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IL BUNKER DI HITLER

Tempo fa si è parlato di una possibile riapertura del bunker che accolse la fine dell’atroce impero nazista. Ovviamente non in commemorazione di Hitler, ma per mantenere viva la memoria; il ricordo delle vittime della follia di un periodo storico allucinante. Articolo di Miriam Ballerini

Aperti sono i dibattiti per i vari punti di vista, di chi ne voglia fare una sorta di museo, e chi lo voglia distruggere per sempre. Situato a venti metri di profondità nell’allora giardino della cancelleria a Berlino, è ora coperto da un parcheggio di un centro commerciale. Era diviso su due piani collegati fra loro da una scala a chiocciola di tredici scalini. Al piano superiore le cucine, gli appartamenti del personale, degli ospiti e del corpo di guardia delle SS. A quello inferiore i venti alloggi di Hitler e degli alti gerarchi.

Divenne, a partire dall’inizio del 1945 un mondo a sé stante, del tutto protetto e isolato dalla guerra che imperversava al di fuori. Negli ultimi giorni di vita il fuhrer dimostrò tutta la sua pazzia, alternando momenti di rabbia, ad altri nei quali la depressione aveva il sopravvento.

 

Il 30 aprile del 1945 alle 15,30 Adolf Hitler ed Eva Brawn, sposata la sera prima, si tolsero la vita. Ne seguirono l’esempio Joseph Goebbels e la moglie Magda, dopo aver ucciso i loro sei figli. Decadde così il folle dominio del terzo Reich, e testimone di tutto questo furono alcune guardie e il bunker stesso. Questo misterioso luogo che ora sta tornando ad avere dei contorni grazie al lavoro d’equipe di archeologi, informatici, ingegneri e, soprattutto, al prezioso aiuto di ricostruzione sulla base dei propri ricordi, di alcune guardie superstiti. E` sopravvissuto a una prima parziale distruzione nel  45, e, sul finire degli anni 80, è stato murato per nascondere quello che era uno dei simboli dell’orrore. La dimora prima, e, per finire, la tomba di Hitler poi.

 

Miriam Ballerini

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