FANTOMAS di Marcel Allain e Pierre Souvestre

Un gentleman, “un uomo sulla quarantina, con uno smoking dal taglio irreprensibile, mani candide, molto curate, sobriamente ingioiellate di anelli e la barba tagliata a ventaglio”. A cura di Cinzia Ceriani

Folle, megalomane, soprannominato il genio del male per la crudeltà con cui firma i suoi crimini, ma davanti alla principessa Danidoff, nuda nella vasca da bagno, spegne pudicamente la luce prima di derubarla.

È lui il protagonista dei 32 romanzi scritti tra il febbraio 1911 e il settembre 1913 da Marcel Allain e Pierre Souvestre, abili, nel ricreare in Fantomas un personaggio spietato, acuto e dall’intelligenza diabolica in contrasto con quel lato educato e rispettoso della sua personalità. Agile nei travestimenti, Fantomas, è inafferrabile, l’incubo peggiore dell’ispettore Juve e dell’amico giornalista Jerome Fandor.

Numerose sono le traduzioni in altre lingue, le versioni cinematografiche, teatrali e fumettistiche; l’oscura immagine dell’uomo mascherato, grazie anche ad una recensione di Appollinaire che definisce Fantomas “un romanzo straordinario, pieno di vita ed immaginazione”, inizia a prendere piede nella poesia, (“dal trampolino fiabesco della mia ferocia, /io, Fantomas, mi lancio dal mio settimo piano […] / per mostrare quanti s’interessano a me / che un uomo chic porta sempre con sé dei biglietti da visita”), nella pittura e nei manichini esposti nelle vetrine dei negozi di sartoria con le fattezze di Renè Navarre, l’attore che lo impersona nei film di Feuillade.

Fantomas vive ormai di vita propria e si allontana dai suoi genitori letterari per sperimentarsi in un racconto di Joseph Capek del 1915, ambientato a Praga, mentre insegue, inseguito, Jack lo Squartatore.

Un Fantomas bianco vestito, alias Giorgio De Chirico, nasce nel 1918 dalla fervida fantasia di Filippo De Pisis. Raymond La Science, membro della banda criminale Bonnot, scrive una ballata sull’attentato all’anarchico Emile Henry ( “S’era creduto fosse Fantomas / ed era invece la lotta di classe”), mentre il vero Fantomas diventa il pensiero fisso del pittore belga Renè Magritte che lo rappresenta, nei suoi disegni, in tutti i modi possibili, con la muta da sub, angelo infernale o tracimante da un muro di mattoni rossi.

Da un punto di vista stilistico, invece, sono due i generi letterari coinvolti nella serie.

Il genere dei feuilletons, romanzi d’intrigo a puntate di origine parigina, e il genere poliziesco, ponte di collegamento con un altro mito, Arsenio Lupin, creato dallo scrittore Maurice Leblanc e per molti versi simile al personaggio di Marcel e Allain.

Tema centrale dell’intera narrazione è la follia.

Pareti che trasudano sangue, dentiere avvelenate, collane di perle pericolosamente avvolte al collo delle loro proprietarie, rasoi autosgozzanti , chiusura di buste da lettere corrette all’acido prussico e organizzazione del lavoro a tempo di record. Tre giorni per stabilire la scaletta, distribuzione a sorte dei capitoli, costruiti al dittafono ad uno ad uno, passaggio diretto alle dattilografe e, in ultimo, senza ulteriori revisioni da parte degli autori che restituiscono le bozze in due giorni, la tipografia.

Il 10 febbraio 1911 esce il primo romanzo di Pierre e Marcel. Inquietante, crudele e misterioso. Il personaggio principale, omonimo al titolo dell’opera, proprio per la sua natura in bilico tra un oscuro fantasma e l’incarnazione del male, affascinate ma al contempo ricco di suggestioni negative, cattura subito l’attenzione dei surrealisti, assertori della teoria secondo la quale è l’inconscio a dettare le modalità d’espressione, che riconoscono in lui “ l’orrore sublime”.

LA RINASCITA LETTERARIA

Può sembrare uno di quei personaggi caduti nei recessi polverosi della memoria, uno di quelli che, a poco meno di un secolo di distanza, è destinato a essere etichettato, davanti alle nuove generazioni, come uno dei tanti simboli di un’epoca passata, troppo lontana per riuscire a suscitare l’originale entusiasmo, ma Fantomas, al contrario, ce l’ha fatta di nuovo.

