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Pizzo nero

Una chiacchierata in compagnia dell'ideatore della collana Pizzo Nero

Di origini emiliane, Gian Franco Borelli proviene da una grande tradizione editoriale, dalla Bietti di Milano alla Rusconi, dalla prima società di Remainders italiana fino alla Libreria Vincenzi di Modena, ancora una volta un primato per la più antica libreria in Italia e una delle più antiche del mondo, datata 1756. Quando fonda la Borelli Editore pubblica per Rizzoli Libri una collana di manuali gastronomici e una serie di libri illustrati per ragazzi.

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Dalla gastronomia all’erotismo il salto è grande ma non inconsulto. In fondo si tratta solo di indovinare e anticipare le richieste del pubblico, e, da sempre, le statistiche ci dicono che la maggior parte delle lettrici sono donne. Non è così?

Sì, la maggior parte delle nostre lettrici sono donne ma possiamo vantare anche un pubblico maschile di lettori. In effetti i nostri romanzi sono apprezzati da entrambe le metà del cielo.

Dunque oggi la Borelli con la sua collana Pizzo Nero si dedica quasi esclusivamente alla letteratura erotica “femminile” svolgendo un importante ruolo di “scouting” alla ricerca costante di sempre nuovi talenti. Un percorso denso di soddisfazioni ma forse non scevro di qualche ostacolo?

L’avventura che ho deciso di intraprendere, già da alcuni anni, vede come scenario principale l’Italia e quindi la mia collana deve fare i conti con tutti i limiti e i pregiudizi che ancora caratterizzano la nostra cultura.

Pizzo Nero pubblica romanzi erotici “per” le donne, ma soprattutto “scritti” dalle donne. Per meglio individuare il gusto delle lettrici, la Borelli decide di pubblicare in cinquemila copie un questionario, inserito nel fondo di ogni volume, i risultati sono sorprendenti e i media parlano di un nuovo “fenomeno culturale”. Improvvisamente si scopre, ma forse lei lo sapeva già, che le donne vogliono romanzi rosa meno sentimentali e più caldi, chiedono scene erotiche e più piccanti di quanto si poteva comunemente pensare. Un fermento sotterraneo che lei aveva in qualche modo anticipato o individuato?

Amo molto le donne e ne sono, oltre che un ammiratore, un profondo conoscitore.

Allo stesso tempo ho un grande rispetto per la sensibilità femminile.

Con Pizzo Nero ho seguito quindi le mie inclinazioni: ho preso sul serio le scrittrici e le lettrici e ho mostrato loro il rispetto che meritano.

E loro mi hanno ampliamente ricambiato con il successo regalato a Pizzo Nero.

Lo stesso questionario riproposto a cinque anni di distanza evidenzia ulteriori novità, le donne mostrano una crescente carica di aggressività, crescono le curiosità sado-maso, a fronte di un calo del romanticismo rispetto al rapporto fisico puro e semplice. E la letteratura, come è giusto che sia, si adegua. Ma i media come stanno reagendo a questo incremento della sessualità e dell’erotismo estremo?

Troppo spesso i media si limitano a sfruttare le tendenze del momento per rendere più appetibili i propri prodotti commerciali. Fortunatamente le donne però sono troppo intelligenti per cadere in certe trappole mentali. Oggi la donna sceglie ciò che desidera essere e finalmente ha conquistato il potere di esercitare al meglio tale scelta.

Insomma secondo lei non esiste il rischio che si possa creare un effetto boomerang e che la letteratura erotica finisca con l’essere demonizzata e relegata ancora una volta come fenomeno di terz’ordine?

Non finché le donne continueranno a raccontare l’eros come solo loro sanno fare

Dai questionari risulta che sono in aumento gli acquirenti uomini: un incremento del 10%. Vuol dire forse che anche gli uomini erano insoddisfatti di quello che offriva il mercato, finché non hanno scoperto Pizzo Nero?

La maggior parte degli uomini, probabilmente, legge i nostri romanzi, scritti esclusivamente da donne, proprio per imparare a conoscere meglio l’animo femminile.

Per noi uomini la donna resta il mistero più bello e più grande. Sempre.

