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ANNE RICE E I SUOI VAMPIRI

Molto è già stato detto su questa incredibile scrittrice e sui suoi sensuali vampiri. Chi ha avuto il piacere di leggere anche uno solo dei suoi libri non ha bisogno di ulteriori prove in merito alla bravura di questa scrittrice. Ma forse non può far male la lettura di questo interessante articolo di Alessandra Menegatti.

 

 

 

Temo, rimanga ancora al mondo qualche anima incurante del fascino misterioso che i vampiri hanno suscitato nei cuori di noi poveri mortali … e che mi auguro continueranno a suscitare nel futuro.

I vampiri della Rice sono diversi da tutti i miti che conoscevamo prima.  L’aglio non può ucciderli e nemmeno il famoso paletto nel cuore, riescono a vedere la loro immagine riflessa e amano immensamente la luce e il lusso. Ma probabilmente l’aspetto più inusuale di questa nuova generazione di vampiri è questa: hanno un’anima. I signori delle Tenebre soffrono, hanno desideri e sogni ma soprattutto amano. I libri della Rice sono costantemente impermeati di amore in tutte le sue possibili forme: amore per le  vittime, amore per la creazione e per la cultura, amore per la conoscenza (talvolta anche di Dio) e un amore sensuale, quasi fisico per i compagni eterni che si scelgono. Amore che  volte prende le sembianze di una dannazione eterna altre di un dolce ed erotico amplesso omosessuale. Molti dei personagi della Rice non badano al binomio uomo/donna e si divertono a confondere le carte in tavola quasi a voler dire che loro non sono corpi ma anime e  si sà, l’anima non ha sesso…

La Rice è stata definita spesso come una scrittrice horror ma ciò non corrisponde a verità. Anne (chiamiamola così, fra noi solo per oggi…) è così tremendamente dolce, soft e poetica da non poter essere classificata nell’ambito horror. Non ha la crudezza o l’efferatezza di King, per intenderci, e forse sarebbe il caso di creare un’altra definizione per lei. Una definizione che comprenda in se la sensualità con cui scrive; la profondità psicologica dei suoi personaggi che subiscono anche delle mutazioni interiori, che cambiano, che riflettono; l’azione e le trame sempre così ricche di avvenimenti, di personaggi nuovi, di luoghi trasformati sotto i nostri occhi da banali ad “eterni”.

Si! C’è anche il sangue e le morti cruente ma tutto è così deliziosamente incantevole …

Anne riesce a farci provare i sentimenti che lei vuole farci provare, riesce a trasportarci nel suo mondo e a cambiare le nostre percezioni.

Per me, non esisteranno mai altri vampiri che non siano Lestat, Louis, Claudia, Marius, Armand, …

Lei li ha creati ma non si è limitata a questo: li ha resi vivi! li ha resi immortali perché vivono nei nostri pensieri, nei nostri ricordi e oggi in queste pagine.

Lestat  è un piccolo demonietto, un Principe Viziato impulsivo che ama poco le regole e molto la ricchezza e l’immortalità. Si mette sempre nei guai ma la sua grande determinazione e il suo coraggio irriverente gli fanno superare tutto, lo iniziano ad altri saperi più grandi per poi fargli ricominciare tutto da capo.

Ho letto tutti i libri delle Cronache dei Vampiri ma non ho ancora capito questo personaggio onnipresente che ama andare perfino oltre i confini stessi della sua esistenza vampiresca. E’ un enigma… un bellissimo enigma…

Ma io non credo che Lestat sia il personaggio più umano. Non togliendo nulla alla grande forza che traspare dalla sua personalità, noi umani non siamo così. La forza, quasi mai, ci accompagna. Viaggiamo ogni giorno in preda, non al coraggio, ma bensì alla paura, alla disperazione, all’assoluta impotenza. Lestat possiede anche un perverso senso di piacere nel sfidare se stesso, nell’andare oltre il burrone per, come direbbe lui, “vedere quello che c’è…”. Non osserva regole né le rispetta. Si diverte a rimettere tutto in discussione a giocare con il suo stesso destino. Il vero simbolo dell’umanità, quella più tenebrosa e reale, è Louis. E’ lui il mio personaggio preferito: il grande vampiro che comprende fino in fondo la sua natura di morte, il suo essere condannato a non morire e a non potersi uccidere. Un essere così profondamente umano da avere paura, da vivere sospeso nel suo stesso dolore, da amare il mondo così tanto da non poterlo svilire con la sua sete di sangue. Comprende di essere dannato e non lo  può accettare. Come tutti noi non possiamo accettare il nostro corpo e, a volte, anche il nostro destino. Mi ricordo un passo del terzo volume dove Marius, guardando Louis, si domanda se sopravviverà tanto quanto gli altri. Non possiede la forza di Lestat né quella della madre. Ma, alla fine, conclude che potrebbe sopravvivere, non perché conosce il potere ma perché conosce la rassegnazione. Louis è l’incarnazione del vero mortale, del vero umano che conserva dentro di sé il suo passato, la sua moralità e la sua personalità.

 

La carrellata dei personaggi della Rice potrebbe continuare ancora per molto ma penso di aver reso l’idea della complessità psicologica di questi Principi delle Tenebre e della comprensione del mondo che muta insieme a loro.

Le Cronache dei Vampiri donano a ogni nuova lettura nuove prospettive, dubbi o risposte che ti permettono di riflettere attraverso la narrazione come attraverso uno specchio. Vi vediamo le nostre debolezze, le nostre virtù insieme alla sofferenza che umana o vampiresca ci rende quello che siamo: mezzi angeli e mezzi demoni

 

Menegatti Alessandra

 

 

Anna Rice nasce a New Orleans nel 1941. Ha scritto i seguenti libri:

 

Cronache dei Vampiri:

Intervista con il Vampiro, Scelti dalle Tenebre, La Regina dei Dannati, Il Ladro di Corpi, Memnoch il Diavolo, Armand, Pandora

L’Ora delle Streghe, Il demone incarnato

Lo Schiavo del Tempo

Un Grido fino al Cielo