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Torna il Grande Giallo grazie a Luceri

I premi per la letteratura di genere secondo me sono lo specchio del mercato, al di là di quel che dice la critica illuminata, di quel che si crede che siano le tendenze, i premi letterari finiscono per rispecchiare, come è giusto che sia, quello che il lettore veramente vuole.

E quello che il lettore veramene vuole è un Giallo Vero, un Giallo Vecchia Maniera,un Giallo Tradizionale. Non a caso quest’anno il grande vincitore del Premio Tedeschi è Enrico Luceri, giallista puro d’eccezione. Un premio meritatissimo che sancisce, a grande richiesta, il vero ritorno del Giallo con la G maiuscola. Per un autore che non deluderà e che contiamo di ritrovare sempre più spesso in edicola e in libreria.

Il mio volto è uno specchio

Un albergo isolato sulle rive di un tetro lago. Due coppie di ospiti in viaggio di piacere, ognuna con molti scheletri nell’armadio. Un anziano pensionato misantropo, querulo e ipocondriaco con la sua seconda moglie. Il ricordo incombente di un figlio tradito dal suo stesso sangue. Una presenza misteriosa in cerca di vendetta, diabolica nell’architettare agguati mortali. Tra delitti inspiegabili e indagini alla cieca, un thriller che segna l’atteso, grande ritorno del suspense gotico.

Non si può dire di più di una trama gialla per non svelare troppo, ma una cosa possiamo dirla, Enrico Luceri è uno scrittore che ha l’orgoglio giallo nelle vene, chi dice giallo, con lui, dice qualità. O ancor meglio, dice GIALLO.

Verrrebbe da dire che il tempo è galantuomo, e che chi scrive con passione, prima o poi viene ricompensato perchè, come diceva Patricia Highsmith, la passione è contagiosa, così come anche l’onestà e il rigore. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.