Donna non rieducabile, Anna Politkovskaya

Sabato 5 aprile 2008, nell’ambito della stagione di prosa 2007/2008 (Nuove Scritture), il Teatro Marrucino di Chieti porterà in scena un’opera teatrale incentrata sulla figura della giornalista russa che, il 7 ottobre 2006, è stata ssassinata nell'ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando.

Sabato 5 aprile 2008 (ore 21:00), nell’ambito della stagione di prosa 2007/2008 (Nuove Scritture), il Teatro Marrucino di Chieti porterà in scena l’opera teatrale “Donna non rieducabile, Anna Politkovskaya” di Stefano Massini, interpretata da Ottavia Piccolo che, accompagnata da musiche per arpa eseguite dal vivo da Floraleda Sacchi.

Di assassini politici è tristemente costellata la storia della lotta per la libertà. Solo che Anna Politkovskaya non era una militante politica, non era un’eroina avvolta nella bandiera di una ideologia, e tanto meno era una “terrorista”: no, era solo e semplicemente una giornalista. Anzi, una cronista, una precisa “testimone”, l’occhio fotografico di una realtà tragicamente in trasformazione, qual era ed è quella della Russia post-sovietica.

E questo evidentemente era il delitto peggiore che potesse commettere. Tanto da non essere considerata degna di una qualsivoglia specie di condanna formale per chissà quale delitto di lesa maestà – no, per lei il potere ha scelto la via dell’assassinio puro e semplice, come in un delitto di mafia.

E per di piú era donna: con la tenacia, la forza, la mancanza di opportunismi propri di una donna che sa di non avere colpe e che quindi non riesce nemmeno a concepire la possibilità di “desistere”.

Giornalista e donna: su questi due aspetti il testo di Stefano Massini costruisce una serie di “quadri” scenici, che si intrecciano lungo il percorso professionale e umano della protagonista (dai reportage in Cecenia, ai primi tentativi di linciaggio, alle interviste coi terroristi di Beslan, fino al tragico epilogo), in un ritmo incalzante, quasi cinematografico – ponendo molti interrogativi drammatici sul senso della libertà nell’epoca della comunicazione globale, che, sia pure in forme meno drammatiche, non riguardano solo la Russia di Putin.

Ottavia Piccolo, una delle interpreti piú intense del teatro italiano, dà voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia del personaggio, con la forza e il coraggio di una attrice che in quei valori di libertà si identifica fino in fondo.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo e-mail marrucino.prosa@teatromarrucino.it indicando il codice “GSG 4678” nell’oggetto.

 

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