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Hawley Harvey Crippen

Harvey Crippen nasce nel Michigan nell’anno 1862. Studia odontoiatria e diventa medico. Come tutti i dottori fa praticantato presso il pronto soccorso di un ospedale.È un bell’uomo, fine, distinto, elegante, rispondente ai canoni di bellezza dell’epoca.

Quando passa per i corridoi dell’ospedale tutte le infermiere lo guardano, fa colpo anche sulle pazienti, porta grandi baffi a manubrio, indossa il camice, cammina sicuro, ha un tocco deciso ma dolce, un tono sommesso, appare serio, competente, affidabile.

Un giorno incontra Cora, che in realtà si chiama Kunegonde Mackametzi, e ne resta colpito.

Cora torna più volte al Pronto Soccorso, è giovane, esuberante, florida e rubiconda, veste bene, si atteggia a grande artista, racconta di essere un cantante lirica.

Ben consapevole dell’effetto che fa sul Dottor Crippen intensifica le visite, lo seduce, si fa corteggiare, tanto fa e tanto dice che alla fine riesce a farsi sposare.

Si trasferiscono a New York dove Crippen prende impiego presso un importante stabilimento farmaceutico, Cora è ben contenta del nuovo status sociale, è moglie di un medico, ha una casa elegante, bei vestiti, gioielli, cappelli e pellicce.

Ma sogna sempre di diventare una grande artista, cosa che non è, e in realtà non è mai stata, nonostante quello che ha potuto far credere a Crippen.

Tra l’altro presto i coniugi Crippen scoprono che Cora non può concepire dei figli, quindi fatalmente ben presto, appena stanca della novità, della casa, del trasferimento e del nuovo ambiente sociale, la donna appunta tutti i suoi desideri e le sue speranze sulla propria, presunta, carriera artistica.

Vuole diventare la più grande cantante lirica del mondo, o quasi.

Crippen l’adora, letteralmente, non c’è nulla che non farebbe per lei. Il suo denaro serve per le lezioni di canto, per i cappelli ampi e sontuosi, per gli abiti eleganti, per le giacche bordate di zibellino, i lunghi cappotti, Cora veste come una regina e come tale si comporta.

Da New York si trasferiscono a Londra. Ancora una volta il cambiamento fa bene a Cora, che temporaneamente si distrae con altre occupazioni, l’arredamento della casa, le tende, un guardaroba nuovo, le recenti conoscenze, la frequentazioni dei quartieri alti.

Ma poi ricomincia, vuole diventare cantante di Music Hall o di Operetta, visto che il maestro di canto, piuttosto disperato, le ha detto che proprio non ha la stoffa per l’opera lirica.

Crippen non batte ciglio e imperterrito foraggia la reiterata passione della moglie, anzi, giunge perfino a corrompere e pagare profumatamente gli impresari perché le affidino delle particine, ma alla fine Cora canta solo in teatri di quart’ordine, in periferia, nel corso di operette di infima qualità e di nessunissimo successo.

Cora non è una cantante, e non lo sarà mai, e intanto Crippen ha perso tutto il suo patrimonio nel vano tentativo di accontentarla.

Lungi dall’essere riconoscente, quando Crippen torna al punto di partenza, e deve andare a cercarsi un altro lavoro perché è stato licenziato, Cora inizia a tradire il marito senza alcun ritegno e senza nemmeno cercare di tenerglielo nascosto.

Proprio quando Crippen comincia stentatamente a rendersi conto che ha speso invano la sua vita nel tentativo di soddisfare una donna che non lo ama e non lo ricompensa, nel suo orizzonte appare improvvisamente Ethel LeNeve.

Se Cora è florida, Ethel è esile e dimessa, tanto Cora è esuberante quanto Ethel è mansueta e ritrosa, per ogni capriccio di Cora c’è un timido sorriso di Ethel che vuole solo aiutare, alla pervicace durezza di Cora fa da contrappunto la dolce disponibilità di Ethel.

Ethel fa la stenodattilografa in uno studio, i suoi colleghi la chiamano “non molto bene grazie” perché si ammala sempre, è esile e emaciata, fragile e delicata.

Si innamorano perdutamente.

Ethel vede in Crippen un punto di riferimento, una figura paterna, cerca guida e protezione. Crippen trova in lei la dolcezza e la disponibilità, la cieca fiducia e la docilità che sua moglie non ha mai avuto.

Fatalmente, spronato da Cora che ancora chiede soldi per vestiti, pellicce e gioielli, Crippen decide di aprire uno studio dentistico mettendosi in proprio, e sceglie proprio Ethel come assistente di gabinetto.

