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Francesco Cinque

Il nostro esperto di Cinema Classico, autore, scrittore, appassionato di fumetti, con un passato di collaborazione in una nota agenzia letteraria, leggete la presentazione del suo prossimo romanzo.

Ho 45 anni e sono napoletano. Scrivo narrativa da diversi anni con fortuna insufficiente (soprattutto gialli o fantastico, inteso come genere in cui accadono fatti portentosi, non spiegabili con la ragione, che alterano il corso normale delle cose). Sono stato legato a una conosciuta agenzia letteraria romana, ma il sodalizio non ha avuto i frutti che entrambi le parti speravano (il solo ricordo positivo di quell’esperienza è un commento del figlio della direttrice dell’agenzia, il quale dichiarò, senz’altro eccedendo in elogi immeritati nei miei confronti, che il mio stile di scrittura gli ricordava quello di Stephen King). Ho letto molti manuali di scrittura creativa, alcuni li ho imparati quasi a memoria. L’ultimo romanzo che ho scritto si chiama La quarta storia ed è come si suol dire in cerca di editore. E’ un giallo noir ambientato a Napoli, con trama complicata e molti colpi di scena, dominato da una storia pubblicata su internet che sembra anticipare il futuro un po’ come succedeva nei vecchi film di René Clair. Per qualche assurda ragione finora detestavo ambientare le mie storie a Napoli, mentre dal mio ultimo romanzo mi piace farlo. E per qualche altra ragione ancora più assurda penso che il mio cambio di idea sull’ambientazione prima o poi mi darà le soddisfazioni letterarie finora sfuggitemi.

Le mie passioni? Tante. Ho amato e amo i fumetti della Marvel che collezionavo da ragazzo, e spesso mi sono piaciuti i film di recente tratti da quelle storie (tra l’altro per un breve periodo ho anche fatto il disegnatore di fumetti). Ho adorato addirittura il cinema classico, specie quello hollywoodiano in bianco e nero, specie quello che aveva come attori gente denominata Cary Grant, James Stewart o Katharine Hepburn o registi chiamati Billy Wilder o John Ford.

In passato avevo un vezzo. Compravo romanzoni ponderosi (per lo più di argomento storico) possibilmente intorno alle mille pagine. Il fatto di pagarli quanto un romanzo normale mi rendeva felice come uno che compra una macchina usata spendendo la metà del suo valore reale. Sono orgoglioso di aver letto quasi tutti i romanzoni ponderosi, anche se forse oggi non ne sarei più capace.