaia di industriosi lavoratori giunti dall’Occidente e da tutto il SudAmerica, milioni di risparmiatori e piccoli investitori. L’inflazione galoppante ha portato in pochi anni la parità “artificiale” 1 a 1 tra il dollaro e la moneta locale, il peso. Dall’alba al tramonto l’Argentina è diventata un paese con stipendi da Terzo Mondo, mentre i prezzi di acquisto delle merci nelle vetrine, anche i generi di primo consumo e quelli alimentari, erano quelli della Fifth Avenue, costringendo i lavoratori ad avere una doppia occupazione pur di sopravvivere, essendo occorrenti almeno 4 stipendi per ogni famiglia per arrivare dove prima si arrivava con uno solo.

 

Presto l’Argentina diventa un paese dalle immense potenzialità turistiche, ma visitabile solo dai “grandi ricchi”, da coloro insomma che potevano permettersi di pagare 3 Euro per una bibita e 160 Euro per una stanza d’albergo appena discreta.

 

Con le industrie ferme e l’export agricolo paralizzato, la forte crisi economica ha costretto finalmente il governo argentino a tentare un esperimento mai osato prima, aprire le frontiere al turismo di massa e investire ogni risorsa possibile in quella direzione.

 

E’ stata una scelta premiante che ha consentito di riflesso la riapertura dei mercati industriale e agricolo, che con un rapporto oggi di 3 a 1 tra il peso e il dollaro, riesce a ricollocare in gioco l’Argentina anche se i suoi problemi economici non sono ancora finiti.

 

Le meraviglie storiche e naturalistiche di questa zona e della Terra del Fuoco hanno fatto sì che il boom turistico superasse ogni reale aspettativa, al punto che oggi l’Argentina è ufficialmente inserita nei principali circuiti internazionali.

 

I turisti stranieri che nel 2003 hanno visitato il paese sono stati circa 4 milioni, un vero record, che ha portato l’Argentina al terzo posto in America Latina, subito dopo il Messico e a pochissima distanza dal Brasile.

 

E tutto questo con sole 4 località interne che assorbono tutto il flusso turistico. Si tratta dunque di una potenzialità ancora inespressa per questa località dal clima subtropicale che si spinge fin quasi all’Antartide, ripercorrendo le rotte che furono di Darwin e di Magellano, in un contesto naturalistico lussureggiante ed improntato da sorprendenti contrasti, davvero unici al mondo.

 

Da qualche anno in qua infine il turismo si va specializzando, con offerte di nicchia particolarmente invitanti. Alpinismo, Sci Alpino, Rafting, EcoTurismo, Sport Equestri, Soggiorni nelle Estancias, le lussuose tenute dei latifondi, e Alloggi presso le comunità indigene, di raro interesse Antropologico.

 

In pratica la forte svalutazione della moneta interna ha fatto di questo paese una meta convenientissima per il turismo di massa, il cui aumento esponenziale è dovuto anche al fatto che in linea di massima viene considerata una “zona sicura” in un periodo come questo in cui gli allarmi antiterroristici sono al massimo livello.

 

Per quanto riguarda poi l’Italia va anche detto che tra i due paesi esiste un legame particolare, a causa delle grandi masse di emigrazioni dei principi del secolo, le lotte e i sogni di milioni di lavoratori immigrati dalla Penisola Italiana che in Argentina hanno trovato riparo e lavoro ha creato un rapporto indissolubile che va al di là dei recenti disssesti finanziari che purtroppo hanno coinvolto milioni di risparmiatori ed investitori anche italiani.

 Sabina Marchesi