Questo sito contribuisce alla audience di

Giuseppe Foderaro presenta ...

Mi permetto oggi di presentarvi uno scrittore particolarmente promettente che si sta affacciando ora sul mercato editoriale e che, almeno stando alle premesse, farà molto parlare di sè. Con al suo attivo diversi racconti, un romanzo completo pronto per la stampa e un sequel già in cantiere, Giuseppe Foderaro è uno scrittore da seguire attentamente. Non da meno il personaggio da lui creato, talmente suggestivo che sembra vivere di vita propria, secondo un ritmo che esula ormai da quello che il suo creatore ha disposto. Ma lascio che sia l'autore stesso a parlarvene. Ecco a voi Giuseppe Foderaro che presenta la sua creatura: Sauro Badalamenti detto "Il Dinosauro".

• Perché hai deciso di inventare proprio adesso un nuovo investigatore nel panorama giallo noir dei nostri giorni? Ce n’era bisogno?

Come sappiamo una certa critica assegna oggi al noir un ruolo di denuncia sociale. Per quanto mi riguarda, ho sentito a un certo punto la necessità di raccontare il quadro in cui vivo: un contesto metropolitano, duro, che rispecchia la realtà odierna sicuramente non edulcorata. Ho voluto anch’io, per dirla alla Reginald Hill, esplorare quella sfera di ambivalenza tra il bene e il male che caratterizza e condiziona la quotidianità di Milano. Una Milano che non è solo glamour, bensì una città oscura, che tutto sa e tutto nasconde, e all’ombra delle cui mura si celano i consueti peccati della miseria umana (spesso ricoperti da un velo sontuoso di falsa opulenza). E poiché non esiste esplorazione, indagine, senza colui che indaga, ecco il bisogno di creare il mio investigatore.

• Sappiamo che il tuo personaggio è già protagonista di diversi racconti e di un romanzo in via di pubblicazione. Vuoi parlarcene un poco?

È facile: per saperne di più vi consiglio di visitare regolarmente il mio Blog. Dove troverete ogni aggiornamento, ma posso anticipare che alcuni racconti sono già stati ospitati da diverse testate telematiche, e che il romanzo è in valutazione presso un paio di case editrici. Si tratta di un progetto a cui tengo molto, ho cercato di creare un personaggio originale che abbia una sua vita autonoma e un suo senso specifico.

• Credi che la figura di un investigatore tutto italiano possa funzionare e convincere il pubblico?

Certo che sì. Sauro è un “dinosauro” dei nostri tempi, abbastanza disincantato da non credere più a niente, ma ancora abbastanza duro per lottare contro l’inevitabile, solo perché non gli piace subire o recitare un ruolo di secondo piano. Deve essere lui a decidere sempre. Oggi più che mai, ce ne vorrebbero decine di figure del genere nel nostro paese.

• Come descriveresti ai nostri lettori questo tuo investigatore così anomalo?

Sauro Badalamenti è un investigatore assicurativo milanese, di lontane origini meridionali, che all’uso delle maniere forti preferisce contrapporre il bene dell’intelletto, senza per questo evitare di menare le mani, quando è il caso. È un uomo assuefatto a ben altro tipo di vita, con un passato fosco che gli ansima sul collo, un grande conoscitore della metropoli notturna e quindi ben noto presso il popolo della notte. È sempre rispettato, e a volte persino temuto, dalle frange estremiste dei “diversi” che affollano i bassifondi meneghini. Un detective che indaga per amore della verità e per passione, e che rifiuta per principio i casi che non gli interessano.

• Perché secondo te la tradizione del romanzo poliziesco può ancora essere rinnovata, secondo te c’è ancora qualcosa da dire, oppure tutto è stato giàdetto e inventato?

Si dice che esistano soltanto sette trame originali, e credo che un buon lettore abbia già fruito di tutte le varianti di ciascuna di esse. Certo, quando la produzione letteraria è brulicante, è facile che si vadano a creare cliché ripetitivi, cloni e della narrativa di bassa qualità, ma l’essere umano offre infinite sfumature. Il mestiere del “noirista”, poi, sta anche nel saper arricchire di fascino e dissonanze quelle che lette sulle pagine di cronaca nera di un qualsiasi quotidiano magari ci sono sembrate delle storie complete, ma che tradotte in fiction si rivelano prive di tutti quegli elementi drammatici essenziali per costruire un racconto interessante. E sotto questa prospettiva penso ci sia sempre qualcosa di nuovo da inventare.

• Tra i personaggi che sono apparsi ultimamente nel panorama letterario, o nei serial televisivi thriller, c’è qualcuno in particolare che preferisci?

Per dirne una, adoro l’Ispettore Coliandro. E nelle pagine del grande Lucarelli, e nella fiction RAI dei Manetti Bros. Lo rileggo spesso, e guardo più e più volte in streaming le puntate della serie televisiva, che spero rivada in onda al più presto. Mi diverte tantissimo quel bambinone imbranato e impudente, che con i suoi metodi investigativi scalcagnati, e sbagliando pressoché ogni mossa, riesce tutte le volte a cavarsela e a rimorchiare come un caimano.

• E che tipo di lettore sei? Che cosa ti piace e perché?

Non sono un lettore di genere, né il genero di un lettore (il padre della mia compagna preferisce i monti ai libri). Sono cresciuto a pane e John Fante e J.D. Salinger, amo le storie dei “disagiati”, perché in fondo lo sono anch’io. Mi sento molto Arturo Bandini… Poi vado matto per i classici della letteratura russa e per Scerbanenco, nonché per i romanzi degli amici Cappi e Di Marino: due grandi maestri. Ma leggo pure tante altre cose.

• Ti interessa toccare particolarmente qualche tema quando racconti una storia o lo fai solo per il tuo piacere personale?

Cerco sempre di unire le due cose: divertirmi e narrare le storie che mi frullano nella mente, ovviamente cercando di intrattenere al meglio il lettore.

• Darai un seguito alle avventure del tuo personaggio? Che cosa prevedi per lui?

Ci puoi giurare. Sauro è un tipo tosto a morire. Sto già lavorando al sequel di “Torre di controllo”. Vuoi il titolo provvisorio? “Rapporto in scala 1:1”.

• Cosa cercherai di raccontare nelle prossime avventure?

Un tema che mi sta molto a cuore: il terrorismo di matrice islamica.