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Le Opinioni dei Lettori sul Caso Cogne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento sui recenti articoli pubblicati nella Guida sul Caso Cogne.

COGNE l’altra verità…censurata
COGNE, STORIA DI UN DELITTO INVENTATO

Più che di giornalismo, sul caso Cogne parlerei di sciacallaggio mediatico.

In tanti si sono affannati a trovare l’assassino e in tantissimi hanno “ricamato” artatamente sulla Franzoni perché fa gola alla cronaca nera e ai salotti popolati da tuttologi e ballerine con tanto di plastico.

E’ uno sbaglio iniziale da cui non si riesce a tornare indietro.

La verità è che nessuno si è preso la briga di analizzare scientificamente gli atti che hanno determinato l’imputazione della Franzoni; tra questi c’è la perizia del Prof.Viglino che è stata contestata appunto da medici in un reality book scritto dalla giornalista e critico d’arte Maria Grazia Torri.

In questo libro, COGNE STORIA DI UN DELITTO INVENTATO, attualmente in fase di iter editoriale, quanti ne hanno titolo e diritto, ossia medici, contestano scientificamente le conclusioni cui giunge la perizia Viglino.

Dati medici quindi e non arrampicate su specchi come quelle di psicologi, criminologi, psichiatri e opinionisti.

La discussione su Cogne doveva appartenere a medici dall’inizio, specialmente neurochirurghi e traumatologi, che invece non sono stati mai consultati.

L’età del piccolo e i correlati stadi di conformazione e sviluppo osseo, l’aspetto e la topografia delle lesioni traumatiche (che in realtà sono solo due: frontale e occipitale), le convulsioni e l’emorragia subaracnoidea, l’ipertensione endocranica ed altri rilievi, possono sicuramente far concludere per la morte da cause naturali e non criminali.

Verità scomoda che non riesce a farsi strada neppure nella difesa, oltre che in tutti i maggiori quotidiani ed organi di informazione cui è stata, dall’autrice e/o dai medici interessati, comunicata.

Solo Matinee RAI 2 ha dato un flash peraltro incompleto; tra i quotidiani: la Prealpina, il Giornale, tra le riviste Grand Hotel per due numeri..

E’ una vergogna.

Siamo o no in una democrazia?

Ma un giornalista, prima di confezionare la sua verità, non dovrebbe forse fare un’inchiesta e valutare tutti gli aspetti del caso?

Ora che stiamo diffondendo su internet a tappeto la nostra verità cominciano ad apparire gli illuminati sul caso.

Sono due anni che tentiamo di sfondare un muro mediatico ma tutti hanno paura della verità; un settimanale come Gente, prima si dichiara disinteressato al fatto e poi continua a sfornare articoli free-climbing; l’ultimo il 19 ottobre.

E’ il colmo.

Col giornalismo in Italia siamo messi molto male, decisamente.

Quando leggerete il libro che un editore coraggioso (tra i tanti coinvolti.) deciderà a breve di pubblicare vi scandalizzerete davvero, e sarà ora.

Il silenzio è sempre colpevole!

Agnese Pozzi