A casa sua la vita è un inferno, non ha né amore, né stima, né rispetto, ma anzi viene quotidianamente bistrattato e tiranneggiato, a sua moglie non basta mai, vuole sempre di più, chiede, pretende e comanda, ordina e dispone.

Il distinto medico, il brillante professionista, la mattina prima di andare al lavoro è costretto a lucidare gli stivali dei pensionanti che la moglie ha preso per potersi pagare i gioielli e i suoi lussi.

Non poteva cadere più in basso.

Solo allo studio dentistico torna se stesso, il professionista stimato e rispettato, il dottore elegante e raffinato, il medico competente, serio ed affidabile, ci sa fare con la gente, ammalia le signore, offre garanzie e disponibilità, la sua clientela cresce, gli affari vanno bene.

Peccato che al termine della giornata, purtroppo, è costretto a tornare a casa. Ma sopravvive. In qualche modo.

Fino a che una sera a tutte le umiliazioni patite se ne aggiunge ancora una, che sarà l’ultima.

Rientrando a casa scopre sua moglie che impunemente nel loro talamo nuziale si intrattiene con l’amante, apparentemente Crippen non reagisce, non dice nemmeno una parola, ma, il 17 gennaio del 1910 acquisita 10 grammi di iosciamina, un veleno mortale, è un medico e sa quello che fa.

Dopo due giorni i vicini apprendono improvvisamente che sua moglie è dovuta partire, pare che sia andata addirittura in America per assistere un suo parente in punto di morte.

Strano, dicono tutti, Cora così ciarliera, così estrosa e comunicativa parte per andare fino in America e non dice niente a nessuno?

Fin qui però la cosa poteva ancora passare sottosilenzio se non fosse che Crippen impegna tutti i gioielli della moglie, tranne il più bello, un medaglione che ella indossava sempre, e che decide di regalare proprio ad Ethel.

Nemmeno un mese dopo Ethel si trasferisce a casa di Crippen, ormai sono ufficialmente amanti, la versione circa la temporanea assenza di Cora Crippen a questo punto cambia, ai vicini curiosi Crippen racconta che la moglie è morta, di polmonite, proprio mentre era in California.

Ma nonostante Cora fosse volubile e superficiale, pure aveva molti amici tra il vicinato, molti conoscevano così a fondo la sua natura e le sue abitudini da non trovare assolutamente credibile la versione ufficiale diramata dal marito circa la sua tanto improvvisa scomparsa. Viene avvisata la polizia.

A bussare alla porta per le indagini del caso è l’Ispettore Dew, davanti alle sue domande stringenti Crippen ancora cambia versione.

No, la moglie non è morta di polmonite, forse non è nemmeno andata in America, semplicemente è fuggita col suo amante, e lui, stimabile professionista, si è vergognato troppo per ammettere la verità coi suoi vicini, e poi uno scandalo del genere avrebbe anche potuto rovinargli la carriera.

Crippen parla con calma, da uomo a uomo, è certo che l’Ispettore comprenderà le sue ragioni, dice, se non è convinto può anche dare un occhiata in giro.

Apparentemente in casa è tutto a posto, niente segni di violenza, gli oggetti personali di Cora Crippen mancano davvero, sembrerebbe proprio che abbia fatto le valigie, in quella fase l’ispettore non può fare molto di più.

Successivamente però alcuni particolari riemergono nella sua memoria, qualcosa in quel colloquio non lo ha convinto del tutto, forse è meglio compiere un ulteriore sopralluogo, ma per legge bisogna avvisare il padrone di casa, visto che ancora ufficialmente non è incriminato di niente, e chiedere la sua autorizzazione in proposito.

Il dottore non fa una piega, ma prego venga pure, dice all’Ispettore, e intanto si prepara per la fuga.

Fatte le valigie, sistemati i conti in banca, ripara velocemente a Rotterdam, con la dolce Ethel, qui date le sue fattezze minute ha l’idea di farla travestire da ragazzo, stanno cercando una coppia, nessuno baderà a un padre che viaggia con il figlio adolescente.

Intanto a Londra l’Ispettore Walter Dew con i suoi agenti si reca all’appuntamento concordato, sono fermamente intenzionati, questa volta, a perquisire ogni locale, ma alla porta nessuno apre, al campanello nessuno risponde, i vicini dicono che Crippen si è allontanato con dei bagagli.

Gli agenti sfondano la porta, stavolta le ricerche sono a tappeto, finalmente in cantina Dew si trova davanti alla riserva di carbone, ammonticchiata sul pavimento, ordina di spalare, solleva il pavimento con un attizzatoio, e compie una macabra scoperta.

