Questo sito contribuisce alla audience di

Agenzia Letteraria T&Z Servizi di Valutazione Inediti

Rossano Trentin della Trentin e Zantedeschi risponde per noi alle domande sul mercato editoriale italiano e sulle opportunità riservate agli autori esordienti.

 

Una breve storia della Vostra Agenzia Letteraria e della sua collocazione sul mercato italiano.

La nascita di T&Z è recente ma il nostro staff è attivo da tempo nel campo dell’editoria e del cinema. Il nuovo marchio sancisce una partnership di lunga data tra il sottoscritto Rossano Trentin e Massimiliano Zantedeschi e altro non è che la naturale evoluzione delle esperienze maturate in altri progetti.

 

Quali sono al momento i Vostri punti di forza?

T&Z è un progetto a sé ma rientra all’interno del grande calderone di Kadhai:Lab, laboratorio di idee in evoluzione per il cinema, la televisione e l’editoria (Kadhai significa calderone appunto).

L’idea è quella di creare una forte commistione fra generi e forme di espressione artistica. Scrittura e cinema sopratutto. Il nostro punto di forza è l’interdisciplinarità.

Oggi più che mai chi scrive deve essere eclettico e pronto al confronto.

Ci piace pensare che ogni singola storia possa avere varie sfaccettature per arrivare ad un pubblico sempre più vasto ed esigente.

 

 

Parlateci di una iniziativa cui volete dare il massimo risalto, e alla quale tenete molto.

Due sostanzialmente: Scuderia Kadhai:Lab che prevede l’inserimento di alcuni registi e sceneggiatori di grande talento all’interno del portfolio autori T&Z. E un’ambiziosa apertura ai mercati esteri. Mercati di confine.

Nulla è improvvisato, il nostro modello è il mondo letterario anglosassone.

 

 

DOMANDE SPECIFICHE SUI VOSTRI RAPPORTI CON GLI AUTORI ESORDIENTI E SULLO STATO DELL’EDITORIA IN ITALIA

 

I Vostri servizi per gli autori esordienti?

Scouting e valutazione degli inediti prima di tutto. Cerchiamo progetti di qualità. Ma ci occupiamo anche di consulenza contrattuale e assistenza tecnica. Più nello specifico teniamo molto al lavoro di editing. Prima di agenti siamo editor. Dietro ad ogni libro c’è un accurato lavoro di riscrittura, una forte sinergia scrittore/editor.

 

Un esordiente come deve presentarVi un manoscritto?

Saggio o romanzo in formato cartaceo, esclusivamente cartaceo. Rilegato e numerato. Una sinossi o un riassunto dell’opera. Un CV letterario.

 

Come può orientarsi un esordiente nella selezione delle agenzie letterarie a cui inviare il proprio lavoro?

In Italia il settore è in grande fermento. In linea di massima un autore dovrebbe diffidare di chi fa troppe promesse di pubblicazione, in tempi brevi. Lavorare con un agente e un editor significa lavorare in equipe per selezionare il materiale migliore da proporre ad un editore. Per questo ci vuole tempo.

 

Vi sentite di indicare qualcosa di particolare a un emergente circa la revisione dei suoi testi?

Raymond Carver arrivava anche a 30 stesure diverse per un singolo racconto. Un autore dovrebbe inviare in lettura il materiale dopo minimo tre stesure. E sono ancora poche… Questo è un limite, in parte comprensibile, di molti scrittori esordienti. Talvolta la voglia di pubblicare è tanta e riceviamo manoscritti che a malapena sono stati riletti.

 

Quando è il momento per un autore esordiente di spedire la sua opera alle agenzie letterarie o agli editori?

Ripeto, non prima della terza stesura e un adeguato “periodo di riposo” del testo. Se si tratta di racconti brevi anche qualcuna di più…

 

Ritenete che sia fondata l’utilità dei corsi di scrittura?

Scrittori si nasce, non si diventa. Ma la scrittura è comunque propedeutica. Si può frequentare un corso di scrittura anche per diventare buoni lettori.

 

E il ruolo delle Agenzie Letterarie nel panorama editoriale italiano quale è? Quali sono i servizi che offrite e in che maniera vengono espletati, c’è da firmare un contratto, da consultare un tariffario, vengono garantiti dei risultati?

