La distribuzione dei libri è un impegno cruciale per una casa editrice. La prima considerazione che va fatta è che, come è noto, solo circa il 6% della popolazione adulta legge con una certa regolarità. Questo è un dato che dovrebbe far riflettere sul rapporto domanda e offerta. Un rapporto tra domanda e offerta a dir poco contraddittorio visto che si pubblicano circa 50.000 libri all’anno ( più di cento al giorno, compresi Natale e Pasqua ); di questi 50.000 libri, solo una piccola percentuale entra in libreria. Questo perché la distribuzione, proprio come accade negli altri ambiti, è gestita dai soliti oligopoli che impongono il loro potere. Basti pensare alla Mc Donalds dei libri italiani: la Mondadori che con i suoi libri riempie una buona parte degli scaffali.
Come altre volte ho sostenuto, l’editoria rispecchia la realtà sociale, è un campione rappresentativo del mondo in cui viviamo dove una minoranza della popolazione mondiale consuma la quasi totalità delle risorse lasciando a bocca asciutta tutti gli altri. Nell’editoria pochi marchi hanno monopolizzato le vendite a scapito di tante valide iniziative editoriali. Il problema si amplifica considerando che questi editori (che tra l’altro sono talmente potenti che possono usufruire anche delle loro catene libraie) sovente non danno importanza a ciò che vendono ma solo al ritorno economico, quindi sono disposti a pubblicare qualsiasi imbecille che va in televisione a fare qualcosa. Non importa cosa, l’importante che ci vada. Questa logica, tipica del nostro perverso sistema economico, danneggia la diffusione della cultura e di idee innovative. Danneggia i testi dei tanti autori esordienti di talento che sono preferiti al libro di ricette di Antonella Clerici. Purtroppo questa logica perversa nasce dal solito obiettivo di creare una massa ubbidiente che non pensi. Se andate in una libreria, a parte i soliti polpettoni americani, provate a cercare, ben riposto sugli scaffali, un libro che faccia riflettere. Non sarà facile visto che nei migliori dei casi è nascosto dal faccione di Bruno Vespa o dal seno rifatto di una show girl che ha “scritto” la sua biografia.
Molti librai, purtroppo, si sono adeguati a questa logica e non sono disposti a perdere uno spazio nello scaffale con dei libri meno vendibili. Perciò, a mio avviso, è importante creare una rete di librerie fiduciarie dove il rapporto con il libraio, in alcuni casi, è personale.
Purtroppo, circa il problema distribuzione, non tutti i piccoli editori sono sempre chiari con le aspettative (a volte smodate) degli autori. Anzi, sono bravi a gettar fumo negli occhi facendo promesse impossibili da mantenere, hanno imparato a far leva sul desiderio dei tanti autori esordienti di emergere.
Ricordo che anni fa, quando pubblicai il mio primo libro, l’editore mi ripeteva senza soluzione di continuità che i suoi testi si trovavano in tutte le Feltrinelli d’Italia, l’aveva scritto pure sul suo sito a caratteri cubitali. Per curiosità andai a chiedere alla Feltrinelli di Napoli dove mi dissero che non avevano mai sentito parlare di tale editore e non era neppure nel loro elenco al computer.
Il problema di certi editori, meglio dire tipografi, è che sputano un mare di fandonie. Una conoscente mi ha detto che ha scritto una mail ad un editore chiedendogli che doveva fare per pubblicare un libro con lui, il direttore editoriale rispose che occorrevano circa 3000 euro e il testo sarebbe entrato in una loro collana. Quando la ragazza gli fece notare che non l’aveva neanche letto, non rispose più. Capite qual è il problema? Il tizio non conosceva neppure il titolo, l’argomento del libro! Ciò significa che non l’avrebbe mai letto. Queste sono le nefandezze che vanno denunciate!
E’ comprensibile che un piccolo editore abbia difficoltà ad entrare con i propri testi in libreria, l’importante è essere cristallini con i propri autori. Cristallini dovrebbero essere anche i distributori, perché “entrare in libreria” significa che il libro sia visibile, perché se è nascosto a che serve? Il problema è che la maggior parte dei testi sono dietro agli scaffali o in deposito, solo in pochi preferiscono mettere in esposizione l’esordiente che ha scritto un buon romanzo o delle poesie a scapito del libro di barzellette di Totti
Ricordo che quando pubblicai il mio primo libro ( quello di prima ) lo portai da un libraio che lo mise pure in esposizione. Il giorno dopo, dopo aver composto il numero delle libreria, temendo di essere riconosciuto, con un dito mi tappai il naso e l’altro me lo ficcai in bocca con l’intento di distorcere la voce. Con la mia strana voce (una via di mezzo tra un cantante death metal e un deficiente) chiesi se avevano il mio libro. Sentii il commesso urlare a qualcuno il mio nome e il titolo, poi rispose non l’abbiamo mai sentito. Non sapevano neppure di averlo! Questi spiacevoli episodi possono accadere anche ad una piccola casa editrice. Ed è veramente triste per un povero libro scritto da un autore non famoso che già a fatica riesce ad entrare in libreria ed ad essere addirittura ben visibile, assistere alla scena di un lettore che entra nel negozio nominando il suo titolo e sentire poi dal libraio di non averlo. L’emozione di sentire il suo nome echeggiare nella libreria rispetto a quello dei soliti famosi colleghi svanisce all’improvviso, un dispiacere che gli fa più male di una famiglia di topi che gli mangiano il dorso. Il povero libro è a pochi centimetri che guarda rammaricato il lettore uscire dalla libreria, vorrebbe urlare ma gli unici suoni che sente sono le risate proveniente dal libro di Emilio Fede e Stephen King che lo deridono.
Noi di Edizioni Creativa oltre al potenziamento della distribuzione nelle librerie, di recente ci siamo affidati ad un distributore che si occupa della distribuzione nelle edicole ed uno che si occupa prevalentemente di biblioteche.
Un ruolo importante, sicuramente più meritocratico, lo svolge Internet. Le varie librerie virtuali sono un’occasione importante, con un lavoro intelligente e creativo e una pubblicità mirata si può ridurre il gap tra grandi e piccoli. Noi per esempio vendiamo bene anche tramite il nostro sito, per agevolare le vendite non facciamo pagare spese di spedizione. Gli acquisti sul web cresceranno in modo esponenziale, se oggi ogni secondo vengono comprati e venduti oggetti per un valore di 1000 euro, in futuro si ipotizza che questa cifra lieviterà. Ci auspichiamo che i libri venduti saranno una percentuale elevata.
Un’arma pubblicitaria è anche il bookcrossing, ogni libro pubblicato da Edizioni Creativa va in bookcrossing, l’estate scorsa ne abbiamo “liberati” complessivamente 101 ( La carica dei 101 ). E’ stato pure un nostro umile tentativo di contribuire all’amore per la lettura, perché tutto parte dal far comprendere la miniera d’oro che si cela dietro ogni buon libro. Pubblicare libri che facciano sognare, che siano creativi è il primo passo.
Gianluca Ferrara

Sabina Marchesi









Anteprima del commento