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Elisabetta I e Maria Tudor

Alla morte di Enrico VIII, dopo la temporanea reggenza di Edoardo VI, salì al trono la sorellastra di Elisabetta, Maria Tudor, detta la Cattolica, figlia di Caterina d’Aragona e legittima erede al trono.

Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, Elisabetta I fu in realtà figlia illegittima, in quanto il Re, all’epoca della sua nascita, era ancora legalmente sposato con Caterina d’Aragona. Come la Regina Vittoria anche Elisabetta non era destinata a regnare, e non sarebbe mai dovuta salire al trono, tanto che fu educata normalmente, ben lontana dalla vita frenetica della corte.

 

Alla morte di Enrico VIII, dopo la temporanea reggenza di Edoardo VI, salì al trono la sorellastra di Elisabetta, Maria Tudor, detta la Cattolica, figlia di Caterina d’Aragona e legittima erede al trono.

Sotto il suo breve regno l’Inghilterra conobbe uno dei periodi più foschi della storia, a causa delle terribili e sanguinose repressioni religiose attuate dalla nuova sovrana, denominata in seguito, per questo motivo, Maria la Sanguinaria.

 

Il fatto è che negli anni in cui Caterina d’Aragona fu ripudiata da Enrico VIII, inasprito dagli eccessori rigori moralistici della consorte, e dalla mancanza di un erede maschio, Maria e la madre vissero duramente, sempre in bilico tra la vita e la morte, praticamente in esilio, allontanate dalla corte e in balia del volere di un sovrano che andava facendosi sempre più instabile e inasprito, che cambiava moglie continuamente, condannandone diverse alla ghigliottina per Alto tradimento. Ricordiamo che dopo Caterina d’Aragona Enrico VIII ebbe altre sei mogli nel volgere di pochi anni, tutte ripudiate, morte spontaneamente, o condannate al patibolo, come toccò in sorte anche a Anna Bolena, la madre di Elisabetta.

 

Indurita dunque dalle privazioni e dalle mutate condizioni di vita, per uno stato di cose di cui ella non aveva alcuna colpa, Maria visse gli anni migliori della sua vita praticamente reclusa, vittima di una madre fortemente ascetica e troppo religiosa.

 

Quando, inaspettatamente, già avanti negli anni, fu incoronata Regina, forse il suo intelletto non era del tutto stabile, e la terribile campagna  di epurazione religiosa che seguì alla sua investitura fu probabilmente la conseguenza dell’improvvisa ebbrezza del potere.

 

Ora, finalmente, era Regina e nessuno avrebbe più potuto dirle quello che doveva fare o quello che doveva pensare, anzi era lei che era in grado di imporre il suo volere al mondo. Così decise che l’Inghilterra doveva essere cattolica, visto che proprio il protentestatesimo aveva consentito a suo padre, il Re, di ripudiare moglie e figlia, per dedicarsi alle giovani amanti che poi eleggeva  a legittime consorti. E agì di conseguenza.

 

Dopo aver combattutto ferocemente i protestanti con ogni mezzo e in tutto il Regno, Maria la Cattolica si dedicò alla ricerca di un marito, e impalmò il Re di Spagna Filippo II, non accettando però nemmeno minimamente di condividere con lui il potere.

 

Filippo II allora ripiegò sul suo regno, la Spagna, e si limitò a compiere brevi e fugacissime visite “coniugali” per adempiere al suo dovere e mettere al mondo un erede che, in definitiva, prima o poi avrebbe posto sul trono d’Inghilterra una progenie spagnola unificando in pratica, se pur con una generazione di distanza rispetto ai sui progetti, i due massimi potentati europei.

 

Ma le cose non andarono secondo il suo disegno.

 

Presto Maria la Cattolica rimase incinta, ingrossando a vista d’occhio sotto gli occhi compiaciuti della corte che auspicava vivamente un erede e, possibilmente, un erede maschio e in salute.

 

Ma l’epoca del parto non arrivava mai, i mesi passavano e Maria oltre ad aumentare di volume sempre più visibilmente, nonostante i vestiti che avrebbero dovuto occultare la gravidanza come era in uso all’epoca, andava facendosi sempre più strana.

 

Alla fine le levatrici reali, non sapendo proprio più cosa fare, dopo un concilio con i medici, decisero, anche in assenza di sintomi, di far ritirare la regina nelle stanze del parto, perché il tempo era ormai trascorso, mentre Filippo II si apprestava a rientrare per essere testimone del lieto evento.

 

Non ci fu nessun annuncio ufficiale di una nuova nascita, le campane non suonarono a festa, nessun erede venne a rallegrare la corte. Dopo un tempo infinito le stanze del parto si riaprirono e nessuno sapeva più cosa fare. I mesi stabiliti erano ormai trascorsi e ampiamente superati, e ancora non vi era alcuna traccia di un parto imminente, Maria continuava a ingrossarsi e dava in escandenze. Nell’impotenza generale sarebbe morta, preda di terribili dolori, di lì a poco tempo.

 

Gli storici successivamente poterono ricostruire che morì a seguito di un tumore allo stomaco, o forse intestinale, ovviamente impossibile da diagnosticare per l’epoca, e che i sintomi della malattia furono scambiati dalle levatrici e dai medici di corte per una possibile gravidanza.

 

Filippo II fu costretto a ritirarsi in terra di Spagna, secondo le leggi dinastiche avrebbe potuto regnare solo per conservare la reggenza a un erede, anche se in fasce. In assenza di una progenie il matrimonio d’interesse tra Spagna e Inghilterra non aveva recato alcun frutto e la sua situazione era stata riportata allo Status Quo. Filippo Re di Spagna e il Trono d’Inghilterra, ancora una volta, vacante e senza candidati legittimi.

 

Era destinata a succedere a Maria Tudor e a ereditare lo scettro del potere, secondo i disegni della Storia, la sua sorellastra Elisabetta, figlia, illegittima  a rigor di logica, di Anna Bolena e di Enrico VIII.

 

Ma la strada che condusse al potere questa illuminata sovrana, non fu priva di ostacoli, vedendola passare, come in un lampo, dalla segregazione alla Torre di Londra direttamente al Trono di uno dei Regni più potenti della Terra.

 

L’unica regnante capace, dopo la Regina Vittoria, di dare il suo nome a un’epoca e di imprimere una spinta irrefrenabile all’affermazione dell’Inghilterra, ai cui supremi interessi dedicò tutta la sua vita, giaceva infatti nelle stanze più buie della Torre, in attesa di una condanna a morte che poteva giungere da un giorno all’altro, quando improvvisamente i mutamenti e le evoluzioni della Storia la posero sul Trono d’Inghilterra, facendone uno dei personaggi storici più amati e rispettati di tutti i tempi.

 

Sabina Marchesi