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La Dura Storia di Aileen Wuornos

Quella di Aileen Wuornos, condannata per sei volte alla pena capitale, è una parabola discendente segnata da una serie di eventi che tutti indissolubilmente sembravano mirare alla sua completa distruzione, vittima di un destino infausto, dal quale nemmeno il migliore degli individui sarebbe potuto scampare, Aileen Wuornos non ha mai avuto una sola occasione per riscattarsi o per imprimere un corso diverso alla sua vita che già, fin dagli inizi, appariva segnata.

Nata il 29 Febbraio del 1956, viene abbandonata dalla madre quando ha solo un anno di vita.

La madre, semplicemente, esce dalla porta di casa dopo cena e non torna più.

La bimba crescerà con i nonni, fermamente convinti che essi siano i suoi genitori e che la madre fuggita sia in realtà sua sorella.

Al di là delle esperienze di vita devastanti che sicuramente ne segnarono profondamente il carattere, probabilmente nel sangue di Aileen scorreva comunque qualche insanabile alterazione genetica.

Il padre, Leo Pittman, che Aileen non ha mai conosciuto, era un individuo posseduto da manie sessuali devianti, sembra che costringesse la moglie Diana, la madre di Aileen, a rapporti sessuali molto intensi e ripetuti, arrivando anche a sei al giorno. Tuttavia l’abbandona senza un motivo valido e sei anni dopo viene arrestato perché accusato di aver stuprato due bambine in tenera età, di appena dieci anni, e addirittura di averne uccisa una terza.

La verità non si saprà mai perché si uccide in carcere, impiccandosi.

La diagnosi degli psichiatri che lo avevano visitato era di Paranoia e Schizofrenia.

Aileen così cresce sola con i nonni, convincendosi giorno per giorno che essi siano i suoi veri genitori, il nonno è un forte alcoolista e ha la fama anche lui di essere uno stupratore, la nonna, dedita anche lei all’alcool, sarà destinata presto a morire di cirrosi epatica.

Aileen e suo fratello Keith, di appena un anno più grande, vivono dunque in un ambiente oppressivo e malsano, non sarà mai chiaro se il nonno abbia o meno approfittato sessualmente della nipote, quel che si saprà per certo, attraverso le testimonianze degli insegnanti, è che i due fratelli vivevano senza affetto, sottoposti a percosse e punizioni corporali, e in carenza di un’alimentazione sufficiente, dipendendo dalla carità dei professori che spesso li sfamavano a scuola a loro spese.

Per sfuggire a questa situazione drammatica Aileen presto inizia a scappare di casa, a soli undici anni si rende conto che il sesso è una buona merce di scambio e si prostituisce nelle strade in cambio di un panino o di una coca cola. La sua fama è presto segnata, nessuno vuole farsi vedere con lei di giorno, ma in molti la cercano di notte per approfittare della sua disponibilità sessuale.

A questo punto costituire dei rapporti affettivi per Aileen è praticamente impossibile, bollata a vita con l’infamante etichetta di “puttana”, a scuola diviene asociale ed aggressiva, si dedica a praticare piccoli furti senza importanza, appropriandosi di ogni cosa bella che vede e che le piace. Il nonno un giorno la costringe a chiudersi con lui nella sauna e davanti ai suoi occhi uccide, affogandolo, un gattino che le aveva graffiato il viso.

A quattordici anni è già incinta, forse di uno dei suoi “clienti”, forse del nonno, o addirittura del fratello. Costretta, fortunatamente, a dare il suo bimbo in adozione quando fa rientro a casa assiste impotente alla morte della nonna, gravemente minata da anni di dedizione all’alcoolismo.

Nulla ormai la può distogliere o salvare dalla strada della prostituzione, che si accompagna a sporadici episodi di criminalità minore, Aileen continua a compiere furti ed è dipendente dagli stupefacenti.

Nel 1976 muore il nonno, suicidandosi, e subito dopo spira anche il fratello Keith, colpito da una forma mortale di cancro alla gola.

Questa è l’unica occasione per Aileen di interrompere la spirale perversa che legherà per sempre la sua vita al crimine, nello stesso anno in cui praticamente ha perso drammaticamente tutta la sua famiglia, ha una possibilità per redimersi, una sola, che tenterà di cogliere disperatamente e con tutte le sue forze.

Facendo l’autostop conosce Lewis Gratz Fell, è un uomo distinto, agiato, più che benestante, lui la fa salire sulla sua auto, è incuriosito da quella ragazza bionda dall’aria dura, lei ha solo vent’anni ma è già consumata dentro, i due si innamorano e si sposano. Ma il destino di Aileen ormai è segnato.

Il matrimonio dura meno di un mese, entro pochi giorni Aileen è di nuovo sulle strade a prostituirsi spesso in cambio di pochi dollari o di una consumazione al bar.

Aileen ormai vive sulla strada, periodicamente trova impiego in un motel, poi torna a prostituirsi, si sposta facendo l’autostop, compie piccoli furti, e ricomincia da capo.

Arrestata e condannata a tre anni per furti e piccole rapine sconta un anno di reclusione e poi viene liberata. In questa fase ancora si sarebbe potuta salvare se qualcuno degli psichiatri del carcere avesse colto i segnali di aiuto che disperatamente, col suo comportamento insensato, stava cercando di lanciare.

