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36 QUAI DES ORFEVRES

Dal collega Guida Sceneggiatura la splendida recensione di un poliziesco da manuale. A cura di Heiko Caimi.

36 QUAI DES ORFEVRES
di Olivier Marchal

recensione

Regia di Olivier Marchal.
Con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu, André Dussollier, Roschdy Zem, Valeria Golino, Daniel Duval, Francis Renaud.
colore, 110 min.
FRA, 2004

Parigi. Da alcuni mesi una banda di malviventi opera in totale impunità commettendo crimini di efferata violenza. Il direttore della polizia giudiziaria ha detto a chiare lettere ai suoi due più diretti collaboratori che ci riuscirà a sgominare la banda prenderà il suo posto. I due, un tempo grandi amici, sono ormai lontani su tutto, separati per sempre dalla vita, dal lavoro, dai loro uomini e dall’amore per la stessa donna. Ormai tra i due grandi poliziotti è guerra aperta. Senza esclusione di colpi.

Sembra la trama di un film d’azione, o di un classico poliziesco alla “Affari sporchi”, ma non ci troviamo, in realtà, di fronte ad una pellicola di genere. Del “polar” solca la tradizione, ma questa pellicola dell’ex-poliziotto Olivier Marchal travalica i limiti apparenti imposti dal cinema di genere e ci propone una pellicola dove in primo piano ci sono sempre gli esseri umani, con i loro difetti, con le loro passioni, con la loro umanità.

La storia è semiautobiografica, ed è dedicata dal regista al capitano Dominique Loiseau, morto in un conflitto a fuoco nel 1989, e della cui squadra Marchal faceva parte. Una testimonianza in diretta, quasi una versione dei fatti, nella quale i volti scavati di Ateuil e Depardieu ci narrano tutta l’umanità anche delle scelte sbagliate, ce la fanno vivere, ce la fanno sentire.

Heiko Caimi

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