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La ladra di Cagliostro di Giulio Leoni

Dalla Mondadori, by Giulio Leoni, un nuovo romanzo fantasy che non è certo solo per ragazzi. È stato detto che a volte l’unico modo di interessare qualcuno alla storia, è quello di proporgliela come un gioco. Questo fa Giulio Leoni che, passando con disinvoltura dal fantasy al giallo, dal thriller al romanzo storico, ama curiosare nelle nicchie del passato regalandoci risvolti inediti, forse romanzati ma attendibili, di grandi personaggi storici quali, giusto per citarne alcuni, Dante Alighieri e Pico della Mirandola o, come in questo caso, l’inafferrabile Conte di Cagliostro,forse uno dei più grandi avventurieri della storia.

Che cosa accade quando due avventurieri arrivisti, abituati a trarre beneficio dalla troppo facile credulità della gente, si incontrano? Che succede quando due truffatori si riconoscono come simili tra la foschia dell’alba che ammanta la laguna di Venezia? Lei è Serafina, orfana e Principessa dei Ladri, abituata a vivere di piccoli furti e di espedienti, lui l’ammaliante Giuseppe Balasamo Conte di Cagliostro, appena giunto a Venezia dove spera di sbarcare il lunario, tra maschere del Carnevale, intrighi e tradimenti, giochi di potere e di prestigio. Già, perché a Venezia, come dovunque, ci sono personaggi importanti disposti a pagare qualsiasi cifra in cambio dell’effimera illusione dell’eterna giovinezza, e chi allora, meglio del sedicente Conte di Cagliostro, può soddisfare questi sogni, ammantandosi di una fama improbabile di guaritore e attingendo a piene mani alle più oscure arti magiche delle antiche civiltà egiziane, allora di gran moda nell’alta società europea. Due simpatici truffatori in combutta, per dimostrarci che, allora come oggi, la vita è solo una grande illusione, una gigantesca partita a carte, dove, volendo, si può anche far apparire opportunamente, al momento giusto, fantomatiche accoppiate di assi. Spaventare il popolino con piccoli trucchi di magia, profittare della fama sinistra di Ca’ de’ Specchi dove è andato ad abitare, incuriosire i ricchi e i potenti con le sue doti di guaritore, mago e alchimista … tutto un gioco da ragazzi per il Conte di Cagliostro, raccontato dalla penna magistrale di Giulio Leoni, a tratti inquietante come le acque del Canal Grane o liquida e preziosa come gli ori di San Marco.

Serafina credette di intravedere alcune ombre alle sue spalle e la paura raddoppiò. Per fortuna, là dove la calle si avvicinava al canale, un provvidenziale banco di nebbia le si parò davanti. Si tuffò nel vapore biancastro, vanamente minacciata dalle grida dei suoi inseguitori che la videro svanire sotto i loro occhi come un fantasma.

Giulio Leoni, abile conversatore e grande affabulatore, secondo le sue stesse descrizioni, è nato a Roma sotto il segno del Leone con l’influsso dei Gemelli e perciò ritiene di essere, a suo modo, un portatore sano di curiosità discontinua, ed infatti è eclettico e versatile, dotato di una curiosità irrefrenabile, appassionato di storia e di esoterismo, due realtà che sembrerebbero forse antitetiche ma che in effetti non lo sono affatto. Così come conversare con lui è come viaggiare a tutto vapore attraverso il tempo e lo spazio, nella stessa maniera leggere un suo romanzo è come essere teletrasportati in un’altra epoca e invitati a rileggere la storia sotto una luce diversa. Tutta un’altra cosa rispetto a quella materia un po’ stagnante e noiosa che imparavano, nostro malgrado, sui banchi di scuola. A Leoni interessano le nicchie non illuminate, le cripte, i risvolti oscuri, il mondo dell’insolito, del non finito, del non detto. Quegli aspetti controversi mai spiegati del tutto, le leggende fantastiche mai documentate ma nemmeno mai smentite completamente. Il confine indefinito che sta tra il possibile e il probabile. Con la sua penna ha fatto rivivere suggestivi personaggi del passato spaziando senza soluzione di continuità tra epoche lontane e diversissime tra loro. Da Dante Alighieri, investigatore e poeta, a Pico della Mirandola, a spasso tra tenebrosi segreti tra la corte dei Borgia e quella di Lorenzo il Magnifico, passando attraverso il magico mondo mediatico del nazismo per arrivare, oggi, fino alle iperboliche acrobazie alchemiche e illusioniste del più grande avventuriero di tutti i tempi, il fantomatico Conte di Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo, maestro di quella disciplina tutta italiana che è l’arte di arrangiarsi.