Come ho già avuto modo di dire il numero delle agenzie letterarie in Italia è in grande aumento. Questo non significa che autori ed editori siano sempre preparati ad interagire con un agente. Le case editrici più importanti sono ben disposte a prendere in considerazione testi sottoposti ad una selezione. Diversa la questione se si tratta di piccoli editori.

Noi, oltre ai servizi di cui sopra, offriamo editing e rappresentanza.

L’editing è necessario per istaurare un primo contatto con gli autori che intendiamo rappresentare. Il ”talento” è importante ma noi non rappresentiamo manoscritti, rappresentiamo scrittori. Variabili quali la disponibilità e la capacità di lavorare in gruppo sono decisive. Così come la pazienza. Tanta.

Ogni servizio che proponiamo è regolato da un accordo nero su bianco. Alcuni servizi sono gratuiti, altri a pagamento, altri su percentuale.

Non mettiamo sotto contratto autori prima di essere certi della qualità del manoscritto e del successo della nostra intermediazione presso l’editore e, di solito, le nostre aspettative vengono soddisfatte.

 

 

Cosa consigliereste di leggere a un autore esordiente per migliorare la sua formazione?

I classici prima di tutto:  dalla letteratura greca antica fino al romanzo ottocentesco. Passando per Shakespeare. Impossibile essere buoni scrittori senza una base classica.E poi Pavese, Calvino, Pasolini e Tondelli. E molta letteratura contemporanea, è necessario conoscere il mercato attuale. Lo scrittore deve essere soprattutto un grande lettore. Attento, Analitico.

 

 

Domanda cruciale: Scrittori si nasce o si diventa? In breve quanto conta il talento di base rispetto a quanto si può eventualmente acquisire in seguito a livello di tecnica?

Come ho già detto scrittori si nasce. Ma i veri talenti sono rari. Scrivendo s’impara. Si migliora.
 

Si dice che l’aver vinto dei concorsi letterari a volte sia un’arma a doppio taglio nei confronti delle case editrici. E’ vero? Insomma, giova o gioca a sfavore?

Semplicemente non sono una variabile che prendiamo in considerazione.

 

Tra centinaia di manoscritti che una casa editrice esamina, quali sono i particolari che possono significare la differenza?  Un testo inviato tramite un’Agenzia Letteraria ha maggiori possibilità di essere favorevolmente accettato?

Un testo ‘’sponsorizzato” da un’agenzia ha sicuramente una corsia preferenziale per la lettura. Poi i fattori che intervengono sono molteplici.

C’è bisogno di una buona storia, una struttura che regga e uno stile personale. Nulla di nuovo quindi.

 

 

Ultimamente quali sono gli autori esordienti sui quali avete deciso di investire particolarmente?

Francesca Battistella è una garanzia. Corrado Peli ha debuttato da poco in libreria, un narratore di razza. Zoe D’amaro è una sceneggiatrice e una regista di talento. Ora siamo al lavoro per definire il portfolio 2006/2007.

 

E il risultato che avete ottenuto in questi casi è stato rispondente alle Vostre aspettative?

In linea di massima sì, ma siamo esigenti e ogni piccolo traguardo raggiunto è uno stimolo per migliorare. Ora tra i nostri obiettivi primari c’è il mercato straniero.

 

Quali sono le modalità per inviare un manoscritto alla Vostra agenzia letteraria?

Saggio o romanzo in formato cartaceo. Esclusivamente cartaceo. Rilegato e numerato.  Una sinossi o un riassunto dell’opera. Un CV letterario. Per gli esordienti.

Per chi ha già pubblicato. Ben inteso non a pagamento. Basta un CV letterario, una presentazione delle opere pubblicate (e con chi ) e un resoconto delle vendite.

 

Quante persone si occupano della lettura dei materiali pervenuti in redazione e che procedure seguono per l’esame, la valutazione e il responso finale?

Abbiamo un comitato di lettura esterno che si occupa della prima lettura. Poi in base alla scheda ogni manoscritto viene sottoposto al vaglio della redazione, degli editor.

 

La Vostra posizione sul fenomeno oramai tanto diffuso della Pubblicazione con Contributo o a Pagamento?

Non lavoriamo con case editrici che chiedono contributi di edizione. Che poi esistano è una realtà. L’offerta si adegua alla domanda. Tanti scrittori. Tanti editori. Alcuni improvvisati.  Dipende da quello che offrono in cambio. Solitamente poco, a parte la stampa.Nulla toglie che vi siano piccoli editori di qualità.