Nessuna sorpresa invece per quanto riguarda il cosiddetto “target”, le lettrici di Pizzo Nero prevalentemente appartengono a un livello culturale medio alto, provengono da classi sociale agiate se non decisamente benestanti, con un reddito ben al di sopra della media nazionale. Dunque un tipo di donna che sa veramente quello che vuole?

Il potere è sempre stato nelle mani delle donne.

Oggi però, finalmente, le donne possono esercitarlo liberamente e non solo dietro le quinte.

Le donne allora finalmente senza problemi chiedono chiaramente letteratura erotica, e vogliono eroine in carriera, disinibite e soprattutto spregiudicate. Ma quando si va specificatamente incontro alle esigenze dei lettori non si rischia forse di calare di livello e di essere etichettati come letteratura di serie B? Lo stesso problema che ebbe il filone giallo per decenni relegato a puro fenomeno di letteratura popolare, al di là del comunque evidente successo di vendite.

Sul sito di Pizzo Nero si può leggere il primo capitolo di ogni libro che pubblichiamo. Basta sfogliare le diverse storie per rendersi conto che ognuna di esse rappresenta un gioiello unico ed originale.

Quello che colpisce ancora nel questionario è la crescente curiosità per il mondo sadomaso, le ambientazioni di alto livello, in deciso calo i conventi a favore di alberghi di lusso e castelli, e il periodo storico preferito che è in assoluto quello contemporaneo. Sembra quasi che le donne vogliano vivere con la fantasia situazioni reali, pratiche, e forse anche riproducibili. E’ un segno di franchezza ancor prima che di emancipazione?

Certo, una delle caratteristiche principali della donna è sempre stata il coraggio. Niente ipocrisie: la donna racconta apertamente ciò che desidera, con gli occhi e con le labbra. Basta saperla ascoltare.

Parliamo ora delle autrici, Silvia Rocca, che lavora come modella e scrive romanzi gialli e thriller ad alto contenuto erotico; Francesca Mazuccato, scrittrice, traduttrice e consulente editoriale con un passato di telefonista “hard” alle spalle; Alina Rizzi con il suo Amare Leon di cui Tinto Brass ha voluto i diritti per realizzarne un film; Teresa Giulietti che ora pubblica con Mondadori, Eugenia Romanelli con il suo disincantato e ironico Trop Model e poi addirittura un fugace contatto con Melissa P. ancora prima che pubblicasse con Fazi. Non ha proprio niente di cui lamentarsi, in fondo questa sua scommessa è stata davvero un successo. Ma chi le dà maggiori soddisfazioni? Il pubblico o la critica?

Non solo un successo editoriale ma anche una rottura degli schemi, per un paese dove l’erotismo è stato sempre inteso al maschile, una vera e propria rivendicazione insomma?

Pizzo Nero ha sicuramente il merito di aver dato, finalmente, voce a scrittrici piene di talento che meritavano la possibilità di esprimersi liberamente.

Dal Boccaccio all’Aretino, da D’Annunzio a Moravia, oggi invece la letteratura erotica è tutta al femminile, ma lei, ci risulta, ha nella sua prolifica scuderia anche coppie di autori miste. Un uomo e una donna allora possono essere complementari per una nuova forma di letteratura che soddisfi forse anche la nuova richiesta da parte del pubblico maschile?

Diciamo che può essere molto intrigante anche ascoltare un dialogo tra i due opposti protagonisti dell’eros.

A lei dunque non solo il vanto di aver colmato una evidente lacuna del mercato, di essersi accaparrato una schiera di lettrici fedelissime ed esigenti, ma anche quello di aver saputo coniugare efficacemente vendite e qualità, per romanzi di classe improntati a un erotismo raffinato, storie forti, controcorrente e coraggiose a firma di donne che spesso sono già firme note nel panorama letterario contemporaneo. Un bilancio decisamente positivo, proprio senza nessuna riserva?

La collana Pizzo Nero, per me, è stata fino ad ora un’avventura a dir poco entusiasmante e, ne sono certo, continuerà ad esserlo sempre.

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E ora anche gli uomini si avvicinano, perché in fondo, cosa c’è di più intrigante di questo, arrivare a conoscere, attraverso i libri, quello che di solito le donne non dicono? E pensare che dietro a questo piccolo miracolo editoriale, guarda caso, c’è proprio un uomo…

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