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Storia di un Confine

Le prime conquiste spagnole che diedero origine alla nazione cilena risalgono all’anno 1535 ad opera di Pedro de Valdivia.

 

A differenza di quanto avvenne nel resto dell’America Latina, qui le lotte di conquista furono particolarmente dure, e gli spagnoli si ritrovarono a dover combattere per ben tre secoli contro i bellicosi Araucani, gli indigeni originari della zona, che, abituati a lottare e a vivere in un clima difficile e ostile, in condizioni di vita precarie, fronteggiarono con una lunga e violenta resistenza i reiterati tentativi di insediamento spagnoli.

 

Di fatto il Cile rimase spagnolo fino all’anno 1818, quando i moti inserruzionali appoggiati dalla vicina Argentina, condussero alla presa della città di Lima.

 

Seguì oltre un secolo e mezzo di regime democratico durante il quale il Cile difese la sua indipendenza per mezzo di un governo saldo ed affidabile.

 

Negli anni ’70 si ebbe poi un capolvogimento totale della situazione, quando il regime socialista di Allende fu improvvisamente rovesciato dal colpo di Stato del Generale esponente del partito Conservatore, Pinochet, e si vide l’instaurazione al potere di una rigida dittatura militare.

 

Solo nel 1989, dopo trenta anni di persecuzioni e dittatura, il Cile si riaffaccia sulla scena internazionale con un nuovo, anche se non saldissimo, regime democratico, incrementando lo sviluppo economico e divenendo in breve uno dei paesi più avanzati del continente Sud Americano, grazie all’avviamento di una serie di floridi scambi culturali, commerciali e turistici con il resto del mondo.

 

In questo difficile contesto di una recente affermazione culturale ed economica, il Cile si è trovato a dover affrontare una curiosa battaglia politica, economica e sociale, per la contesa del possesso dell’ambito titolo di Ciudad Mas Austral del Mundo.

 

Per coloro che non conoscono le struggenti bellezze della Terra del Fuoco e della Patagonia, situate sulle estreme propaggini meridionali dell’emisfero conosciuto, questa battaglia per detenere il primato della Città più Meridionale, o Australe, del Mondo, sembra poca cosa.

 

Ma per il Cile e l’Argentina, che sono le due nazioni coinvolte, è una battaglia da combattere fino all’ultima risorsa disponibile, per arrogarsi il diritto di riconoscersi, una volta per tutte, la nazionalità dell’Ultima Frontiera del Mondo.

 

Il Sud America ospita infatti quello che è l’ultimo avamposto della civilizzazione prima delle distese ghiacciate dell’Antartide, che è popolata solo da basi scientifiche di ricerca  e da nessun agglomerato urbano degno di tale nome. Scartate l’Africa e l’Australia, che sull’emisfero occupano latiduni di poco più a Nord della Terra del Fuoco, rimangono di fatto solo il Cile e l’Argentina a contendersi quello che è il primato per l’ultimo presidio abitato dell’Emisfero Australe.

 

Si tratta, a conti fatti, di una risorsa turistica dal valore inestimabile, come le Piramidi di Giza, il Colosseo, la Torre Eiffel o il deserto del Sahara.

 

Il confine abitato più meridionale del mondo, a cento chilometri da Capo Horn e alle soglie del Continente Antartico, affacciato sul Polo Sud, rappresenta ogni anno la meta agognata di milioni di turisti di frontiera che, attirati dall’alone mistico di un limite geografico posto idealmente come una piattaforma tettonica sulle soglie del nulla, si spingono fino alle propaggini estreme del continente SudAmericano.

 

Un’occasione imperdibile per incrementare il turismo e impinguare le casse dello Stato, come sanno bene gli Argentini, che detengono il primato turistico con la loro pubblicizzatissima cittadina di confine Ushuaia, denominata la Fin del Mundo, dove tutto è etichettato e promozionato come il più Australe o Estremo del Mondo, dalle specialità gastronomiche ai cappellini, dalle sciarpe agli autonoleggi, dal trenino locale al museo e all’antico carcere.

 

Tutto qui è il Più Meridionale, il Più Estremo, il Più Australe, e i roboanti cartelli con la scritta Fine del Mondo sono appiciccati quasi dappertutto, con le colorite indicazioni della distanza in chilometri tra questo luogo “ultimo” e le principali capitali mondiali, dinanzi alle quali nessun turista sa esimersi dal farsi convenientemente immortalare.

 

Eppure, geograficamente parlando, il primato rivendicato da Ushuaia di presidio urbano più Australe del Mondo, andrebbe contestato dai Cileni, che vantano di fatto, la cittadina posta ancora più a Sud, di poco più vicina al Continente Antartico, situata sull’Isola di Navarino sulla sponda sud del Canale omonimo, denominata Puerto Williams.

Il fatto è che Puerto Williams non è propriamente una città, ma un piccolo villaggio di appena duemila anime, sorto attorno alla base navale e al presidio militare, mentre Ushuaia vanta quasi 50.000 abitanti.

Oltre c’è solo il canale interoceanico, le rotte che furono di Magellano e di Darwin, la roccia solitaria di Capo Horn, dove gli oceani Atlantico e Pacifico si incontrano gemendo in un selvaggio furoreggiare di spuma biancastra, e l’abbagliante distesa dei ghiacci dell’Antardide.

 

Sabina Marchesi