Rilasciata sulla parola incontra sulla sua strada Tyria Moore di 24 anni proveniente da una famiglia agiata e benestante. Anche lei orfana della madre in tenera età, vive sola con il padre a Daytona. Ha tendenze lesbiche ma le percepisce come una colpa perché è una fanatica osservante delle Sacre Scritture che tenta di applicare alla lettera.

Aileen si innamora di lei non appena la vede, diventano amanti la stessa notte in cui si sono conosciute. Alloggiano in un Motel, Aileen sparisce dal Lunedì al Venerdì, e poi torna da Tyria per spendere fino all’ultimo centesimo tutti i dollari che ha guadagnato durante la settimana.

Girano per i bar, fanno un tipo di vita dispendioso, alloggiano nei motel, presto Aileen abbandona il lavoro, che comunque integrava sempre con la prostituzione, e vive giorno per giorno fianco a fianco con Tyria, lei è il maschio della coppia, lei decide, lei comanda, lei porta a casa i soldi.

Presto nei Motel nessuno vuole più saperne di loro due, sono sporche, sono lesbiche, tutto il giorno a letto davanti alla televisione, mangiano e bevono a più non posso, presto ingrassano entrambe in maniera disgustosa, indulgono davanti agli altri avventori in espansioni amorose eclatanti di esibizionismo, Aileen diventa spesso violenta.

Alla fine vengono mandate via da ogni alloggio, nessuno è più disposto ad ospitarle, i soldi non bastano mai, si ubriacano continuamente e devono birra a fiumi, Aileen acquista una pistola e fa pratica nei boschi sparando alle lattine, ormai sono costrette a dormire all’aperto, devono rubare il cibo e solo raramente riescono a mettere un tetto sopra la testa.

La situazione diventa sempre più precaria, Aileen sente il terreno scivolarle via da sotto i piedi, Tyria sta diventando inquieta, Aileen sa che se non riesce a trovare abbastanza denaro per mantenerla perderà il suo ruolo dominante e dovrà rassegnarsi a vederla andar via.

La prima vittima viene ritrovata nel dicembre del 1989 in un bosco vicino a un’auto abbandonata, nei pressi di Daytona Beach. Si tratta di Richard Mallory, conosciuto per essere un frequentatore abituale di prostitute nella zona. Colpito quattro volte con una calibro 22, Mallory era stato rinchiuso per dieci anni in un istituto psichiatrico per violenza carnale.

È il primo delitto di Aileen.

Nel maggio del 1991 è la volta del camionista David Spears, il mezzo abbandonato sulla Florida Highway, il corpo denudato dell’uomo sessanta miglia più avanti, anch’egli freddato da una calibro 22. Sul luogo del delitto viene rinvenuto un capello biondo.

Cinque giorni dopo viene rinvenuto un altro cadavere, l’arma è sempre una calibro 22, ma ancora gli inquirenti non collegano gli omicidi.

La situazione resta immutata fino a quando Aileen e Tyria girovagando ubriache alla guida di un’auto hanno un incidente tale che le costringe ad abbandonare la vettura, prima di allontanarsi però Aileen asporta la targa, il gesto insospettisce Tyria che chiede spiegazioni fino a che Aileen è costretta a confessare, l’auto è stata rubata a una delle sue vittime, per la prima volta Aileen ammette con Tyria di aver ucciso.

Le manovre sospette attorno alla macchina coinvolta nell’incidente non passano però inosservate a un gruppo di testimoni che prontamente avvertono le forze dell’ordine.

Vengono predisposti degli identikit che gli inquirenti decidono di non diramare, almeno fino a quando la scoperta di altri tre cadaveri non giunge a far precipitare la situazione. A questo punto ovunque nel paese, sui giornali e sulla televisione, appaiono gli identikit di Aileen e Tyria, Tyria già stanca degli scatti d’ira e di violenza di Aileen ne approfitta per sparire.

Sarà lei incriminare definitivamente Aileen inducendola durante una telefonata, registrata, ad ammettere i suoi crimini. Ad Aileen arrestata in un bar vengono trovati indosso indizi compromettenti tra cui la chiave di un magazzino, dove erano nascosti indumenti ed oggetti di proprietà delle vittime.

L’arresto avviene l’8 Gennaio del 1991, al processo Aileen dichiarerà di aver ucciso solo per legittima difesa, ma non verrà creduta. Emerge che alla fine Aileen nella sua dura vita potrebbe avere avuto rapporti sessuali con oltre 250.000 uomini, il Pubblico Ministero sostiene la tesi di omicidio per rapina, le vittime sarebbero state tutte soppresse dopo essere state attirate nella trappola con l’esca della prostituzione, condotte in un luogo appartato e sottoposte a una sorta di esecuzione.

Il verdetto finale è di sei volte la condanna per la pena capitale, uno dei verdetti più duri mai emessi contro una donna negli Stati Uniti, Aileen acclama la sentenza dichiarandosi più che disposta ad essere giustiziata pur di scomparire dalla faccia della Terra e da quel mondo devastante che in vita sua aveva conosciuto.

Sabina Marchesi