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Medicina Legale in pillole per aspiranti scrittori di Thriller

Quando si scrive un romanzo giallo o un poliziesco, l’errore è sempre in agguato, soprattutto se si decide di addentrarsi nei dettagli più “tecnici” di ferite o aggressioni. Per non commettere allora sviste imbarazzanti, ecco un piccolo vademecum sui principali termini utilizzati in medicina legale. Perché, vale la pena ricordarlo, una morte per impiccagione non equivale affatto, per lesioni e caratteristiche, a una morte per soffocamento, e un ematoma non presenta le stesse particolarità di un’ecchimosi, che a sua volta è decisamente differente da un’abrasione.


Quando si scrive un romanzo giallo o un poliziesco, l’errore è sempre in agguato, soprattutto se si decide di addentrarsi nei dettagli più “tecnici” di ferite o aggressioni. Per non commettere allora sviste imbarazzanti, ecco un piccolo vademecum sui principali termini utilizzati in medicina legale. Perché, vale la pena ricordarlo, una morte per impiccagione non equivale affatto, per lesioni e caratteristiche, a una morte per soffocamento, e un ematoma non presenta le stesse particolarità di un’ecchimosi, che a sua volta è decisamente differente da un’abrasione.

Innanzitutto cominciamo col dire che si definisce in medicina legale MORTE IMPROVVISA un tipo di decesso avvenuto in modo rapido e inatteso, dovuto a cause naturali senza alcun intervento di tipo violento dall’esterno, legato a un peggioramento delle condizioni del soggetto o a un processo morboso in atto e magari non ancora manifestatosi clinicamente. È il tipo di referto più diffuso in assenza di altre sintomatologie o lesioni. Deve comunque sempre trattarsi di qualcosa che sia in grado di condurre a un arresto delle funzioni vitali in maniera rapida e improvvisa, esempi tipici sono le patologie cardio vascolari o quelle respiratorie.

E veniamo ora alle ferite superficiali di genere non mortale, sulle quali di solito i non addetti ai lavori possono essere tratti facilmente in inganno. Normalmente si definisce come ABRASIONE quel tipo di ferita prodotta da un trauma che va ad interessare la cute o le mucose in maniera non troppo profonda, in modo da causare l’asportazione del solo strato più superficiale della parte interessata. Se la ferita ha avuto il tempo di avviare un processo di rimarginazione, la zona si presenta ricoperta da una crosta seriosa giallastra mentre invece l’ESCORIAZIONE, essendo un tipo di ferita che raggiunge anche i capillari, comporta sempre un’emorragia (anche minima) e un tipo di crosta ematica rosso nerastra.

Allo stesso modo la differenza tra ECCHIMOSI ed EMATOMA sta soprattutto nella gravità dell’emorragia prodotta dalla ferita che è stata inferta. L’ecchimosi è contraddistinta da una modesta infiltrazione di sangue all’interno di organi e tessuti, sempre dovuta ad eventi traumatici. Il colore caratteristico violaceo deriva dalla degradazione metabolica dell’emoglobina. L’ematoma invece è una raccolta ematica sostanziosa in una specifica cavità del corpo (naturale o formatasi a seguito del trauma). Pur variando da caso a caso, si può indicare genericamente che un’ecchimosi epidurale (che si verifica all’interno della dura meninge) è quasi sempre dovuta a un fattore traumatico, così come anche l’ecchimosi subdurale. Mentre invece un’ecchimosi che si verifica tra la aracnoide e la pia madre solitamente deriva da un aneurisma dei vasi meningei ed è in genere riconducibile ad una crisi di ipertensione (dunque legata a cause naturali). Quanto all’ecchimosi intracerebrale, che è di solito conseguenza di un’emorragia cerebrale, si tende a collegarla quasi sempre con un grave trauma cranio-cerebrale e con la lacerazione dell’encefalo.

Giova a questo punto precisare che in medicina legale si parla di EMORRAGIA quando si è in presenza di una fuoriuscita di sangue anomala (all’interno o all’esterno dell’organismo), evento che può essere spesso di origine traumatica. L’emorragia arteriosa si distingue per il colore rosso brillante del sangue che esce a fiotti sincroni con il battito del polso, mentre l’emorragia venosa è caratterizzata da un flusso di sangue rosso scuro ad andamento regolare e continuo. L’ultimo tipo di emorragia possibile è la capillare, che interessa i vasi sanguigni periferici e superficiali, in questo caso il sangue essuda direttamente dai tessuti che sono stati lesionati. In casi di emorragia grave si può verificare la morte che avviene per anemia acuta emorragica o per shock emorragico. Esistono poi le emorragie dovute a patologie cliniche, quali la CID (coagulazione intravasale disseminata), l’emofilia e la cirrosi epatica, che comportano difficoltà nella coagulazione del sangue e favoriscono consistenti perdite ematiche non necessariamente dovute ad eventi traumatici di rilevante entità.

Un altro punto fondamentale per gli scrittori di gialli, a questo punto, è rappresentato dal tempo di sopravvivenza dopo una determinata ferita che provochi fuoriuscita ematica di tipo emorragico. Nelle arterie principali del corpo umano (aortica, sub clavicolare e femorale) il sangue scorre in ragione di 70 cc ad ogni contrazione del cuore, considerando che un cuore in condizioni normali ha un ritmo di circa 70/80 battiti al minuto, in caso di lesioni aortiche, femorali e sub clavicolari, la fuoriuscita ematica può essere stimata in ragione di 5400/5600 cc al minuto (5,4/5,6 litri) anche di più se il soggetto è in condizioni fisiche o psicologiche di stress o eccitazione (come nel caso di un aggressione, di una lotta o di un inseguimento). In questi casi la morte può sopravvenire in pochi minuti. L’arteria sub clavicolare (succlavia) è situata circa 4 cm sotto la depressione clavicolare, tra il muscolo del trapezio e la clavicola. In caso di recisione il tipo di emorragia provocata è inarrestabile e conduce alla morte pressoché immediata nel giro di cinque secondi. L’aorta discendente è uno dei maggiori vasi sanguigni del corpo umano e conduce il sangue verso le zone inferiori, se interessata a un evento di tipo traumatico la morte del soggetto si può verificare in meno di un minuto. Infine l’arteria femorale, situata nella porzione superiore interna della gamba, qualche centimetro sotto i tendini adduttori, se recisa, conduce alla morte per emorragia nel giro di pochissimi minuti.

Ricordatevi dunque di non far compiere imprese prodigiose ai limiti del sovrannaturale ai vostri personaggi, soprattutto se colpiti nelle zone vitali e condannati a una morte emorragica pressoché istantanea.