Ci sono dei resti umani là sotto, parti di un corpo sezionato, avvolti in un pigiama maschile.

Il mandato di cattura viene spiccato immediatamente sia per Crippen che per Ethel LeNeve.

Intanto Crippen con Ethel travestita da ragazzo, abiti maschili e capelli tagliati alla maschietta, sta per imbarcarsi sulla Montrose, destinazione Quebec, Canada. Là non c’è estradizione, saranno al sicuro.

Durante il lungo viaggio però alcuni membri dell’equipaggio cominciano a notare qualcosa di strano nel comportamento del Dr.Robinson che ufficialmente viaggia con il figlio.

Il ragazzo è strano, a tavola non dice una parola, tiene sempre il berretto calcato in testa, a coprirgli il volto, e quel cappello sembra maledettamente grande per la sua taglia.

Poi ha un’andatura ancheggiante, degli atteggiamenti sdolcinati, sono stati visti anche passeggiare sul ponte tenendosi la mano, certo sono padre e figlio, ma tuttavia il loro atteggiamento pare strano a molti.

La curiosità si infittisce, a bordo la vita di crociera è monotona, ogni occasione è buona per chiacchierare, si fanno anche scommesse, c’è chi parla di omosessualità latente, chi dice che il Dr. Robinson è un pervertito pederasta in vacanza col suo giovane amante finocchio.

Perfino il Comandante viene coinvolto, osserva i due dall’oblò, sul ponte di coperta, li scruta mentre sono a tavola, ospiti della sua mensa, poi tornato in cabina sfoglia pensoso la sua collezione di giornali, qualcosa si agita nella sua memoria, ha creduto di ricordare un dettaglio determinante, finché eccola lì, la foto del Dr.Crippen e di Ethel LeNeve, ufficialmente ricercati.

Con un po’ di fantasia e qualche ritocco ecco che i suoi due passeggeri potrebbero essere proprio loro, i sospetti omicidi, che con quel travestimento tentano di sottrarsi alla giustizia.

Parte un cablogramma per Scotland Yard.

E a Scotland Yard non dormono da piedi. L’Ispettore Dew sa che c’è un solo modo per fermare quei due, raggiungere la Montrose prima che approdi in Canada.

Chieste e ottenute le necessarie autorizzazioni salpa da Liverpool sul Laurentic, un piroscafo molto più veloce della Montrose.

In perfetto silenzio radio le due imbarcazioni si rincorrono sull’Oceano, a bordo della Montrose tutti hanno ricevuto l’ordine di non dare adito a scontri, di non mostrare sospetti, di tenere un comportamento impassibile, perfino sulla Laurentic nessuno sa niente, i poliziotti si sono imbarcati in incognito, temono una fuga di notizie, un collegamento radio tra le due navi, ogni precauzione possibile è stata presa.

Ma fuori dall’Oceano Atlantico il mondo sa, e assiste con il fiato sospeso all’inseguimento tra le due navi, i giornali commentano minuto per minuto la caccia a Crippen, vengono trasmessi comunicati aggiornati, itinerari, distanze e pronostici.

Alla fine il Laurentic raggiunge la Montrose, l’abborda e l’ispettore sale a bordo per arrestare Crippen. La caccia è finita, comincia il processo.

Riconosciuto colpevole di omicidio, anzi di uxoricidio, Hawley Harvey Crippen viene condannato a morte, ma fino all’ultimo si comporta come un vero gentiluomo.

Ethel LeNeve è innocente, non c’entra per nulla, non sapeva niente, è stato lui che l’ha coinvolta, è lui l’unico, il solo e il vero assassino.

L’opinione pubblica conferisce a Crippen l’etichetta di uomo d’onore, è vero, ha ucciso, si è macchiato di un crimine, ma è un gentiluomo, un perfetto gentleman inglese, mai consentirà che la creatura che ama venga anche solo contaminata dal sospetto.

Disposto a difendere Ethel fino alla fine Crippen tenta il suicidio ferendosi gravemente alla carotide con il vetro dei suoi occhiali, ma scampa alla morte solo per essere giustiziato tramite impiccagione il 22 novembre del 1910.

Dopo il processo la dolce e romantica Ethel LeNeve parte per New York, con i soldi che le ha lasciato per testamento Crippen. Quando decide di rifarsi una vita sceglie un uomo che somiglia a lui, e per tutta la vita dichiarerà di amarlo ancora.

Sabina Marchesi