Gli Inquietanti Indizi di Rennes Le Chateau

Nemmeno Victor Hugo nella stesura di uno dei suoi migliori romanzi d’appendice avrebbe mai osato tanto. Gli indizi che si celano dietro al Mistero di Rennes Le Chateau sono talmente perfetti da sembrare quasi artefatti, una vera caccia al tesoro con tanto di tappe intermedie e di premio di consolazione. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se questa leggenda, o mito che sia, abbia ispirato tante e diverse opere letterarie, non ultimo il Best Seller di Dan Brown Il Codice Da Vinci.

Rebus e Anagrammi, Sciarade ed Enigmi, non manca davvero niente in questa cornice gotica, con tanto di cimitero, vecchia chiesa decrepita, fantasmi, diavoli e misteriose iscrizioni.

Partiamo da uno dei quadri ammirati dal curato Sauniere al museo del Louvre, e che tanto lo interessarono al punto da acquistarne una copia, per poterla meglio studiare. Che cosa riproduce questo dipinto?

I pastori d’Arcadia di Nicolas Poussin, come già visto, è ambientato sullo sfondo del paesaggio circostante Rennes Le Catheau, ma le indicazioni non sono tutte qui. Come in una gioco enigmistico riproduce dei pastori che additano chiaramente allo spettatore un sarcofago che reca un’emblematica incisione. Nasce forse da qui il morboso interesse del curato per i cimiteri e per la tomba della nobildonna De Nigri D’Albes, dalla cui lapide avrebbe addirittura abraso o modificato determinati caratteri che ne componevano l’epitaffio?

Sembrerebbe proprio di sì, dato che secondo gli studiosi l’incisione sul sarcofago, quello indicato dai pastori nel quadro, Et In Arcadia Ego, letteralmente in latino, Io Sono Nell’Arcadia, opportunatamente anagramma diventa I Tego Arcana Dei, ovvero Io Custodisco I Segreti degli Dei, il cui senso ovviamente è ben diverso.

Ma quali sono questi segreti? Uno potrebbe essere celato dietro l’arcana scritta che accoglie i fedeli nella Chiesa di Santa Maria Maddalena, Terribili Est Locus Histe, ovvero Questo È Un Luogo Terribile. Veramente poco adatta per una dimora sacra Dio, come anche appare terribilmente fuori luogo la statura del Demone Asmodeo fatta erigere da Sauniere nel corso delle sue spasmodiche, e costosissime, ristrutturazioni.

Sembrerebbe poi che la De Nigri D’Albes, in punto di morte, avesse affidato al prelato che precedette Sauniere nelle cure della Parrocchia di Santa Maria Maddalena, dei documenti segretissimi, da nascondere accuratamente. Potrebbe dunque trattarsi proprio delle pergamene rinvenute durante la fase iniziale dei lavori, all’interno della colonna cava che sorreggeva l’altare.

Ma ancora ci sarebbe da domandarsi chi o che cosa suggerì tanto tempestivamente a un pacifico e sonnolento curato di provincia di attivarsi immediatamente per dei lavori, che prima di allora nessuno aveva mai pensato di intraprendere.

I soliti esperti poi hanno creduto di intradere una sorta di codice cifrato nelle consuete stazioni della Via Crucis che adornano la Chiesa, già, perché qui di stazioni ce ne sono 14 e non 13 come d’abitudine, e la cosa, anche da sola, salta subito all’occhio, se non fosse per altre notevoli incongruenze.

Qualcosa non quadra con le immagini sacre abitualmente riprodotte nelle tradizionali Vie Crucis, ci sono figure enigmatiche che sembrano suggerire una traccia, i colori delle vesti non tornano, in una delle stazioni, attraverso una porta aperta, si intravede chiaramente la Torre Madgala, costruita solo successivamente dal curato Sauniere nel suo periodo d’oro di folli spese, le ferite sul costato di Cristo sono invertite, la deposizione del corpo sembra avvenire di notte, quando tutte le Sacre Scritture la ambientano di giorno, e su tutto troneggia l’immagine di un guerriero che prima sottrae e poi restituisce la tonaca di Gesù.

Dunque le stazioni sono un messaggio, lasciato da Sauniere, per i posteri, lui ha trovato grazie alle indicazioni dei suoi predecessori un favoloso tesoro e un tenebroso segreto, e poi ha fatto in modo di occultarli di nuovo, lasciando evidenti tracce del percorso da compiere per chi a lui sarebbe succeduto.

Ma perché tanta segretezza quando magari sarebbe bastata una lettera da lasciare a persone fidate in punto di morte? Doveva trattarsi sicuramente di qualcosa di talmente terribile da giustificare tanti capziosi artifizi.