 

Una volta deciso di investire su un particolare autore, quali sono i meccanismi di promozione che adottate per incentivare l’iniziativa?

Un lungo lavoro di preparazione. Editing, proposal. Poi si passa all’editore. S’individua quello più adatto e si inizia l’intermediazione.

 

Vincolate a Voi un autore qualora decideste di rappresentarlo? E per quanto tempo?

Sì, per due anni. Il minimo per una programmazione adeguata. Molti autori ci scambiano per ”postini”. Il gioco è molto più complicato.

 

I vostri servizi sono a pagamento, oppure richiedete una percentuale sugli introiti?

La promozione (rappresentanza) è gratuita, viene trattenuta una percentuale una volta firmato il contratto di edizione. Come da prassi.

Altri servizi sono a pagamento. L’editing per esempio.

 

Quale può essere una buona tiratura per un romanzo di esordio di un autore italiano?

Dipende dal libro, dal target e dalla casa editrice. Tolti i pochi “casi editoriali”,  le vendite medie di un libro si aggirano sulle 2000/2500 copie. Anche meno. Fate voi…

 

E dopo che cosa succede?

Il successo dipende da tanti fattori, talvolta casuali. Serve una buona promozione; se ci sono i soldi con una furba campagna promozionale si ottengono grandi risultati.

 

Rimane ancora vero che il sogno di ogni editore è quello di creare un autore, e dunque un nuovo fenomeno editoriale?

Si, ma i sogni sono sogni. Alla base ci deve essere la voglia di fare una letteratura di qualità. Nulla di più.

 

Parliamo di percentuali, su centinaia di manoscritti inviati a una casa editrice quanti sono ragionevolmente proponibili e quanti di quelli accettabili giungono poi alla pubblicazione? Insomma su che numeri viaggia la selezione di un nuovo autore? I nostri lettori sospettano che la probabilità di riuscire sia paragonabile alla vincita dell’Enalotto, è davvero così? E in questo caso le Agenzie Letterarie operano una scrematura, o accettano di rappresentare tutti?

Ad una prima lettura il materiale idoneo alla pubblicazione non supera l’1%. Un buon editing aumenta la percentuale. In linea di massima per arrivare alla pubblicazione conta il talento, il libro giusto proposto all’editore giusto e un po’ di fortuna. Quella non guasta mai.

 

Non dovreste essere Voi a cercare gli autori, e non essere viceversa sottoposti da questi ultimi a un costante ed asfissiante corteggiamento?

Infatti. Lo facciamo.

 

Come fa un autore a sapere che sorte ha avuto il suo manoscritto inviato in lettura presso di Voi?

Riceve una scheda di valutazione in circa 60 giorni. Se ha fretta esiste una modalità prioritaria. 15 giorni lavorativi. Rispondiamo a tutti.

 

Investimento sul libro ma soprattutto sull’autore, quale sono le modalità che applicate e le forze che mettete in campo per motivare un buon autore a rimanere nella Vostra scuderia? In poche parole i Vostri meccanismi di fidelizzazione.

Facciamo capire all’autore che serve pazienza e voglia di lavorare. Il rapporto è sì professionale ma è necessario  istaurare un rapporto di reciproca fiducia. Ogni libro ha bisogno di tanto lavoro.

 

Un’agenzia letteraria serve a rappresentare un autore anche dopo che ha conseguito il successo o serve solo per lanciarlo?

Noi siamo più propensi a creare una scuderia. L’affiatamento porta al miglioramento.

 

In Italia il ruolo dell’agenzia letteraria è molto diverso da quello rivestito ad esempio negli Stati Uniti, a cosa è dovuto?

Questione di tempo.

 

Le vecchie e nuove collane editoriali dedicate al genere Giallo, Thriller e Noir, con qualche coraggiosa puntata verso il genere Horror, si stanno rivelando una scelta vincente.Quali sono i motivi di questo fenomeno di pubblico?

La gente vuole evasione, intrattenimento. L’azione, la paura hanno ragioni profonde ma anche semplici. In una vita di routine una scossa fa bene.

