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Stati del Nord contro Lindy e Michael Chamberlain

Il 17 Agosto del 1980 l’Australia è scossa da un delitto sanguinoso ed efferato che genererà uno degli errori giudiziari più clamorosi della storia. Coinvolti i coniugi Lindy e Michael Chamberlain, vittima la piccola Azaria, la loro terzogenita, di appena dieci mesi d’età.

Siamo nella torrida estate del 1980, quando la famiglia Chamberlain al gran completo lascia la sua abitazione nel Queensland del Nord, presso la città di Mount Isa, per compiere un giro naturalistico nell’Australia Centrale.

Durante il viaggio fanno sosta in quella che è considerata, a livello turistico, praticamente una tappa obbligata e si accampano nella suggestiva zona di Ayers Rock.

La sera dopo scompare dalla loro tenda la loro bambina più piccola e i coniugi Chamberlain vengono accusati del delitto, nonostante il mancato ritrovamento del corpicino, a tutt’oggi ancora disperso.

Denominata Uluru nella lingua indigena, Ayers Rock è una particolarissima località contraddistinta dalla presenza di un enorme monolite di colore rosso oro che domina su tutta la zona.

All’epoca dei fatti, Michael Chamberlain era un pastore della Chiesa Avventizia del Settimo Giorno e la fede religiosa dei coniugi sarà destinata ad avere un peso notevole durante il processo, giungendo ad influenzare perfino l’emissione del verdetto e il pronunciamento generale dell’opinione pubblica.

Al processo, iniziato sui giornali prima ancora che in aula, si mormorerà a lungo sul significato simbolico di quel particolare monolite, sull’accezione esatta del nome “Azaria” imposto alla bimba scomparsa e più in generale sulle presunte tendenze di follia religiosa dei Chamberlain.

Su tutto peserà, inquietante, l’ombra del recente caso di suicidio di massa di Jonestown, avvenuto appena due anni prima.

In ogni caso, appena giunti sul posto i Chamberlain, come dei normali villeggianti, montano la tenda e passano tranquillamente la notte. Il giorno successivo Michael con i due figli più grandicelli, Aidan, il maschio, di 6 anni, e Reagan di 4 anni, si arrampicano sulla suggestiva altura di Ayers Rock, mentre Lindy e la piccola Azaria si avventurano nella zona di Fertility Cave.

Risale a quello stesso giorno l’ultima foto di Lindy con la figlioletta, ancora viva.

Giunta la sera, dopo il tramonto, la piccola Azaria scomparirà dalla tenda in cui dormiva, presumibilmente rapita dalle fauci ingorde di un dingo, uno di quei cani della prateria che tanto sono tipici di quelle zone e che somigliano vagamente ai coyotes.

In seguito la stessa Lindy, ed altri campeggiatori interrogati sul luogo, racconteranno di aver visto nei giorni precedenti dei dingo avvicinarsi pericolosamente alle tende, all’accampamento e perfino al bivacco accanto al fuoco.

Resterà un mistero però come mai nessuno, nonostante gli inquietanti avvistamenti, avesse dato alcun segno di preoccupazione o timore, almeno fino alla sparizione della bambina.

Fino a quel momento, del resto, va anche detto che nessun caso di aggressione nei confronti dell’uomo era mai stato reso noto, e che tutti erano abituati a considerare i dingo come animali innocui, lasciati liberi di scorazzare nella zona, loro habitat naturale, visto che si accontentavano generalmente di cibarsi degli avanzi lasciati dai turisti.

Al processo tuttavia deporrà sfavorevolmente la dichiarazione della stessa Lindy che, a cose fatte, raccontò come, quello stesso pomeriggio, durante la sua passeggiata a Fertility Cave avesse visto un dingo che la fissava insistentemente ponendo particolare attenzione verso la bambina che ella teneva in braccio.

Tutte le mamme d’Australia si chiesero cosa avrebbero fatto loro al posto di Lindy.

Sarebbero forse tornate al bivacco accanto al fuoco a chiaccherare piacevolmente del più o del meno, dopo aver deposto la loro piccola creatura a dormire in una tenda aperta, senza alcun riparo dalla notte e dalle aggressione degli animali selvatici che non un sottile lembo di tessuto ed una zip?

Eppure questo fu proprio quello che Lindy Chamberlain fece in quella notte infausta.