Di che natura fosse questo tesoro, se appartenuto ai Catari, o al Re Alarico, o alla Corona di Francia non ci è dato sapere, quel che è certo è che nella zona da lungo tempo circolavano strane leggende, secondo le quali uno dei sommi maestri dell’Ordine dei Templari avrebbe anticamente convocato dalla Germania uno stuolo di lavoranti. Spacciati a lungo per muratori ed operai edili, si era presto appurato che invece si trattava di valenti orafi e gioeielleri fatti giungere in gran segreto e sotto mentite spoglie.

Ad avvalolare questa tesi, risulta che, nel 1645, un pastore rinvenne casualmente in una delle caverne della campagna circostante alcuni scheletri e moltissimo oro, tornato in paese fu però linciato a furor di popolo, prima ancora che potesse rivelare l’ubicazione esatta e il luogo del ritrovamento, portandosi il segreto nella tomba.

In seguito alla morte di Sauniere per lungo tempo, inutilmente, gli studiosi si sono dibattuti in questo enigma, tentando invano di decifrare le indicazioni. Analisi crittografiche, indicazioni rilevate dalle abrasioni volutamente apportate alle iscrizioni tombali della De Nigri, linee ideali tracciate tra il castello in rovina dei templari, la Torre Magdala, e le colline circostanti, analisi delle opere edificate dal curato, niente è stato lasciato di intentato. L’acquasantiera, il bassorilievo della Maddalena, le incisioni iscritte di suo proprio pugno, le contraddittorie e anomale stazioni della Via Crucis, tutto è stato attentamente analizzato fino a condurre, nel 1928, ad una sensazionale scoperta.

Una tavoletta in pietra con un’altra, ultreriore, enigmatica iscrizione in latino. Incomprensibile, peggio delle quartine di Nostradamus. L’unica cosa chiara è che l’enigma potrebbe essere risolto tracciando una linea ideale che avrebbe origine o dovrebbe intersecare la lettera M.

Ma non si è potuto appurare a cosa, esattamente questa lettera faccia riferimento. A Maria Maddalena, nel bassorilievo, a Maria Maddalena, nelle Stazioni della Via Crucis, alla Torre Magdala, costruita appositamente da Sauniere con tanto dispiego di mezzi e di energia, o infine alla Chiesa come edificio piuttosto che alla tomba della nobile De Nigri, di nome Marie?

Dopo lunghe e infinite ricerche la vicenda giunge a un punto morto. L’unico che sembra averne ricavato un certo costrutto è l’oste che ha rilevato la proprietà di Sauniere, che sfrutta economicamente il mistero di Rennes Le Catheau a scopi turistici, aprendo sul luogo un ristorante, con tanto di distribuzione di materiale propagandistico, e souvenir in tema.

Ma nel 1987 presso il cimitero locale viene compiuta un’effrazione, l’unica tomba profanata risulta essere quella di Noel Corbu, il nuovo proprietario dei possedimenti di Sauniere, morto per un tragico incidente, così come sembrerebbe essere accaduto anche al suo successore.

Le due tombe si trovano adiacenti, ed accanto ad esse vengono rinevntue, dopo l’effrazione, delle candele e un giglio bianco.

Storia, leggenda, o fantasia popolare?

Non lo sapremo mai, fatto sta che su questa vicenda sono stati interrogati storici ed esperti, studiosi e archeologi, come per la Piramide di Giza e per il Mistero della Sfinge, perfino le moderne tecnologie sono state impiegate nell’estremo tentativo di dissolvere le tenebre che avvolgono questo mistero.

Migliaia di libri sono stati scritti, innumerevoli teorie esposte, mirabolanti ipotesi esaminate e poi scartate via via, una dopo l’altra.

Rimane la vicenda, incredibile, di un povero curato di campagna che giunse, nel 1885, con la sua perpetua, in un paesino sperduto dei Pirenei, trovò una Chiesa abbandonata e cadente e, improvvisamente, cambiò stile di vita, infiammandosi di qualche strana e enigmatica passione, dedicandosi a costruire, restaurare, studiare e collezionare opere d’arte.

Molte potrebbero essere le cause di questa metamorfosi, di questo improvvisso arricchimento materiale e morale, infinite le possibilità che Bergener Sauniere abbia in qualche modo, potuto mettere le mani su qualcosa che cambiò per sempre la sua vita, ma per quante tracce egli abbia tentato di lasciare il Mistero è giunto intatto fino a noi.

Siamo stati noi incapaci, nonostante tanta attenzione sia stata richiamata su questa vicenda, di decifrare questo mistero, oppure proprio così doveva essere, un enigma irrisolvibile, destinato ad essere conosciuto a tempo e luogo, solo da chi possiede una specifica chiave?

Troppi eventi del passato non hanno ancora trovato una congrua spiegazione per meravigliarci oltre, rimane il fatto che, come sempre, la storia può ispirare più della fantasia nella creazione della mitologia e della leggenda, che, vera o presunta che sia, risulta sempre estremamente affascinante.

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