 

Anche nella letteratura come in ogni altro genere di cose si assiste spesso a fenomeni di corsi e ricorsi storici in cui i riflussi di tendenze precedenti continuano a influenzare fortemente il mercato, è questo il motivo del prolificare di tutti i generi Mistery, Detection, Procedural, Techno e Legal Thriller?

Probabilmente, ma attenzione, le mode passano.

Un monito agli autori: Non vi avvicinate ad un genere perché vende e va di moda. Se tutti scrivono thriller diventa sempre più difficile pubblicare. Il mercato si satura.

Oltretutto spesso ci si trova di fronte a manoscritti molto deboli dal punto di vista tecnico. La scrittura di genere necessita di grandi ricerche. 

 

Si dice che anche al Cinema il crescente favore che il pubblico riserva a pellicole inquietanti e terrorifiche sia dovuto al bisogno che la gente ha di provare comunque emozioni forti, per scuotersi dalla noia e dalla ripetitività ciclica del nostro attuale stile di vita. Siete d’accordo? E’ allora questa la molla che attira i lettori verso gli scaffali Horror e Noir delle librerie?

Assolutamente sì.

 

E’ vero che gli appassionati del genere Giallo e Noir costituiscono una sorta di mondo parallelo? Una specie di mercato di nicchia dalle insospettabili proporzioni?

Oramai non più. Basta guardare le classifiche di vendita. il genere è oramai sdoganato.

 

Dicono che il Giallo, con la sua logica rassicurante e matematica, e il Noir, con la sua fredda e impietosa introspezione psicologica, siano in realtà due facce della stessa medaglia che rappresenta efficacemente in fondo la nostra vita reale di tutti i giorni. Allora è questa la vera spiegazione della vitalità tutto sommato insospettata di questo intramontabile genere?

Indubbiamente. Un buon mix tra intrattenimento e voglia di esplorare quel lato oscuro che fa parte di ognuno di noi.

 

I migliori fenomeni letterari del momento in questo particolare genere letterario?

Riparliamone fra dieci anni. Ma cito due autori dal debutto non propriamente noir: B.E Ellis (leggete Glamorama, folle e perfetta struttura  a scatole cinesi) e Alex Garland (Black Dog).

 

E i mostri sacri che non cesseranno mai di rappresentare un costante punto di riferimento e di comparazione?

Christie, Simenson, Ellroy, Montalban… per esempio.

 

E infine Voi in persona, cosa preferite leggere?

I buoni libri. Il genere conta poco. Shakespeare, Virginia Woolf, Flaubert. Tra i contemporanei McEwan, il miglior scrittore vivente.

 

Perchè un’agenzia letteraria come la Vostra? Qual’è la sua collocazione attuale?

Per offrire uno strumento di supporto valido a tutti quegli scrittori emergenti talvolta persi nella confusione del mondo editoriale italiano.

 

Le collane editoriali in genere sono qualcosa di misteriosissimo, difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. A volte non è facile differenziare le case editrici in base alla tipologia di pubblicazione da loro trattata. Credo che sia proprio per questo che sia utile rivolgersi a un’Agenzia Letteraria, che come organizzazione inserita nel settore dovrebbe sapere già a priori a quali case editrici proporre un determinato testo, o uno specifico autore, con un maggior numero di possibilità di successo. E’ veramente così?

Attraverso di noi c’è un’accurata programmazione. L’autore da solo procede alla cieca. Per inesperienza e anche per la fretta di pubblicare a tutti i costi. Spesso sbaglia, ignorando i difficili meccanismi del mondo dell’editoria. Nel caso di un’esordiente, quasi sempre.

 

Si assiste costantemente a un continuo prolificare di case editrici altamente specializzate su una tematicità specifica, giova differenziarsi o è solo fonte di una sterile settorizzazione in un campo dove francamente l’informazione stenta a volte a farsi strada? Qual è la vostra impressione in proposito?

E’ un processo naturale. Succede lo stesso anche in campo televisivo con le piattaforme digitali. La specializzazione è un bene.

 

Come spiegate il grande successo editoriale delle opere allegate in vendita in edicola con quotidiani e periodici settimanali? Forse la gente ha paura di entrare in una libreria?

No, colpa dei giornali che vendono poco e sono costretti ad allegare gadget per qualche copia in più. Alcuni usano libri, altri un pareo alla moda. Business. Chi legge va in libreria. Se poi trova un libro in allegato al giornale ben venga. L’importante è che l’oggetto libro resti tale.