I segnali di allarme, invece, a quanto pare, c’erano stati e come.

Al calar della sera, Lindy e suo marito sono accanto al fuoco assieme agli altri cammpeggiatori, una delle donne si alza per andare a buttare gli avanzi nella spazzatura, e tornando racconta di essere stata seguita dall’ombra di un quadrupede, probabilmente un dingo.

In seguito lo stesso Chamberlain vede uno degli animali aggirarsi nelle vicinanze del bivacco, tanto che gli lancia un boccone di pane, aspramente redarguito da Lindy che lo invita a non incorraggiare quegli animali ad avvicinarsi troppo.

Eppure nonostante questo, Lindy, che teneva la piccola Azaria addormentata tra le braccia, poco dopo si alza e la va a deporre nella tenda, a fianco di Reagan, che già dormiva, per poi tornare tranquillamente davanti al fuoco assieme agli altri campeggiatori.

Non molto più tardi, si alza di nuovo, affermando di aver udito un pianto infantile e si avvicina alla tenda, da dove presto giunge alle orecchie dei villeggianti un disperato grido di allarme.

Tutti accorrono prontamente ma non possono far altro che constatare l’inevitabile, la bimba è scomparsa, tracce confuse indicano il passaggio di un animale. Un dingo ha preso Azaria e l’ha portata via con sé.

Da qui in poi il comportamento dei coniugi Chamberlain si fa sempre più equivoco o quanto meno atipico.

La reazione degli astanti è praticamente immediata, subito si organizza una catena di oltre trecento persone che in formazione a ventaglio perlustrano metodicamente la zona alla ricerca di una pista.

Ma i Chamberlain nemmeno partecipano alle ricerche, sono sicuri, senza alcun motivo apparente, che la bimba è già morta e si aggirano per il campeggio salmodiando frasi incomprensibili sulla volontà del Signore, ostentando una rassegnazione e un fatalismo talmente improbabili da apparire subito sospetti.

Secondo i testimoni addirittura Michael, inopinatamente, dichiara che è tutto inutile, tanto “A quest’ora sarà morta” e subito dopo aggiunge, insensatamente, come se le cose fossero in qualche modo collegate, “Io sono un ministro del Vangelo”.

Il primo poliziotto a intervenire sulla scena del crimine è Frank Morris, che provvede a illuminare l’interno della tenda e scorge delle impronte di sangue su uno dei materassini. A suo dire in effetti delle impronte di zampe partivano dall’ingresso e si allontavano verso la strada sterrata dove finivano per confondersi del tutto con i solchi lasciati dalle autovetture.

Intanto anche il piccolo Aiden, di appena quattro anni, ha già chiara dentro di sé la triste fine della sorellina tanto che dice a una delle donne che lo assistono, “Il dingo ha la nostra sorellina nella pancia”.

Lo squadrone di turisti, organizzato in formazione compatta, nel volgere di qualche ora appena batte tutto il territorio alla disperata ricerca della bimba, seguendo tracce e sentieri, fino a che uno di loro, allontanatosi dal gruppo, richiama l’attenzione degli investigatori su una serie di impronte rinvenute lungo un sentiero sabbioso.

Liberamente interpretate le tracce sembrano denunciare il passaggio di un quadrupede della taglia di un dingo, che poteva aver sostato in quel punto per mettere a terra un fagotto portato tra le fauci, per poi proseguire dopo averlo ripreso in bocca.

La depressione ritrovata sul terreno avrebbe potuto facilmente corrispondere all’impronta lasciata da un tessuto, ma i rilievi in tal senso non furono mai veramente conclusivi.

Presto il pregiudizio nei confronti dei Chamberlain comincia a crescere, aggravato dal comportamento decisamente anomalo tenuto dai coniugi nelle primissime ore dopo i fatti.

Quando infatti, come un sol uomo, almeno trecento campeggiatori, aiutati dagli investigatori, cercavano disperatamente e contro ogni speranza le tracce di Azaria, erano invece gli stessi genitori gli unici a rimanere passivi e inerti, come se fossero, per qualche strana ragione, già fatalmente rassegnati alla sua misera fine.

Sapevano forse qualcosa di cui gli investigatori erano all’oscuro?

Sabina Marchesi

Guida Giallo Noir

Segue con: Il Mistero di Ayers Rock