
LA CASA DEL PRIORE
I vaccini nuocciono alla salute?
Davvero esistono individui predisposti ai danni da vaccinazione?
Qualcuno è in grado di identificarli?
Quale imprevedibile segreto si nasconde dietro la crociata del professor Demetrio Regis contro uno dei più grandi successi della medicina?
Il dottor Ivano Divizia e la sua assistente Fiorella Bracco si trovano coinvolti nelle vicende del Progetto HLA, una colossale operazione di ricerca genetica che da Imperia dilaga a macchia d’olio in tutta Italia, fino a sconvolgere l’opinione pubblica e il mondo scientifico.
Protagonista silenzioso di avvenimenti sempre più inquietanti è “La Casa del Priore”, l’esclusivo ristorante di Andora ospitato in una canonica benedettina del XV secolo. L’inquietante costruzione è animata di volontà propria. Chiunque ne varchi la soglia, soccombe al suo richiamo ipnotico.
_____________________________________________________________________________
D - La ditta Lanteri&Luini nasce nel 2003, quando Maurizio è già un autore pubblicato – un thriller ambientato nel mondo delle chatline e pubblicato nel 2001, a seguire un racconto noir tra i vincitori di Cuore di Tenebra 2003. Dove vi incontrate?
Lilli – Su un sito letterario per esordienti. Io nei panni nei panni dell’autrice di belle speranze, che affida il suo primo romanzo al parere di un lettore anonimo. E Maurizio in quelli del critico.
D – Gli sei piaciuta, ovviamente.
Lilli – Stendiamo un velo pietoso. Un commento al vetriolo.
Maurizio – Mi è piaciuta tantissimo, invece. Le ho dato un paio di dritte amichevoli.
D –Chi ha avuto l’idea di scrivere insieme?
Maurizio – Io. Da tempo mi intrigava un’idea. La storia di un uomo e di una donna, una storia a tinte forti, raccontata in prima persona da entrambi i personaggi, ciascuno dal suo particolare punto di vista e con le proprie emozioni. Fino a quel momento non si era mai presentata l’occasione, cioè la collega giusta con cui provare.
D – E così avete iniziato. Ma come si scrive a quattro mani?
Lilli - Siamo partiti scrivendoci lunghe e-mail, creando una situazione di partenza. Due personaggi di cui sapevamo pochissimo. Poi abbiamo iniziato: ognuno di noi due scriveva il capitolo successivo reagendo a quel che aveva scritto l’altro nel precedente! Un continuo salto nel buio!
D – Quindi sempre via e mail.
Maurizio – In estate si è aggiunto il telefonino. Ero in Corsica per vacanza e non mi riusciva di collegarmi Sms e lunghe telefonate sulla spiaggia. Centinaia di turisti mi hanno preso per pazzo e, al ritorno in Italia, la Tim ci ha fatto un regalo.
Lilli – Il tutto più o meno per sei mesi, finché abbiamo finito la prima stesura. Poi ci siamo conosciuti di persona, a Natale. In quei giorni – quando si dice non far riposare mai il cervello – abbiamo concepito La Casa del Priore, che è poi il romanzo appena pubblicato. Un lavoro diverso, in cui abbiamo concordato un plot di base e su cui abbiamo lavorato insieme, anche se dividendoci i compiti di prima stesura. Maurizio ha seguito la parte scientifica e i personaggi maschili, io quella inerente il mondo dei media e i personaggi femminili. Ma era una divisione davvero molto labile e ce ne siamo resi conto strada facendo. Una specie di coperta di Linus, del tutto inutile. Infatti con il lavoro successivo l’abbiamo proprio superata.
D – Spiegate.
Lilli – Abbiamo scritto insieme un terzo romanzo, che ora riposa. 400 pagine, un progetto monumentale. Un poliziesco con un centinaio di personaggi, ambientato in Camargue. Qui non ci siamo divisi nemmeno i personaggi base. Vado avanti io, vai avanti tu, domani scrivo io, oggi scrivi tu. Naturalmente con una storia di questa portata non potevamo improvvisare, e quindi parlavamo tantissimo, per sms, per mail, per videoconferenza. Un passo alla volta. Mai il nostro orizzonte è andato oltre il capitolo che stavamo scrivendo e l’inizio del successivo. E infatti chi l’ha letto non ha mai immaginato ciò che sarebbe accaduto: per il semplice fatto che non lo sapevamo nemmeno noi. Questo modo di scrivere a quattro mani è molto difficile. Occorre avere molto in comune, conoscersi bene, e tanta convinzione.
D – Avete mai discusso, litigato?
Maurizio – Litigato proprio no. Discusso tantissimo. Ci siamo anche arenati un paio di volte. Ma se vuoi, se ci credi, se sei disponibile ad ascoltare e cercare, trovi sempre la soluzione ottimale. Non il compromesso, bada bene: di quello non ci accontentiamo. Molti ci chiedono se non perdiamo un sacco di tempo scrivendo in due, e la risposta è no. Perché dopo un po’ impari a non masturbarti con le parole. Sai quelle belle frasi che piacciono tanto a chi le scrive e uno se le legge e rilegge compiaciuto? Ecco, quasi sempre sono quelle che l’altro, appena gli arrivano, bolla con un “qui non si capisce una fava”. L’altro è il primo lettore implacabile e si impara.
D – Un vostro racconto ha vinto un concorso, mi risulta.
Lilli – Si, Triora Terra di Streghe. È una storia fosca ambientata nel dopoguerra. L’abbiamo scritta per sms! Cioè, ci siamo raccontati tutta la storia per sms, un pomeriggio. Poi l’abbiamo scritto, una decina di giorni dopo.
D – E adesso?
Maurizio – Adesso abbiamo per le mani un thriller o horror - non lo sappiamo ancora bene - a tre, forse quattro voci.

Sabina Marchesi