 

Parlando delle basse medie di lettura del nostro paese, si assiste invece a un forte incremento degli aspiranti scrittori, forse perché è più facile essere un abile scrittore che un buon lettore?

E’ molto più difficile essere bravi lettori. Se ci fossero lettori più attenti e preparati avremmo meno scrittori mediocri.

 

Diceva Oscar Wilde che non esistono libri “buoni” e libri “cattivi” ma molto più semplicemente libri scritti “male” o scritti “bene”. Fondamentalmente è una grande verità, ma ancora assistiamo al fenomeno, francamente preoccupante per il nostro panorama letterario, di assoluti sconosciuti scrittori “famosi” in qualche altro campo che si cimentano con la scrittura.  Al di là degli indiscussi ritorni economici dovuti a una sensazionale campagna promozionale, come si può ragionevolmente ritenere che comici, attori, calciatori, cantanti e uomini politici si possano cimentare validamente con la scrittura? E’ come se un meccanico decidesse di emulare Rembrandt, tanto per fare un esempio, senza mai essersi cimentato prima con un’analoga esperienza artistica. Però in cambio questi ultimi non hanno certo bisogno di ricorrere ai servigi di una buona agenzia letteraria.

Mettiamo in chiaro una cosa, la letteratura è cultura ma anche business. La qualità è indispensabile ma è anacronistico  pensare che oggi gli editori non facciano i loro interessi. Una casa editrice è un’impresa, ha bilanci e fatturati. Vendite limitate portano a studiare delle alternative. Se un comico assicura introiti perché rinunciare a quest’opportunità. Del resto c’è la possibilità di scegliere, giusto? Nessuno ci obbliga a comprare certi libri. Un editore pubblica il prodotto commerciale ma anche prodotti di qualità. Il successo dei primi permette la pubblicazione di opere più di nicchia.

Per quanto riguarda le agenzie letterarie. Un’agenzia cura gli interessi degli autori. E’ indispensabile per lanciare un autore ma anche per assisterlo nel resto della sua carriera. Il mondo anglosassone insegna. Il successo di alcuni grandi scrittori è merito anche di ottimi agenti.

 

L’ultimo rapporto italiano sulla lettura dipinge il nostro paese come un grosso animale indolente e pigro, da che cosa deriva secondo Voi questo fenomeno? Colpa delle scuole, della cultura, dell’educazione, della mancanza delle istituzioni o delle strutture che non riescono a sostenere come dovrebbero e a incrementare la lettura nell’età scolare?

I sondaggi lasciano il tempo che trovano. Un po’ è colpa della scuola, un po’ è il segno dei tempi. Si corre troppo e la lettura necessita di tempo. E calma, Ma i buoni lettori ci sono. Pochi ma ci sono.

 

Un cenno sugli autori che avete contribuito a lanciare, sulle Vostre “scoperte” editoriali, sulle scommesse “vincenti” che avete intrapreso nei confronti del mercato editoriale italiano, e sulle case editrici con le quali collaborate più strettamente.

Battistella, Peli, Garbarini. Ora guardiamo al futuro, con alcuni autori stiamo lavorando a progetti particolari. Per quanto riguarda gli editori, prendiamo in considerazioni tutti quelli che assicurano serietà e professionalità. Cerchiamo di programmare la scelta dell’editore in base al target, al genere, alle potenzialità del manoscritto.

 

Il lettore italiano è un animale evoluto, o una fragile creatura inerme in balia delle manovre politiche ed economiche del Merchandasing?

Un lettore un po’ troppo influenzabile dai media. Ma anche questo è un segno dei tempi.

 

E infine in breve di cosa ha bisogno oggi il mondo editoriale per rinnovarsi e incontrare i favori del pubblico?

Di un po’ più di coraggio. Da parte di chi scrive, di chi pubblica e di chi legge.

 

Cosa si aspetta infine oggi un autore da una Agenzia Letteraria?

Bella domanda. Di pubblicare purtroppo. Normale, certo, ma non quando ci scambiano per editori. Il grande difetto degli scrittori emergenti è credere che scrivere sia facile. Bisogna lavorare sodo.

Quello che cerchiamo di far capire ai nostri autori è che prima di tutto è necessario migliorare, mettersi in gioco. Rischiare. Un libro buttato giù di fretta, con poche e disattente stesure non è un libro.