È fuggito dal suo asettico futuro, come fuggirebbe dal commissario Juve, impossessandosi delle pagine di “Fantomas. La vita plurale di un antieroe”, edito da Il Principe Costante e a cura di Monica Dall’Asta, docente presso il Dams dell’Università di Bologna.

Forte della collaborazione di scrittori importanti quali Valerio Evangelisti e Francis Lacassin, i poliedrici approcci del volume descrivono le caratteristiche essenziali del personaggio attraverso un quadro scientifico e documentato anche se questo non è l’unico scritto di carattere saggistico dedicato al genio del crimine.

Il primo a rendergli omaggio è Franco Riccomini che pubblica, nel 1979, un depliant, “ Fantomas, un mito”, sulla mostra organizzata dall’Azienda Autonoma di Turismo di Prato incentrata su una lunga serie di fotografie riguardanti lo stesso Fantomas.

Successiva appare la serie di 35 libri, edita da Mondadori dal marzo 1963 al gennaio 1966, in cui viene riproposto tutto il ciclo narrativo dei due scrittori francesi mantenendo le originarie caratteristiche e le tecniche editoriali de Il Giallo Mondadori e I Romanzi di Urania.

Nel capitolo iniziale del suo saggio, il prologo, Monica Dall’Asta, compie un minuzioso esame del personaggio e spiega i relativi cambiamenti narrativi, contenutistici, di sviluppo e approfondimento senza tralasciare l’attrazione esercitata sul movimento surrealista.

Seguono poi, i capitoli saggistici, o episodi, inerenti a scritti e pubblicazioni di altri autori e i capitoli di testo, chiamati intervalli, focalizzati sugli aspetti e le comparse di Fantomas al cinema, in tv e nei fumetti.

Impossibile, di fumetti parlando, non citare il dettagliato articolo di Enrico Fornaroli che mira allo stereotipo creato dal personaggio di Fantomas e della sua influenza sui giustizieri mascherati da sempre appartenenti al mondo del fumetto. Un’evidente dimostrazione ne è Diabolik, intrigante ladro gentil uomo suo erede da oltre quarant’anni.

Pierre Souvestre nasce a Parigi nel 1874 e, al contrario del suo compagno di scrittura, muore prematuramente nel 1914, un anno dopo i successi dei loro romanzi. Quando conosce Allain nel 1907 è già scrittore e giornalista affermato con alle spalle la stesura e la pubblicazione di una ben fornita storia dell’automobile, sua grande passione.

Con Marcel Allain, nato nel 1885 e morto dimenticato da tutti ma ricco nel 1969, scrive il romanzo a puntate “Le Rour” stampato dall’11 al 31 gennaio 1909. Il pubblico gradisce e si entusiasma e i due scrittori ottengono un enorme successo che decidono di prolungare con la serie di romanzi gialli dedicati a Fantomas.

BIBLIOGRFIA

“Fantomas” 1911

“Juve contro Fantomas” 1911

“L’assassino Cadavere” 1911

“L’agente segreto” 1911

“Un Illustre Prigioniero di Fantomas” 1911

“Il Poliziotto Criminale” 1911

“L’Impiccato di Londra” 1911

“La Figlia di Fantomas” 1911

“Taxi Notturno” 1911

“La Mano Severa” 1911

“L’Arresto di Fantomas” 1911

“Il Giudice Scassinatore” 1912

“Impiego all’Agenzia del Crimine” 1912

“La Morte di Juve” 1912

“Fandor Scomparso” 1912

“Il Matrimonio di Fantomas” 1912

“La Morte di Lady Beltham” 1912

“La Vespa Rossa” 1912

“Scarpe Letali” 1912

“Il Treno Scomparso” 1912

“L’Amore di un Principe” 1912

“Bouquet Mortale” 1912

“Il Fantino Mascherato” 1913

“La Bara Vuota” 1913

“La Regina Creatrice” 1913

“Il Cadavere Gigante” 1913

“Il Ladro D’oro” 1913

“Sangue in Serie” 1913

“L’Hotel del Crimine” 1913

“La Cravatta del Boia” 1913

“La Fine di Fantomas” 1913

Cinzia Ceriani

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