
Il delitto di Cogne il fatto di cronaca nera più ricordato dagli italiani da http://canali.libero.it
Sondaggio
Sarà per le sue innumerevoli presenze in tv, sui giornali, e sui media in generale, l’attenzione sul caso Cogne è massima. L’assenza dell’arma del delitto, i sospetti, le perizie che non convincono e che spesso non combaciano, fanno sì che sia il giallo che mantiene più alto l’interesse nel nostro Paese. L’omicidio nella casetta isolata della Valle d’Aosta è la storia di cronaca nera più ricordata e che più appassiona.
Ad assicurare il tutto è un sondaggio effettuato da FoxCrime, il primo canale italiano dedicato al giallo e all’investigazione, in onda su Sky. Il campione degli intervistati è di 1.003 persone di età superiore ai 15 anni. Alla domanda “Quali sono i due delitti che più le sono rimasti in mente?”, oltre l’85 per cento parla dell’omicidio di Cogne. Quasi la metà, il 48 per cento ricorda quello, famossissmo, di Novi Ligure. Il 22 per cento gli omicidi del mostro di Firenze, il 17 per cento il delitto di Desirée Piovanelli a Leno e l’11 per cento il giallo, molto recente, dei coniugi Aldo e Luisa Donegani, fatti a pezzi in montagna nell’alta Val Camonica e di cui non sono ancora state trovate le teste.
Non solo. Tra gli assassini o i sospettati, c’è, per 8 italiani su 10, Anna Maria Franzoni, seguita dai giovani Erika e Omar (che confessarono l’omicidio della mamma della ragazza, Susy Cassini e del fratellino Gianluca), con il 55 per cento. Ultimo Pietro Pacciani, per un terzo del campione.
Il sondaggio ha mostrato una differenza di risposte tra uomini e donne. Anna Maria Franzoni e la coppia Erika-Omar sono ricordati più dalle donne, mentre Pietro Pacciani e Donato Bilancia (il killer delle prostitute in Liguria) sono ricordati da un numero maggiori uomini. E’, probabilmente, il segno che le donne ricordano maggiormente i delitti compiuti da donne e viceversa.
Si rileva dall’analisi anche l’interesse a volte morboso che gli italiani nutrono nei confronti dei fatti di cronaca nera (proprio come nei casi di Cogne, di Erika e Omar e di Donato Bilancia). La metà degli intervistati si dichiara molto o abbastanza interessato a programmi televisivi sull’argomento.
Tra i moventi che sarebbero alla base dei delitti, il 40 per cento degli intervistati ritiene che il motivo principale è il denaro, seguito dai conflitti familiari e dalla gelosia. La malattia mentale, invece, è il movente principale solo per 2 italiani su 10.

Sabina Marchesi