 

E ce ne sono di poco affidabili? Come può un autore districarsi nella scelta?

Ce ne sono di improvvisate. Questo sì. Serve grande preparazione e studio del settore. Un consiglio per gli autori: fidatevi degli agenti e degli editor che non vi parlano troppo di pubblicazioni e soldi facili.

 

Rossano Trentin

 

Trentin e Zantedeschi

agenzia letteraria e di servizi editoriali

c/o Kadhailab Comunicazione

via Monte Verena, 11

Piovene Rocchette 36013

Vicenza ITALIA

Tel/Fax +39 0445 550731 Sito internet:

Spett.le Agenzia Letteraria

 

Questa che state ricevendo è una richiesta di intervista da parte di SuperEva che sarà pubblicata nell’ambito di uno Speciale delle Guide dedicato alle Case Editrici e alle Agenzie Letterarie Italiane.

 

Cordiali saluti,

 

Sabina Marchesi

Guida Giallo Noir

http://guide.supereva.com/giallo_e_noir

Con la collaborazione di Guida Case Editrici

 

INTRODUZIONE

 

Una breve storia della Vostra Agenzia Letteraria e della sua collocazione sul mercato italiano.

La nascita di T&Z è recente ma il nostro staff è attivo da tempo nel campo dell’editoria e del cinema. Il nuovo marchio sancisce una partnership di lunga data tra il sottoscritto Rossano Trentin e Massimiliano Zantedeschi e altro non è che la naturale evoluzione delle esperienze maturate in altri progetti.

 

Quali sono al momento i Vostri punti di forza?

T&Z è un progetto a sé ma rientra all’interno del grande calderone di Kadhai:Lab, laboratorio di idee in evoluzione per il cinema, la televisione e l’editoria (Kadhai significa calderone appunto).

L’idea è quella di creare una forte commistione fra generi e forme di espressione artistica. Scrittura e cinema sopratutto. Il nostro punto di forza è l’interdisciplinarità.

Oggi più che mai chi scrive deve essere eclettico e pronto al confronto.

Ci piace pensare che ogni singola storia possa avere varie sfaccettature per arrivare ad un pubblico sempre più vasto ed esigente.

 

 

Parlateci di una iniziativa cui volete dare il massimo risalto, e alla quale tenete molto.

Due sostanzialmente: Scuderia Kadhai:Lab che prevede l’inserimento di alcuni registi e sceneggiatori di grande talento all’interno del portfolio autori T&Z. E un’ambiziosa apertura ai mercati esteri. Mercati di confine.

Nulla è improvvisato, il nostro modello è il mondo letterario anglosassone.

 

 

DOMANDE SPECIFICHE SUI VOSTRI RAPPORTI CON GLI AUTORI ESORDIENTI E SULLO STATO DELL’EDITORIA IN ITALIA

 

I Vostri servizi per gli autori esordienti?

Scouting e valutazione degli inediti prima di tutto. Cerchiamo progetti di qualità. Ma ci occupiamo anche di consulenza contrattuale e assistenza tecnica. Più nello specifico teniamo molto al lavoro di editing. Prima di agenti siamo editor. Dietro ad ogni libro c’è un accurato lavoro di riscrittura, una forte sinergia scrittore/editor.

 

Un esordiente come deve presentarVi un manoscritto?

Saggio o romanzo in formato cartaceo, esclusivamente cartaceo. Rilegato e numerato. Una sinossi o un riassunto dell’opera. Un CV letterario.

 

Come può orientarsi un esordiente nella selezione delle agenzie letterarie a cui inviare il proprio lavoro?

In Italia il settore è in grande fermento. In linea di massima un autore dovrebbe diffidare di chi fa troppe promesse di pubblicazione, in tempi brevi. Lavorare con un agente e un editor significa lavorare in equipe per selezionare il materiale migliore da proporre ad un editore. Per questo ci vuole tempo.

 

Vi sentite di indicare qualcosa di particolare a un emergente circa la revisione dei suoi testi?

Raymond Carver arrivava anche a 30 stesure diverse per un singolo racconto. Un autore dovrebbe inviare in lettura il materiale dopo minimo tre stesure. E sono ancora poche… Questo è un limite, in parte comprensibile, di molti scrittori esordienti. Talvolta la voglia di pubblicare è tanta e riceviamo manoscritti che a malapena sono stati riletti.