Questo sito contribuisce alla audience di

Uffici stampa: modificata la delibera

Il nuovo testo pubblicato sul sito Web dell’Ordine dei Giornalisti

Nuova pagina 1

«Nella riunione del 9 giugno 2003,
il Consiglio nazionale ha precisato l’ambito di applicazione della delibera già
approvata, a proposito della legge n. 150. Ecco, il nuovo testo:

«Il Consiglio Nazionale dell’Ordine
dei Giornalisti, riunito a Roma il 9 Giugno 2003,

considerato che l’attività giornalistica svolta all’interno degli uffici
stampa, sia del settore pubblico che privato, è stata sempre ritenuta dall’Ordine
professionale una delle tipologie in cui si estrinseca la professione ed è
pertanto da tutelare come tutte le altre; ricordato che l’Ordine ha sempre
sostenuto la necessità di un provvedimento legislativo che riconoscesse la
natura giornalistica del lavoro degli uffici stampa, affermata peraltro dallo
Statuto della FNSI che lo definisce di competenza esclusiva degli iscritti all’Albo
professionale; considerato che, in applicazione dell’art. 41 della legge 3
febbraio 1963 n. 69, l’attività professionale in seno agli uffici stampa è
stata ritenuta, ai fini del mantenimento del titolo di giornalista, equivalente
a quella svolta nei quotidiani, nelle agenzie di informazione, nei periodici e
nel servizio giornalistico radiotelevisivo; vista la legge 150/2000 sulle “Attività
di informazione e di comunicazione della Pubblica amministrazione”, e in
particolare l’art. 9 per il quale l’attività di ufficio stampa della Pubblica
Amministrazione deve essere affidata a iscritti all’Albo professionale e l’art.
5 che fissa i principi in base ai quali il Regolamento attuativo debba definire
gli interventi formativi e di aggiornamento per i non iscritti all’Albo che già
svolgono attività di ufficio stampa; visto il Regolamento attuativo del
Ministero della Funzione Pubblica, ed in particolare l’art. 6 che in fase di
prima applicazione consente di svolgere l’attività di ufficio stampa anche al
personale dei ruoli organici che già esercita tale funzione; visto l’art. 34
del Regolamento di esecuzione della legge 3.2.1963 n. 69 che consente a chi non
è in grado di allegare i giornali e periodici previsti dall’art. 35 della legge
istitutiva di comprovare con “idonea documentazione … la concreta ed effettiva
attività svolta”; rilevato che tale norma può essere applicata agli strumenti
tipici dell’attività giornalistica di ufficio stampa

d e l i b e r a

Per gli uffici stampa pubblici

Negli enti pubblici gli addetti all’ufficio
stampa che svolgono tale funzione alla data dell’entrata in vigore della legge
150/2000 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e non sono iscritti all’albo
dei giornalisti possono chiedere l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti,
allegando alla domanda la seguente documentazione:

1.
press book
(press kit, dossier stampa,
cartella stampa);

2.
comunicati stampa;

3.
schede informative;

4.
articoli di presentazione;

5.
lavoro preparatorio redazionale, redazione
comunicati, gestione della sala stampa e/o dei rapporti con la stampa;

6.
redazione testi per conto di un ufficio stampa;

7.
redazione testi per giornali e riviste;

8.
redazione e/o controllo contenuti per siti Internet,
CD-Rom, DVD e altri supporti;

9.
redazione testi a vario titolo (collaborazioni
con giornali e riviste, anche on-line ecc.).

Tale documentazione deve attestare
il carattere giornalistico e, dunque, non promozionale o pubblicitario dell’attività
svolta.

I richiedenti l’iscrizione devono
documentare di aver frequentato i corsi di formazione e di aggiornamento
previsti dal regolamento attuativo della legge 150/2000 e promossi dall’Ordine
dei Giornalisti o organizzati d’intesa con esso.

La documentazione deve essere
accompagnata da una dichiarazione di un iscritto all’albo che certifichi l’attribuzione
dei testi presentati. In assenza di un iscritto all’albo dei giornalisti, la
certificazione può essere fatta d’ufficio dall’Ordine regionale sulla base di
prove documentali e testimoniali.

Per gli uffici stampa privati

Considerato che le opportunità
offerte agli addetti agli uffici stampa pubblici è giusto siano garantite anche
agli addetti agli uffici stampa privati, coloro che svolgono tale funzione da
data antecedente all’entrata in vigore della legge 150/2000, sia come
dipendenti sia sotto forma di collaborazione libero-professionale, possono
chiedere l’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti allegando la seguente
documentazione:

1.
press book
(press kit, dossier stampa, cartella stampa);

2.
comunicati stampa;

3.
schede informative;

4.
articoli di presentazione

5.
lavoro preparatorio redazionale, redazione
comunicati, gestione della sala stampa e/o dei rapporti con la stampa in
occasione di manifestazioni come festival,
fiere, congressi, convegni, convention
aziendali, presentazioni ecc;

6.
redazione testi per conto di un ufficio stampa;

7.
redazione testi per giornali e riviste aziendali;

8.
redazione e/o controllo contenuti per siti Internet,
CD-Rom, DVD e altri supporti;

9.
redazione testi a vario titolo (collaborazioni
con giornali e riviste, anche on-line ecc.).

Tale documentazione deve attestare
il carattere giornalistico e, dunque, non promozionale o pubblicitario dell’attività
svolta. Deve essere corredata anche da documentazione che comprovi l’attività
di ufficio stampa regolarmente retribuita da almeno due anni (busta paga o
fatture). I richiedenti l’iscrizione devono documentare di aver frequentato
corsi di formazione e di aggiornamento promossi dall’Ordine dei Giornalisti o
organizzati d’intesa con esso.

La documentazione deve essere
accompagnata da una dichiarazione di un giornalista iscritto all’albo che
certifichi l’attribuzione dei testi presentati. In assenza di un iscritto all’albo
dei giornalisti la certificazione può essere fatta d’ufficio dall’Ordine
regionale, sulla base di prove documentali e testimoniali».

Ultimi interventi

Vedi tutti